Tesi etd-02012026-174946 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
GIUSTI, SOFIA
URN
etd-02012026-174946
Titolo
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza come strumento di politica ambientale: analisi della Missione 2 (rivoluzione verde e transizione ecologica) e della Missione 7 (REPowerEU)
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
ISTITUZIONI, POLITICA E SOCIETA'
Relatori
relatore Prof.ssa Pizzanelli, Giovanna
Parole chiave
- PNRR
- rivoluzione verde
- transizione energetica
Data inizio appello
23/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
23/02/2029
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
La tesi analizza la governance, le peculiarità, gli obiettivi e le modalità di azione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza messo in atto per fronteggiare la crisi economica determinatasi a causa dell’emergenza pandemica da COVID-19.
Dopo avere descritto il quadro normativo definito dall’Unione europea (Regolamento UE 241/2021), l’analisi si concentra sulle due Missioni a più elevata vocazione ambientale. La prima è la Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica” e la seconda la Missione 7 “Attuazione del REPowerEU”, integrata a seguito della guerra russo-ucraina. Per ciascuna di esse, attraverso una precisa scelta di campo, sono state esaminate le misure giudicate più rilevanti per il loro potenziale impatto sulla regolazione ambientale. Dall’analisi contestuale delle due Missioni del Piano a vocazione energetico-ambientale, è emersa l’importanza dell’attuazione multilivello delle misure previste, con particolare riferimento al livello regionale. Al fine di analizzare le modalità di gestione ed utilizzo dei fondi a livello regionale è stato scelto come caso di studio la Regione Toscana. È emersa anche una stretta connessione e coerenza tra gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile, il Green Deal europeo e le priorità del PNRR, che dedicano il 37% delle risorse a misure “verdi”.
La transizione verde non si configura nel Piano come un ambito settoriale, bensì come una dimensione trasversale e pervasiva, che informa e plasma l’intera architettura delle riforme e degli investimenti. Il PNRR è stato un acceleratore strategico per la transizione ecologica, anticipando e implementando a livello nazionale i principi e gli orientamenti del Green Deal europeo. Tuttavia, la sostenibilità di questa “svolta verde” oltre l’orizzonte temporale del Piano non può essere considerata automatica. Al contrario, essa appare condizionata da una serie di fattori critici. In primo luogo, la capacità del PNRR di produrre effetti duraturi dipenderà dalla sua trasformazione in una cornice strutturale di policy, attraverso il consolidamento di un quadro normativo, regolatorio ed economico in grado di orientare investimenti pubblici e privati anche in assenza di risorse eccezionali. In secondo luogo, permane il rischio che la transizione ecologica resti confinata a una logica puntiforme e settoriale, senza una piena integrazione nelle scelte di finanza pubblica, nella programmazione industriale e nelle politiche fiscali, limitandone così l’impatto sistemico. Infine, un nodo cruciale riguarda la dimensione sociale della transizione. La distribuzione asimmetrica dei costi e dei benefici delle politiche climatiche, se non adeguatamente governata, rischia di alimentare resistenze e critiche, erodendo il consenso.
Dopo avere descritto il quadro normativo definito dall’Unione europea (Regolamento UE 241/2021), l’analisi si concentra sulle due Missioni a più elevata vocazione ambientale. La prima è la Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica” e la seconda la Missione 7 “Attuazione del REPowerEU”, integrata a seguito della guerra russo-ucraina. Per ciascuna di esse, attraverso una precisa scelta di campo, sono state esaminate le misure giudicate più rilevanti per il loro potenziale impatto sulla regolazione ambientale. Dall’analisi contestuale delle due Missioni del Piano a vocazione energetico-ambientale, è emersa l’importanza dell’attuazione multilivello delle misure previste, con particolare riferimento al livello regionale. Al fine di analizzare le modalità di gestione ed utilizzo dei fondi a livello regionale è stato scelto come caso di studio la Regione Toscana. È emersa anche una stretta connessione e coerenza tra gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile, il Green Deal europeo e le priorità del PNRR, che dedicano il 37% delle risorse a misure “verdi”.
La transizione verde non si configura nel Piano come un ambito settoriale, bensì come una dimensione trasversale e pervasiva, che informa e plasma l’intera architettura delle riforme e degli investimenti. Il PNRR è stato un acceleratore strategico per la transizione ecologica, anticipando e implementando a livello nazionale i principi e gli orientamenti del Green Deal europeo. Tuttavia, la sostenibilità di questa “svolta verde” oltre l’orizzonte temporale del Piano non può essere considerata automatica. Al contrario, essa appare condizionata da una serie di fattori critici. In primo luogo, la capacità del PNRR di produrre effetti duraturi dipenderà dalla sua trasformazione in una cornice strutturale di policy, attraverso il consolidamento di un quadro normativo, regolatorio ed economico in grado di orientare investimenti pubblici e privati anche in assenza di risorse eccezionali. In secondo luogo, permane il rischio che la transizione ecologica resti confinata a una logica puntiforme e settoriale, senza una piena integrazione nelle scelte di finanza pubblica, nella programmazione industriale e nelle politiche fiscali, limitandone così l’impatto sistemico. Infine, un nodo cruciale riguarda la dimensione sociale della transizione. La distribuzione asimmetrica dei costi e dei benefici delle politiche climatiche, se non adeguatamente governata, rischia di alimentare resistenze e critiche, erodendo il consenso.
File
| Nome file | Dimensione |
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La tesi non è consultabile. |
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