Tesi etd-01262026-152502 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
NALLIRA, EMANUELE
URN
etd-01262026-152502
Titolo
INTEGRAZIONE E SUPPLEMENTAZIONE NEGLI SPORT DI RESISTENZA E DI FORZA: ANALISI COMPARATIVA DI EFFICACIA, RUOLI E DIFFERENZE FISIOLOGICHE
Dipartimento
FARMACIA
Corso di studi
SCIENZE DELLA NUTRIZIONE UMANA
Relatori
relatore Pomelli, Christian Silvio
Parole chiave
- creatina
- endurance
- ferro
- forza
- integrazione nutrizionale
- proteine
- sali minerali
- sport
- supplementazione
Data inizio appello
25/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
25/02/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
La presente tesi mira ad analizzare il ruolo dell’integrazione nutrizionale nello sport, con particolare attenzione alle differenze fisiologiche, metaboliche e applicative tra sport di resistenza e sport di forza. L’obiettivo è fornire una visione critica e scientificamente fondata sull’utilizzo degli integratori, evidenziandone benefici, limiti e possibili rischi, nonché le prospettive future della ricerca in questo ambito.
Nel primo capitolo vengono definite le nozioni di integrazione e supplementazione in ambito sportivo, chiarendo la distinzione tra alimentazione di base, supporto nutrizionale e uso di integratori specifici. L’integrazione viene intesa come uno strumento di supporto all’alimentazione, volto a colmare eventuali carenze o a ottimizzare specifici aspetti della performance, senza sostituire una dieta equilibrata. Viene inoltre sottolineata l’importanza del supporto nutrizionale personalizzato come fattore determinante per la prestazione, il recupero e la salute dell’atleta, soprattutto in contesti di elevato carico allenante o competitivo.
Il secondo capitolo approfondisce la fisiologia e il metabolismo energetico nei diversi tipi di sport, mettendo in evidenza come le richieste nutrizionali varino in funzione della disciplina praticata. Vengono descritti gli adattamenti fisiologici indotti dall’allenamento e il loro impatto sul consumo energetico e sui substrati metabolici utilizzati. Negli sport di resistenza, come la corsa di lunga distanza o la maratona, prevalgono i meccanismi aerobici, con un ruolo centrale del glicogeno muscolare ed epatico e dell’ossidazione dei lipidi. Al contrario, negli sport di forza e potenza assumono maggiore rilevanza i sistemi anaerobici alattacidi e lattacidi, la sintesi proteica e il turnover muscolare. Particolare attenzione viene inoltre dedicata all’equilibrio idrico-salino, fondamentale per il mantenimento della performance e per la prevenzione della disidratazione e dei crampi muscolari.
Il terzo capitolo è dedicato all’integrazione negli sport di resistenza. Viene analizzato il ruolo dei carboidrati, sia in termini di quantità sia di timing di assunzione, evidenziando come una corretta strategia di rifornimento glucidico prima, durante e dopo l’attività possa migliorare la prestazione e ritardare l’insorgenza della fatica. Le proteine vengono considerate soprattutto nel contesto del recupero muscolare post-gara, mentre elettroliti e liquidi risultano essenziali per mantenere l’omeostasi durante sforzi prolungati. La tesi esamina inoltre l’efficacia di integratori ergogenici come caffeina, nitrati e beta-alanina, discutendone gli effetti sull’endurance, sulla percezione dello sforzo e sulla tolleranza alla fatica. Viene infine affrontato il tema degli antiossidanti e dei micronutrienti, sottolineando come un eccesso di supplementazione possa talvolta interferire con gli adattamenti fisiologici indotti dall’allenamento.
Il quarto capitolo si concentra sull’integrazione negli sport di forza. In questo contesto, la creatina emerge come uno degli integratori più studiati ed efficaci, grazie alla sua capacità di aumentare la disponibilità di fosfocreatina, migliorare la performance in esercizi ad alta intensità e favorire adattamenti muscolari positivi. Viene analizzato anche il ruolo della beta-alanina nel tamponamento dell’acidità muscolare e nel miglioramento della resistenza allo sforzo anaerobico. Altri integratori, come HMB, vitamina D e omega-3, vengono discussi in relazione al recupero, alla salute muscolare e alla prevenzione degli infortuni. Un’attenzione particolare è riservata ai pre-workout e agli stimolanti, evidenziandone i potenziali benefici ma anche i rischi legati a un uso eccessivo o non controllato.
Il quinto capitolo affronta le principali considerazioni applicative e le criticità dell’integrazione sportiva. Viene discusso il ruolo dell’alimentazione e dell’integrazione in fase di competizione, con un focus sulla gestione dei tagli-peso negli sport che prevedono categorie di peso. La tesi analizza inoltre come fattori quali sesso, età e livello di allenamento influenzino il fabbisogno nutrizionale e la risposta agli integratori. Ampio spazio è dedicato ai rischi di abuso o uso improprio, tra cui effetti collaterali, contaminazioni, dipendenza da stimolanti e falsa percezione degli integratori come scorciatoie per la performance.
Nel capitolo conclusivo vengono sintetizzate le principali differenze tra sport di forza e sport di resistenza dal punto di vista metabolico e nutrizionale, ribadendo come l’integrazione debba sempre essere adattata al contesto specifico dell’atleta. Viene proposta una valutazione critica delle evidenze scientifiche disponibili, sottolineando l’importanza di basare le scelte su studi solidi e aggiornati. Infine, la tesi apre a possibili prospettive future di ricerca, orientate verso un approccio sempre più personalizzato e integrato tra nutrizione, allenamento e genetica.
La conclusione personale evidenzia come l’integrazione sportiva rappresenti uno strumento potenzialmente utile, ma non indispensabile, che deve essere utilizzato con consapevolezza, competenza e senso critico. Solo un corretto equilibrio tra alimentazione, allenamento e integrazione può garantire miglioramenti reali della performance nel rispetto della salute dell’atleta
Nel primo capitolo vengono definite le nozioni di integrazione e supplementazione in ambito sportivo, chiarendo la distinzione tra alimentazione di base, supporto nutrizionale e uso di integratori specifici. L’integrazione viene intesa come uno strumento di supporto all’alimentazione, volto a colmare eventuali carenze o a ottimizzare specifici aspetti della performance, senza sostituire una dieta equilibrata. Viene inoltre sottolineata l’importanza del supporto nutrizionale personalizzato come fattore determinante per la prestazione, il recupero e la salute dell’atleta, soprattutto in contesti di elevato carico allenante o competitivo.
Il secondo capitolo approfondisce la fisiologia e il metabolismo energetico nei diversi tipi di sport, mettendo in evidenza come le richieste nutrizionali varino in funzione della disciplina praticata. Vengono descritti gli adattamenti fisiologici indotti dall’allenamento e il loro impatto sul consumo energetico e sui substrati metabolici utilizzati. Negli sport di resistenza, come la corsa di lunga distanza o la maratona, prevalgono i meccanismi aerobici, con un ruolo centrale del glicogeno muscolare ed epatico e dell’ossidazione dei lipidi. Al contrario, negli sport di forza e potenza assumono maggiore rilevanza i sistemi anaerobici alattacidi e lattacidi, la sintesi proteica e il turnover muscolare. Particolare attenzione viene inoltre dedicata all’equilibrio idrico-salino, fondamentale per il mantenimento della performance e per la prevenzione della disidratazione e dei crampi muscolari.
Il terzo capitolo è dedicato all’integrazione negli sport di resistenza. Viene analizzato il ruolo dei carboidrati, sia in termini di quantità sia di timing di assunzione, evidenziando come una corretta strategia di rifornimento glucidico prima, durante e dopo l’attività possa migliorare la prestazione e ritardare l’insorgenza della fatica. Le proteine vengono considerate soprattutto nel contesto del recupero muscolare post-gara, mentre elettroliti e liquidi risultano essenziali per mantenere l’omeostasi durante sforzi prolungati. La tesi esamina inoltre l’efficacia di integratori ergogenici come caffeina, nitrati e beta-alanina, discutendone gli effetti sull’endurance, sulla percezione dello sforzo e sulla tolleranza alla fatica. Viene infine affrontato il tema degli antiossidanti e dei micronutrienti, sottolineando come un eccesso di supplementazione possa talvolta interferire con gli adattamenti fisiologici indotti dall’allenamento.
Il quarto capitolo si concentra sull’integrazione negli sport di forza. In questo contesto, la creatina emerge come uno degli integratori più studiati ed efficaci, grazie alla sua capacità di aumentare la disponibilità di fosfocreatina, migliorare la performance in esercizi ad alta intensità e favorire adattamenti muscolari positivi. Viene analizzato anche il ruolo della beta-alanina nel tamponamento dell’acidità muscolare e nel miglioramento della resistenza allo sforzo anaerobico. Altri integratori, come HMB, vitamina D e omega-3, vengono discussi in relazione al recupero, alla salute muscolare e alla prevenzione degli infortuni. Un’attenzione particolare è riservata ai pre-workout e agli stimolanti, evidenziandone i potenziali benefici ma anche i rischi legati a un uso eccessivo o non controllato.
Il quinto capitolo affronta le principali considerazioni applicative e le criticità dell’integrazione sportiva. Viene discusso il ruolo dell’alimentazione e dell’integrazione in fase di competizione, con un focus sulla gestione dei tagli-peso negli sport che prevedono categorie di peso. La tesi analizza inoltre come fattori quali sesso, età e livello di allenamento influenzino il fabbisogno nutrizionale e la risposta agli integratori. Ampio spazio è dedicato ai rischi di abuso o uso improprio, tra cui effetti collaterali, contaminazioni, dipendenza da stimolanti e falsa percezione degli integratori come scorciatoie per la performance.
Nel capitolo conclusivo vengono sintetizzate le principali differenze tra sport di forza e sport di resistenza dal punto di vista metabolico e nutrizionale, ribadendo come l’integrazione debba sempre essere adattata al contesto specifico dell’atleta. Viene proposta una valutazione critica delle evidenze scientifiche disponibili, sottolineando l’importanza di basare le scelte su studi solidi e aggiornati. Infine, la tesi apre a possibili prospettive future di ricerca, orientate verso un approccio sempre più personalizzato e integrato tra nutrizione, allenamento e genetica.
La conclusione personale evidenzia come l’integrazione sportiva rappresenti uno strumento potenzialmente utile, ma non indispensabile, che deve essere utilizzato con consapevolezza, competenza e senso critico. Solo un corretto equilibrio tra alimentazione, allenamento e integrazione può garantire miglioramenti reali della performance nel rispetto della salute dell’atleta
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