Tesi etd-02022025-100507 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
BONAVENTURA, ILARIA
URN
etd-02022025-100507
Titolo
MADRI IN CARCERE: LUCI E OMBRE DELLA RESPONSABILITA' GENITORIALE
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
SOCIOLOGIA E MANAGEMENT DEI SERVIZI SOCIALI
Relatori
relatore Vizzoni, Lavinia
Parole chiave
- assistente sociale
- best interest of the child
- children's rights
- diritti dei minori
- diritto alla bigenitorialità
- ICAM
- madri ree
- parental responsibility
- responsabilità genitoriale
- right to shared parenting
- social worker
Data inizio appello
24/02/2025
Consultabilità
Completa
Riassunto
Il punto di partenza dell’analisi condotta è stata la circostanza per cui le madri ree che entrano in un contesto carcerario, non sempre possono ottenere con facilità di tenere al proprio fianco i figli minori. D’altronde non sono neppure trascurabili le conseguenze negative che siffatta opzione comporti.
Nel primo capitolo, è stato possibile approfondire le circostanze per cui una madre rea sconta
la pena detentiva con il figlio al proprio fianco, per poi evidenziare le conseguenze della decadenza dalla responsabilità genitoriale e infine, attraverso l’analisi di dati statistici e
considerazioni conseguenti, porre in luce come lo sviluppo psicofisico del bambino ne risenta.
Nel secondo capitolo dell’elaborato, sulla base dello studio sullo sviluppo della legislazione
italiana dal Codice Rocco del 1930 fino alla stipulazione della Carta dei Diritti dei Figli di Genitori Detenuti del 2014, è emersa la necessità della garanzia e della tutela del legame genitore – figlio anche dentro il contesto carcerario. In questa sede è stato inoltre approfondito lo scenario del mancato esercizio della responsabilità genitoriale e di come tale situazione incida negativamente sul c.d. Best Interest of The Child.
Con la consultazione di ulteriori materiali di ambito sia giuridico che sociale, è stata focalizzata l’attenzione, soprattutto nel terzo capitolo, sull’importanza che l’intervento dei servizi sociali in ambito carcerario – sia per gli adulti con i CSSA che per i minorenni con gli USSM e gli IPM – assume.
Viene così rilevata la necessità di implementazione degli strumenti e dei servizi volti alla
comunità, non solo per diminuire il numero di ingressi delle madri ree con a seguito i propri figli, ma anche per fare in modo che questi ultimi possano un giorno intraprendere una strada diversa rispetto al genitore condannato.
È stato perciò possibile concludere rimarcando il profondo impatto che il mondo carcerario
assume oggigiorno, e la conseguente necessità di ritenere il reo come una persona con diritti da tutelare. Con specifico riguardo al rapporto creatosi tra madre e bambino, secondo anche quanto sostenuto da Bowlby con la Teoria dell’attaccamento, si tratta di attivare per quanto possibile strumenti che consentano a tale relazione di perdurare anche in ambito detentivo.
Nel primo capitolo, è stato possibile approfondire le circostanze per cui una madre rea sconta
la pena detentiva con il figlio al proprio fianco, per poi evidenziare le conseguenze della decadenza dalla responsabilità genitoriale e infine, attraverso l’analisi di dati statistici e
considerazioni conseguenti, porre in luce come lo sviluppo psicofisico del bambino ne risenta.
Nel secondo capitolo dell’elaborato, sulla base dello studio sullo sviluppo della legislazione
italiana dal Codice Rocco del 1930 fino alla stipulazione della Carta dei Diritti dei Figli di Genitori Detenuti del 2014, è emersa la necessità della garanzia e della tutela del legame genitore – figlio anche dentro il contesto carcerario. In questa sede è stato inoltre approfondito lo scenario del mancato esercizio della responsabilità genitoriale e di come tale situazione incida negativamente sul c.d. Best Interest of The Child.
Con la consultazione di ulteriori materiali di ambito sia giuridico che sociale, è stata focalizzata l’attenzione, soprattutto nel terzo capitolo, sull’importanza che l’intervento dei servizi sociali in ambito carcerario – sia per gli adulti con i CSSA che per i minorenni con gli USSM e gli IPM – assume.
Viene così rilevata la necessità di implementazione degli strumenti e dei servizi volti alla
comunità, non solo per diminuire il numero di ingressi delle madri ree con a seguito i propri figli, ma anche per fare in modo che questi ultimi possano un giorno intraprendere una strada diversa rispetto al genitore condannato.
È stato perciò possibile concludere rimarcando il profondo impatto che il mondo carcerario
assume oggigiorno, e la conseguente necessità di ritenere il reo come una persona con diritti da tutelare. Con specifico riguardo al rapporto creatosi tra madre e bambino, secondo anche quanto sostenuto da Bowlby con la Teoria dell’attaccamento, si tratta di attivare per quanto possibile strumenti che consentano a tale relazione di perdurare anche in ambito detentivo.
File
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