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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01262026-184711


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
BARDINI, MARTINA
URN
etd-01262026-184711
Titolo
Movimenti e accrescimento di tartarughe marine nel Mediterraneo stimati tramite dati capture-mark-recapture
Dipartimento
BIOLOGIA
Corso di studi
BIOLOGIA MARINA
Relatori
relatore Prof. Casale, Paolo
correlatore Prof.ssa Maggi, Elena
correlatore Prof. Zuffi, Marco Alberto Luca
Parole chiave
  • Caretta caretta
  • CMR
  • connettività
  • fedeltà
  • tassi di crescita
Data inizio appello
09/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
09/02/2066
Riassunto
Abstract
In the Mediterranean Sea, Caretta caretta is the most abundant sea turtle species. Juveniles frequent oceanic and neritic habitats, while adults show fidelity to nesting and foraging sites, migrating periodically between the two. The study of habitat distribution behaviors is essential for understanding the biology of the species and for developing effective conservation strategies. These behaviors depend on both ecological factors, such as the availability of food resources, and intrinsic biological factors. Similarly, growth rate represents a key variable in population dynamics studies and can vary between populations and foraging areas; for this reason, it is fundamental to estimate it in different geographical contexts. The Tunisian continental shelf represents an important neritic foraging area for the species. The investigation was conducted at Lampedusa island, located on the northern edge of the continental shelf separating Sicily from Tunisia and Libya. The present study aims to analyze: i) connectivity between the study area and reproductive zones of the Mediterranean; ii) connectivity with other foraging areas; iii) spatial fidelity of turtles to the foraging area of the Tunisian continental shelf in relation to size class; iv) the presence of seasonal preferences; and v) the annual growth rate of Caretta caretta in the area.
Capture-mark-recapture (CMR) data collected from 1998 to 2024 through a long-term program based in Lampedusa were used, integrating a citizen science approach with the involvement of local fishermen. The sample comprises 91 total CMR records, with specific samples of n = 38 for connectivity, n = 50 for spatial fidelity, n = 36 for seasonal fidelity, and n = 29 for growth rates. Individuals were marked and recaptured in the study area or in other zones of the Mediterranean (Greece, Turkey, Cyprus, Tunisia, Libya, Egypt, France, and other Italian waters), thanks to collaborations with international research groups. The collected data include measurements of curved carapace length (CCL), date and location of capture-release and recapture, involved organizations, and recovery methods.
The analysis revealed that the Tunisian shelf is frequented mainly by turtles from Greek reproductive areas in the Ionian and Aegean Seas (87%), with minor contributions from the Levantine basin (13%). 57% of individuals released from Lampedusa reached reproductive sites or adjacent areas, confirming that the area functions as a crucial trophic habitat in the juvenile and subadult phases of the life cycle. The spatial fidelity analysis did not reveal significant differences between size classes (< and ≥ 57.95 cm, sample median; p = 0.701), indicating use of the area independent of body size, with recaptures documented up to almost 13 years after release. No significant seasonal preferences emerged (p = 0.485), indicating continuous use of the area throughout the year. The mean growth rate was 1.77 cm/year (Median = 1.83 cm/year), peaking in the 50-60 cm carapace length range, comparable to other Mediterranean areas such as the Adriatic.
The data confirm that the Tunisian continental shelf represents a critical area for the conservation of Caretta caretta, functioning as a convergence zone between different sub-regional management units. The possible long-term residence in the area, independent of body size, and bycatch in trawl nets (approximately 10,000 individuals annually) determine a significant cumulative impact on the population. The results emphasize the urgency of internationally coordinated conservation measures among Tunisia, Italy, Greece, Turkey, and Cyprus, integrating turtle protection with sustainable fisheries management.

Riassunto
Nel Mar Mediterraneo, Caretta caretta è la specie di tartaruga marina più abbondante. I giovani frequentano habitat oceanici e neritici, mentre gli adulti mostrano fedeltà ai siti di nidificazione e foraggiamento, migrando periodicamente tra i due. Lo studio dei comportamenti di distribuzione tra habitat è essenziale per comprendere la biologia della specie e per sviluppare strategie di conservazione efficaci. Tali comportamenti dipendono sia da fattori ecologici, come la disponibilità di risorse alimentari, sia da fattori biologici intrinseci. Allo stesso modo, il tasso di crescita rappresenta una variabile chiave negli studi di dinamica di popolazione e può variare tra popolazioni e aree di foraggiamento; per questo motivo è fondamentale stimarlo in contesti geografici diversi. La piattaforma continentale tunisina rappresenta un'importante area neritica di foraggiamento per la specie. L'indagine è stata condotta presso l'isola di Lampedusa, situata sul margine settentrionale della piattaforma continentale che separa la Sicilia da Tunisia e Libia. Il presente studio si propone di analizzare: i) la connettività tra l'area di studio e le zone riproduttive del Mediterraneo; ii) la connettività con altre aree di foraggiamento; iii) la fedeltà spaziale delle tartarughe all'area di foraggiamento della piattaforma continentale tunisina in relazione alla classe di taglia; iv) la presenza di preferenze stagionali e v) il tasso di crescita annuale di Caretta caretta nell'area.
Sono stati utilizzati dati di cattura-marcatura-ricattura (CMR) raccolti dal 1998 al 2024 attraverso un programma a lungo termine con base a Lampedusa, integrando un approccio di citizen science con il coinvolgimento dei pescatori locali. Il campione comprende 91 record CMR totali, con campioni specifici di n=38 per la connettività, n=50 per la fedeltà spaziale, n=36 per la fedeltà stagionale e n=29 per i tassi di crescita. Gli individui sono stati marcati e ricatturati nell'area di studio o in altre zone del Mediterraneo (Grecia, Turchia, Cipro, Tunisia, Libia, Egitto, Francia e altre acque italiane), grazie a collaborazioni con gruppi di ricerca internazionali. I dati raccolti includono misure del carapace (CCL), data e luogo di cattura-rilascio e ricattura, enti coinvolti e modalità di recupero.
L'analisi ha evidenziato che la piattaforma tunisina è frequentata principalmente da tartarughe provenienti da aree riproduttive greche del Mar Ionio ed Egeo (87%), con contributi minori dal bacino Levantino (13%). Il 57% degli individui rilasciati da Lampedusa ha raggiunto siti riproduttivi o zone adiacenti, confermando che l'area funziona come habitat trofico cruciale nelle fasi giovanili e subadulte del ciclo vitale. L'analisi della fedeltà spaziale non ha evidenziato differenze significative tra le classi di taglia (< e ≥ 57,95 cm, mediana del campione; p = 0,701), indicando un utilizzo dell'area indipendente dalla dimensione corporea, con ricatture documentate fino a quasi 13 anni dopo il rilascio. Non sono emerse preferenze stagionali significative (p-value=0.485), indicando un utilizzo continuativo dell’area durante tutto l'anno. Il tasso di crescita medio è risultato pari a 1.77 cm/anno (Mediana=1.83 cm/anno), raggiungendo il picco nella fascia 50-60 cm di lunghezza del carapace, comparabile ad altre aree mediterranee come l'Adriatico.
I dati confermano che la piattaforma continentale tunisina rappresenta un’area critica per la conservazione di Caretta caretta, fungendo da zona di convergenza tra diverse unità di gestione sub-regionali. La possibile residenza a lungo termine nell'area, indipendente dalla dimensione corporea e la cattura accidentale nelle reti a strascico (circa 10.000 individui annualmente) determinano un impatto cumulativo significativo sulla popolazione. I risultati sottolineano l'urgenza di misure di conservazione coordinate a livello internazionale tra Tunisia, Italia, Grecia, Turchia e Cipro, integrando la protezione delle tartarughe con la gestione sostenibile della pesca.
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