Tesi etd-01262026-154023 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
DARIOL, CHIARA
URN
etd-01262026-154023
Titolo
La crisi degli ostaggi di Teheran (1979-1981): genesi, sviluppo e conseguenze di un evento globale
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
UNIONE EUROPEA, PROCESSI GLOBALI E SOSTENIBILITA' DELLO SVILUPPO
Relatori
relatore Paoli, Simone
Parole chiave
- antiamericanismo
- crisi degli ostaggi
- immunità diplomatica
- Iran
- relazioni bilaterali
- ripercussioni internazionali
- Rivoluzione Islamica
- Stati Uniti
Data inizio appello
23/02/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
La presente tesi analizza la crisi degli ostaggi all’ambasciata statunitense di Teheran (1979-1981), evento che rappresentò una violazione senza precedenti dell’immunità diplomatica e segnò un punto di svolta irreversibile nelle relazioni tra gli Stati Uniti e la Repubblica Islamica dell’Iran.
Attraverso un approccio storico-analitico e l’utilizzo di fonti primarie, quali documenti diplomatici, comunicazioni ufficiali e testimonianze dirette, e fonti secondarie, comprese monografie storiche e studi accademici, il lavoro prende le mosse da una ricostruzione delle complesse cause alla base della crisi. Queste vengono analizzate prendendo in considerazione sia il punto di vista statunitense che quello iraniano ed esaminando le relazioni che intercorrevano tra i due paesi. Successivamente vengono ripercorse nel dettaglio le fasi della crisi, dalla presa dell’ambasciata il 4 novembre 1979 fino al rilascio degli ostaggi il 20 gennaio 1981. Il lavoro si conclude, infine, con un’analisi delle ripercussioni della crisi sui due paesi, sulle relazioni bilaterali e sul più complessivo sistema internazionale.
L’analisi dimostra come la crisi degli ostaggi abbia costituito un punto di non ritorno: negli Stati Uniti essa alimentò un senso di umiliazione, contribuì a un cambiamento politico interno e determinò un declino dell’immagine della superpotenza apparsa vulnerabile e non capace di proteggere il proprio personale diplomatico. In Iran, la crisi rafforzò la leadership religiosa e consolidò l’antiamericanismo, facendo emergere la nuova pericolosità della potenza iraniana: un paese disposto a violare le norme internazionali pur di difendere la propria rivoluzione. Sul piano delle relazioni bilaterali, l’evento segnò la fine ufficiale dell’alleanza strategica, trasformando i due paesi in nemici dichiarati.
La crisi, quindi, emerge come evento chiave per comprendere le tensioni persistenti tra Washington e Teheran.
This thesis examines the hostage crisis at the United States Embassy in Tehran (1979–1981), an event that constituted an unprecedented violation of diplomatic immunity and marked an irreversible turning point in relations between the United States and the Islamic Republic of Iran.
Through a historical-analytical approach and the use of primary sources—such as diplomatic documents, official communications, and firsthand testimonies—as well as secondary sources, including historical monographs and academic studies, the study begins with a reconstruction of the complex causes underlying the crisis. These are analyzed by considering both the American and Iranian perspectives and by examining the relations between the two countries. The subsequent sections provide a detailed account of the phases of the crisis, from the seizure of the embassy on November 4, 1979, to the release of the hostages on January 20, 1981. The thesis concludes with an analysis of the repercussions of the crisis on the two countries, their bilateral relations, and the broader international system.
The analysis demonstrates that the hostage crisis represented a point of no return. In the United States, it fostered a sense of humiliation, contributed to domestic political change, and led to a decline in the image of a superpower perceived as vulnerable and incapable of protecting its diplomatic personnel. In Iran, the crisis strengthened religious leadership and consolidated anti-Americanism, revealing the new and dangerous nature of Iranian power: a country willing to violate international norms in order to defend its revolution. At the level of bilateral relations, the event marked the official end of the strategic alliance, transforming the two countries into declared enemies.
The crisis thus emerges as a key event for understanding the persistent tensions between Washington and Tehran.
Attraverso un approccio storico-analitico e l’utilizzo di fonti primarie, quali documenti diplomatici, comunicazioni ufficiali e testimonianze dirette, e fonti secondarie, comprese monografie storiche e studi accademici, il lavoro prende le mosse da una ricostruzione delle complesse cause alla base della crisi. Queste vengono analizzate prendendo in considerazione sia il punto di vista statunitense che quello iraniano ed esaminando le relazioni che intercorrevano tra i due paesi. Successivamente vengono ripercorse nel dettaglio le fasi della crisi, dalla presa dell’ambasciata il 4 novembre 1979 fino al rilascio degli ostaggi il 20 gennaio 1981. Il lavoro si conclude, infine, con un’analisi delle ripercussioni della crisi sui due paesi, sulle relazioni bilaterali e sul più complessivo sistema internazionale.
L’analisi dimostra come la crisi degli ostaggi abbia costituito un punto di non ritorno: negli Stati Uniti essa alimentò un senso di umiliazione, contribuì a un cambiamento politico interno e determinò un declino dell’immagine della superpotenza apparsa vulnerabile e non capace di proteggere il proprio personale diplomatico. In Iran, la crisi rafforzò la leadership religiosa e consolidò l’antiamericanismo, facendo emergere la nuova pericolosità della potenza iraniana: un paese disposto a violare le norme internazionali pur di difendere la propria rivoluzione. Sul piano delle relazioni bilaterali, l’evento segnò la fine ufficiale dell’alleanza strategica, trasformando i due paesi in nemici dichiarati.
La crisi, quindi, emerge come evento chiave per comprendere le tensioni persistenti tra Washington e Teheran.
This thesis examines the hostage crisis at the United States Embassy in Tehran (1979–1981), an event that constituted an unprecedented violation of diplomatic immunity and marked an irreversible turning point in relations between the United States and the Islamic Republic of Iran.
Through a historical-analytical approach and the use of primary sources—such as diplomatic documents, official communications, and firsthand testimonies—as well as secondary sources, including historical monographs and academic studies, the study begins with a reconstruction of the complex causes underlying the crisis. These are analyzed by considering both the American and Iranian perspectives and by examining the relations between the two countries. The subsequent sections provide a detailed account of the phases of the crisis, from the seizure of the embassy on November 4, 1979, to the release of the hostages on January 20, 1981. The thesis concludes with an analysis of the repercussions of the crisis on the two countries, their bilateral relations, and the broader international system.
The analysis demonstrates that the hostage crisis represented a point of no return. In the United States, it fostered a sense of humiliation, contributed to domestic political change, and led to a decline in the image of a superpower perceived as vulnerable and incapable of protecting its diplomatic personnel. In Iran, the crisis strengthened religious leadership and consolidated anti-Americanism, revealing the new and dangerous nature of Iranian power: a country willing to violate international norms in order to defend its revolution. At the level of bilateral relations, the event marked the official end of the strategic alliance, transforming the two countries into declared enemies.
The crisis thus emerges as a key event for understanding the persistent tensions between Washington and Tehran.
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| TESI_DAR...HIARA.pdf | 1.09 Mb |
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