logo SBA

ETD

Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01272025-185146


Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (4 anni)
Autore
LANDI, TOMMASO
URN
etd-01272025-185146
Titolo
La terapia anticoagulante nella popolazione ospedalizzata geriatrica affetta da fibrillazione non valvolare di nuovo riscontro. Uno studio pilota, prospettico, osservazionale, monocentrico
Dipartimento
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Corso di studi
GERIATRIA
Relatori
relatore Virdis, Agostino
relatore Dott.ssa Calsolaro, Valeria
Parole chiave
  • DOAC
  • FA
  • HFpEFF
  • HFrEF
  • malnutrizione
  • sarcopenia
Data inizio appello
17/02/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
17/02/2095
Riassunto
Introduzione: il processo coagulativo riveste un ruolo evolutivo fondamentale, la cui funzione principale è l’emostasi, intesa come processo omeostatico finalizzato ad arrestare il sanguinamento; essa risulta in contrapposizione con la trombosi, definita come formazione patologica di un coagulo (trombo) nel lume dei vasi. La terapia anticoagulante svolge un’importante funzione per la profilassi primaria o secondaria del rischio tromboembolico, in particolare risulta ampiamente utilizzata nel paziente anziano, visto l’aumentato rischio trombotico al crescere dell’età. Il profilo di efficacia e di sicurezza è significativamente incrementato con l’avvento degli anticoagulanti diretti orali (DOAC) rispetto alla precedente terapia con il warfarin. La prevalenza della fibrillazione atriale inoltre è molto frequente nella popolazione anziana e cresce all’aumentare dell’età. Si stima che essa si attesti oltre il 15% nei pazienti ultraottantacinquenni. Inoltre, tale condizione presenta un ruolo bidirezionale con la fragilità e si associa a un aumentato carico polipatologico e polifarmacologico, oltreché a un’aumentata mortalità per tutte le cause del paziente.
Obiettivo: Il nostro studio è di tipo osservazionale, prospettico, monocentrico, ed è volto a descrivere le caratteristiche cliniche e di fragilità della popolazione geriatrica ospedalizzata sottoposta a terapia anticoagulante per nuovo riscontro di fibrillazione atriale non valvolare. È stato condotto da gennaio 2021 a dicembre 2024 e si inserisce nello studio multicentrico PRESBUS.
Metodi e materiali: conformemente allo Studio PRESBUS, per l’inclusione nello studio si sono adottati i seguenti criteri di eleggibilità: età≥ 75 anni alla data di firma del consenso informato, diagnosi documentata di fibrillazione atriale non valvolare (FANV), pazienti naïve al trattamento con anticoagulanti e sottoposti a valutazione multidimensionale geriatrica (VMDG) al momento dell’arruolamento. L'analisi statistica è stata condotta con metodo statistico-descrittivo, l'ANOVA a misure ripetute, le tabelle di contingenza, il test t di Bonferroni e la regressione logistica binomiale.
Risultati: Lo studio ha coinvolto 49 pazienti geriatrici (età media: 84 ± 6 anni), di cui il 45% donne. La popolazione studiata presentava un elevato carico di comorbidità (CIRS-CI mediano: 3) e polifarmacoterapia (mediana: 6 farmaci/die). L'ipertensione arteriosa (89%) e il diabete mellito tipo 2 (30%) erano le comorbidità più frequenti. Lo scompenso cardiaco era presente nel 65% dei pazienti, principalmente con frazione di eiezione preservata (HRpEF, >50%). Il rischio tromboembolico appariva elevato (CHA2DS2-VASC > 4 nel 50% dei casi), mentre il rischio emorragico, valutato con HAS-BLED, risultava modesto (mediana: 1). La popolazione in studio inoltre presentava un profilo di fragilità lieve. Le attività quotidiane (BADL) risultano sostanzialmente conservate (mediana: 6 su 6), mentre quelle strumentali (IADL), risultavano parzialmente compromesse (mediana: 5.5 su 8). Il declino cognitivo era presente in una minoranza dei casi (15%) e il rischio di demenza risultava basso (SPSMQ mediano: 1 su 10). Lo stato nutrizionale risultava borderline per rischio di malnutrizione (MNA mediano: 24 su 30) e la performance fisica era anch'essa leggermente compromessa (Tinetti mediano: 22 su 28). Circa il 50% dei casi ha necessitato di un ulteriore accesso in PS e/o di ospedalizzazione; tuttavia, solo il 10% dei casi ha presentato un sanguinamento maggiore.
Discussione: l’analisi ANOVA ha messo in evidenza una riduzione statisticamente significativa della frequenza cardiaca all’ingresso in reparto e al follow-up a 12 mesi (p=0.03). Tale dato è verosimilmente da mettere in relazione alla terapia antiaritmica con betabloccante, prescritta a basse dosi in dimissione. Un’altra evidenzia significativa risultata all’analisi ANOVA è la riduzione statisticamente significativa del BMI (body mass index) durante il follow-up (p=<0.001). Inoltre, l’indice nutrizionale valutato con il MNA si è dimostrato il miglior predittore significativo della mortalità (p=0.004). Abbiamo riscontrato diverse limitazioni a questo studio in particolare legate ai criteri di selezione condivisi con lo studio PRESBUS.
Conclusione: L’utilizzo dei DOAC nella popolazione geriatrica ultraottantenne, affetta da fibrillazione atriale, mostra un profilo di sicurezza generalmente favorevole. La relazione tra fibrillazione atriale e malnutrizione (e sarcopenia) è una correlazione emergente che evidenzia la necessità di un approccio multidimensionale nella gestione dei pazienti anziani con fibrillazione atriale, includendo in particolare la valutazione dello stato nutrizionale, muscolare e della performance fisica. Occorrono tuttavia ulteriori studi per chiarire ulteriormente i meccanismi sottostanti e definire eventuali interventi clinici mirati.
File