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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01312025-095302


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
FUSI, SOFIA
URN
etd-01312025-095302
Titolo
Impiego di biostimolanti per la mitigazione degli stress abiotici in Vitis vinifera: indagini in ambiente controllato e in vigneto
Dipartimento
SCIENZE AGRARIE, ALIMENTARI E AGRO-AMBIENTALI
Corso di studi
INNOVAZIONE SOSTENIBILE IN VITICOLTURA ED ENOLOGIA
Relatori
relatore Prof.ssa Masi, Elisa
relatore Dott.ssa Perria, Rita
correlatore Prof. D'Onofrio, Claudio
Parole chiave
  • biostimolanti
  • fisiologia
  • piante
  • Sangiovese
  • serra
  • stress abiotici
  • stress idrico
  • stress termico
  • trattamenti fogliari
  • vigneto
  • vigoria
  • viti
Data inizio appello
17/02/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
17/02/2028
Riassunto
La viticoltura mediterranea è messa a dura prova da stress idrici e termici prolungati, che compromettono i processi fotosintetici e la produzione di metaboliti secondari nelle uve. La tesi indaga l'impiego di biostimolanti per mitigare lo stress abiotico in Vitis vinifera cv. Sangiovese, attraverso esperimenti condotti in serra e in vigneto. I biostimolanti sono stati applicati tramite trattamento fogliare e ne è stata valutato l'effetto sui parametri fisiologici, biochimici e produttivi. L’esperimento in serra è stato effettuato su giovani viti in vaso, suddivise in 4 gruppi in base al trattamento e al regime irriguo (completo o deficitario). In serra, inizialmente, le piante trattate hanno evidenziato un miglioramento della fotosintesi e un aumento di polifenoli e carotenoidi. Con l’introduzione della differenziazione irrigua, le piante sottoposte a deficit idrico hanno mostrato una riduzione significativa delle performance fotosintetiche. L’esperimento in vigneto si è svolto a Gaiole in Chianti (SI) caratterizzato da zone con vigoria differente (alta e bassa). I filari sono stati monitorati considerando tali differenze, con la suddivisione tra viti trattate e di controllo. Gli effetti dei biostimolanti in vigneto sono emersi in modo più evidente a distanza di settimane dal trattamento. Le piante trattate nella zona a bassa vigoria hanno mostrato miglioramenti significativi nei parametri fotosintetici, evidenziando un maggiore beneficio in condizioni di stress più marcato, al punto che i valori analizzati si sono avvicinati a quelli delle piante con alta vigoria. Il biostimolante ha contribuito a migliorare la qualità delle uve, con un aumento dei polifenoli totali. Tuttavia, non sono state rilevate differenze significative nei potenziali idrici tra piante trattate e di controllo, suggerendo che i biostimolanti non abbiano influenzato il bilancio idrico ma abbiano agito sui meccanismi di regolazione metabolica. Le viti a bassa vigoria hanno risposto meglio, suggerendo l'importanza di considerare il suolo nella pianificazione. In conclusione, i risultati indicano che i biostimolanti possono aiutare nella gestione dello stress abiotico, con effetti immediati ma temporanei in serra e più lenti ma stabili in vigneto, ed evidenziano la necessità di approcci agronomici personalizzati e integrati per ottimizzare l'uso dei biostimolanti e affrontare le sfide climatiche per una viticoltura sostenibile.
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