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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01282026-112759


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
GUASTELLA, RAFFAELE
URN
etd-01282026-112759
Titolo
Application of One Health approach in shellfish (Mytilus galloprovincialis) quality assessment
Dipartimento
SCIENZE AGRARIE, ALIMENTARI E AGRO-AMBIENTALI
Corso di studi
BIOSICUREZZA E QUALITÀ DEGLI ALIMENTI
Relatori
relatore Prof.ssa Nuvoloni, Roberta
Parole chiave
  • binucleated cells
  • carica batterica totale
  • cellule binucleate
  • Enterococcus spp.
  • gemmazioni nucleari
  • genotossicità
  • genotoxcity
  • micronucleo
  • micronucleus
  • microplastiche
  • microplastics
  • Mytilus galloprovincialis
  • nuclear buds
  • one health
  • total aerobic count
Data inizio appello
16/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
16/02/2029
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
L’obiettivo di questo lavoro è stato applicare un approccio One Health per descrivere, in modo integrato, la contaminazione da microplastiche, il profilo microbiologico e gli effetti genotossici in Mytilus galloprovincialis selvatiche (costa Portoghese) e allevate (Portogallo, Spagna, Cile).
In totale sono state analizzate 80 cozze: 36 per le microplastiche, 35 per la carica batterica totale e la determinazione di Enterococcus spp. e 9 per il saggio del micronucleo (MN) su cellule branchiali, impiegato per valutare la genotossicità. Le MP sono state estratte mediante digestione alcalina (KOH 10%, 60 °C, 24 h), seguita da filtrazione sottovuoto su filtri in fibra di vetro e colorazione con Nile Red; le particelle sospette sono state classificate in microscopia a fluorescenza secondo criteri conservativi. Le analisi microbiologiche sono state condotte utilizzando le metodiche ISO 6887-1 e ISO 7899-2. La genotossicità è stata valutata con il saggio del micronucleo, registrando micronuclei (MN), gemmazioni nucleari (NBUD) e cellule binucleate (BN), conteggiate su 500 cellule branchiali sane per ciascun individuo.
I risultati indicano MP nel 69% dei campioni, valori elevati di carica batterica totale nel 91% e di Enterococcus spp. nel 20%. Le frequenze di MN erano 5,3–6,7‰, con NBUD a 5,3‰ e BN a 3,5‰. Nel complesso, il carico di MP e la contaminazione microbiologica risultano moderati, con differenze limitate tra le aree di provenienza; i prodotti allevati tendono tuttavia a mostrare livelli più bassi. Sono stati rilevati segnali di genotossicità, ma il danno genetico osservato va interpretato con cautela e nel suo contesto.
Nel complesso, i risultati sostengono l’utilità di un monitoraggio integrato basato su più indicatori come strumento pratico per confrontare sistemi produttivi e siti costieri e supportare la sicurezza alimentare, gestendo la produzione e l’ambiente in un’ottica One Health.

The objective of this work was to use a “One Health” approach to characterize microplastic contamination, microbiological profile and genotoxic effects in wild (from Portoguese coast) and farmed (Portugal, Spain, Chile) Mytilus galloprovincialis,
A total of 80 mussels were analysed: 36 for microplastic, 35 for total aerobic count and Enterococcus spp. determination and 9 for the micronucleus (MN) assay in gill cells (to evaluate genotoxic effects).
MP were extracted using alkaline digestion (10% KOH, 60 °C, 24 h), followed by a vacuum filtration on glass-fibre filters and Nile Red staining, with conservative criteria to classify suspected particles under fluorescent microscopy. Microbiological analysis was conducted following ISO 6887-1 and ISO 7899-2 guidelines.
Genotoxicity was assessed via the micronucleus assay, checking for micronuclei (MN), nuclear buds (NBUD), and binucleated (BN) cells, scored in 500 gill healthy cells for each mussel.
Results show MPs in 69% of samples; aerobic flora in 91% and Enterococcus spp. found in 20% of samples. MN in 5.3–6.7‰; NBUD 5.3‰; BN 3.5‰. Overall samples showed moderate MP and microbiological load, low differences among areas, but farmed products displayed lower contamination. Genotoxicity was detected, but this genetic damage should be interpreted cautiously and in context.
The results support integrated, multi-endpoint monitoring as a practical way to compare production systems and coastal sites, and to inform seafood safety and coastal management within a One Health perspective.
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