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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01282026-183335


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
FUSI, FRANCESCA
URN
etd-01282026-183335
Titolo
La gestione del personale nell’esperienza Olivetti: un modello anticipatore tra welfare e partecipazione
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
COMUNICAZIONE D'IMPRESA E POLITICA DELLE RISORSE UMANE
Relatori
relatore Prof. Cini, Marco
Parole chiave
  • Adriano Olivetti
  • benessere
  • capitale umano
  • eredità
  • gestione del personale
  • Olivetti
  • partecipazione
  • welfare
Data inizio appello
23/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
23/02/2066
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Il presente lavoro di tesi analizza l’esperienza industriale e sociale della Olivetti sotto la guida di Adriano Olivetti, ricostruendone i presupposti storici, ideologici e organizzativi e interpretandola come un caso emblematico di modello alternativo di impresa nel panorama del capitalismo italiano del Novecento. L’obiettivo della ricerca è quello di indagare in che modo la visione olivettiana dell’impresa e della gestione del personale abbia anticipato di alcuni decenni temi oggi centrali nel dibattito sulla governance d’impresa, sulla responsabilità sociale e sulla centralità della persona nel lavoro, senza tuttavia astrarre l’esperienza dal suo contesto storico specifico. L’elaborato si fonda su un’analisi storica condotta attraverso un ampio utilizzo di fonti primarie conservate presso l’Archivio Storico Olivetti di Ivrea, affiancate da una rassegna critica della letteratura storica, economica e sociologica. Questo approccio consente di collocare l’esperienza olivettiana all’interno delle trasformazioni del capitalismo italiano tra l’Unità e il boom economico, mettendo in luce tanto le potenzialità quanto i limiti strutturali del modello.
Il lavoro si apre con una ricostruzione del contesto economico e sociale in cui nasce e si sviluppa la Olivetti, soffermandosi sulle caratteristiche del capitalismo italiano, segnato da una persistente interazione tra iniziativa privata e intervento statale, e sui rapporti sindacali. In questo quadro, l’impresa fondata da Camillo Olivetti e successivamente guidata da Adriano si distingue per una precoce attenzione alla dimensione etica del fare impresa e per un forte radicamento territoriale. L’analisi mostra come la “comunità” olivettiana non rappresenti soltanto un progetto industriale, ma si configuri come una risposta politica e sociale alla crisi della modernità e ai limiti del capitalismo tradizionale, maturata attraverso il confronto con il fascismo, la guerra e la ricostruzione postbellica. Particolare rilievo è attribuito anche alle radici ideologiche del pensiero di Adriano Olivetti, influenzato dal personalismo cristiano, dal socialismo riformista e dalla sociologia moderna, da cui prende forma l’idea di “Comunità concreta” come superamento della dicotomia tra individuo e Stato.
Il nucleo centrale della tesi è dedicato all’analisi del modello gestionale olivettiano, con specifico riferimento alle politiche di gestione del personale. L’impresa viene interpretata come un’istituzione dotata di responsabilità sociali che travalicano la mera produzione di profitto. La ricerca esamina l’intero ciclo di gestione delle risorse umane, soffermandosi sulle pratiche di selezione basate su strumenti psicotecnici, sull’organizzazione dei Servizi del Personale e sul ruolo attribuito alla formazione come leva di sviluppo individuale e collettivo. Ampio spazio è riservato al welfare aziendale, concepito come sistema integrato di servizi che comprende assistenza sanitaria, politiche per la famiglia, abitazioni, mense, trasporti e iniziative culturali. Un ulteriore ambito di indagine riguarda le relazioni industriali e la dinamica partecipativa all’interno della Olivetti. L’analisi delle relazioni sindacali, della contrattazione aziendale e degli accordi stipulati nel secondo dopoguerra mette in luce come la Olivetti abbia rappresentato un laboratorio peculiare di sperimentazione, in cui al conflitto tradizionale si affiancano tentativi di integrazione e dialogo. In questo contesto si collocano sia il Consiglio di Gestione, quale strumento di partecipazione interna, sia l’esperienza di Comunità di Fabbrica come sindacato atipico fortemente legato al Movimento Comunità di Adriano Olivetti.
L’ultima parte dell’elaborato riflette infine l’attualità del lascito olivettiano, mettendo in relazione l’esperienza storica con le trasformazioni contemporanee della governance d’impresa e della gestione delle risorse umane. Temi quali la sostenibilità sociale, il benessere organizzativo, l’employability e lo stakeholder capitalism vengono riletti alla luce dell’esperienza Olivetti, evidenziando continuità concettuali e discontinuità storiche.
In conclusione, il lavoro di tesi mostra come il modello di Adriano Olivetti, pur profondamente radicato nel suo tempo e segnato da limiti strutturali, possa essere interpretato non come un’utopia isolata, ma come un laboratorio storico di innovazione sociale. La sua rilevanza risiede nella capacità di offrire categorie interpretative utili a comprendere le sfide contemporanee del lavoro e della gestione delle risorse umane, restituendo complessità a un’esperienza spesso semplificata o idealizzata.
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