logo SBA

ETD

Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-02012026-115101


Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
BARTOLI, GAIA
URN
etd-02012026-115101
Titolo
Trauma cranico lieve ed emorragia intracranica acuta nei pazienti in terapia antiaggregante ed anticoagulante orale: quali differenze?
Dipartimento
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Corso di studi
MEDICINA D'EMERGENZA URGENZA
Relatori
relatore Prof. Ghiadoni, Lorenzo
Parole chiave
  • antiaggregante
  • anticoagulante
  • trauma cranico lieve
Data inizio appello
24/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
24/02/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Il trauma cranico è uno dei principali e frequenti motivi di accesso al Pronto Soccorso, influenza la vita di milioni di persone e rappresenta una seria sfida sanitaria per i medici di Pronto Soccorso.
Sulla base del Glasgow Coma Scale il trauma cranico viene classificato in lieve, moderato e grave.
Il trauma cranico lieve rappresenta il 70-90% dei traumi cranici che fanno accesso al Dipartimento di Emergenza-Accettazione (DEA) ed è caratterizzato da un’incidenza in aumento.
La complicanza più temuta legata al trauma cranico è l’emorragia cerebrale.
Negli ultimi anni, il crescente utilizzo di terapie antiaggreganti o anticoagulanti ha alimentato il dibattito riguardo al rischio di complicanze emorragiche in questi pazienti, anche a seguito di traumi cranici lievi, e le indicazioni sulla gestione di questi pazienti risultano ancora molto dibattute e non universalmente riconosciute.
Questa tesi descrive uno studio osservazionale retrospettivo che ha preso in esame pazienti afferiti al Pronto Soccorso di Pontedera vittime di trauma cranico lieve.
Il periodo analizzato è stato di 6 mesi (dal 1 aprile 2025 al 30 settembre2025, i dati anamnestici, clinici, radiologici e laboratoristici sono stati recuperati attraverso i sistemi informatici del DEA (FIRST-AID) e del dipartimento di diagnostica per immagini (SUITESTENSA).
Sono stati inclusi nello studio pazienti di età maggiore di 18 anni che hanno fatto accesso al Pronto soccorso in seguito a trauma cranico occorso nelle 24 ore precedenti l’arrivo al DEA, il cui GSC all’arrivo era compreso tra 13 e 15 e sottoposti dopo una prima valutazione a TC (tomografia computerizzata) del cranio.
Nell’analisi dei dati la popolazione di studio è stata suddivisa in tre gruppi in base alla terapia domiciliare costituita da anticoagulanti orali, antiaggreganti (a loro volta suddivisi in acido acetilsalicilico e altri antiaggreganti) e nessuna terapia.
Delle tre categorie di pazienti sono stati analizzati i casi con TC positiva per lesioni emorragiche post traumatiche e confrontati con i casi con TC cranio negativa valutando l’età dei pazienti, il sesso, la dinamica del trauma e i sintomi associati.
E’ stato inoltre valutato il destino dei pazienti con TC cranio negativa per lesioni emorragiche post traumatiche, in particolare quanti pazienti sono stati dimessi a domicilio, quanti pazienti sono stati trattenuti in osservazione/ricovero in Osservazione Breve Intensiva (OBI) e quanti sono stati ricoverati per altre problematiche subentrate.
Sono stati esaminati quanti dei pazienti con TC negativa e trattenuti in osservazione sono stati sottoposti ad esecuzione della seconda TC cranio, il motivo che ha portato a tale decisione e l’esito dell’indagine radiologica ovvero la presenza di lesione emorragica post traumatica.
E’ stata così analizzata se la gestione di questi pazienti è in accordo con la letteratura recente in particolare con l’ultimo documento pubblicato dall’ACEP (American College of Emergency Physicians) nel 2023” Clinical Policy: Critical Issues in the Management of Adult Patients Presenting to the Emergency Department With Mild Traumatic Brain Injury”.
Il 45% del campione assumeva terapie antitrombotiche. L'incidenza globale di emorragia intracranica alla prima TC è stata del 5,51%, con tassi significativamente superiori nei pazienti in terapia anticoagulante (9,37%) e antiaggregante (6,46%) rispetto ai non trattati (3,75%). Particolarmente critico è apparso il ruolo del Clopidogrel, associato a un rischio emorragico del 31,57%, contro il 4% dell'acido acetilsalicilico. Le lesioni più frequenti sono state l'ematoma sottodurale (43,75%) e l'emorragia subaracnoidea. Lo studio rileva un tasso di positivizzazione tardiva alla TC di controllo del 2,09%, verificatosi esclusivamente in pazienti sotto terapia antitrombotica. Nonostante l'alta fragilità del
campione, la gestione conservativa ha garantito una mortalità dello 0% in fase acuta, confermando l'efficacia dei protocolli di osservazione clinica adottati.
Malgrado lo strumento diagnostico d’elezione sia rappresentato dalla TC, l’esecuzione sistematica in tutti i pazienti non è auspicabile per limitata prevalenza di positività, rischio radiologico, complessità, costo elevato in termini economici, di risorse e umane, materiali e tempo.
La gestione clinica dei pazienti vittime di trauma cranico lieve in trattamento con anticoagulanti orali e antiaggreganti rappresenta una sfida frequente per il Dipartimento di Emergenza-Accettazione e lo sarà sempre più a causa dell’aumento dell’età media della popolazione generale.
Nonostante la limitazione del campione raccolto e l’assenza di significatività statistica dei dati, questo studio ha lo scopo di promuovere l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse diagnostico-terapeutiche del DEA senza compromettere la qualità di cura dei pazienti in terapia anticoagulante orale e antiaggregante con trauma cranico lieve.
File