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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01262025-173439


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
DANTI, FRANCESCO
URN
etd-01262025-173439
Titolo
Il Concordato Preventivo Biennale: opportunità e limiti di un istituto controverso
Dipartimento
ECONOMIA E MANAGEMENT
Corso di studi
CONSULENZA PROFESSIONALE ALLE AZIENDE
Relatori
relatore Bellé, Brunella
Parole chiave
  • imposta regionale sulle attività produttive
  • imposte sul reddito
  • normativa di condono
  • principio di capacità contributiva
  • reddito d'impresa
  • reddito di lavoro autonomo
Data inizio appello
24/02/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
24/02/2095
Riassunto
La presente tesi ha analizzato l’istituto del Concordato Preventivo Biennale (CPB), istituto di recente istituzione, sotto molteplici profili, al fine di valutarne le opportunità per i contribuenti, l'efficacia nel raggiungimento degli obiettivi prefissati e le eventuali criticità normative.
Siamo in presenza di un istituto giuridico che permette ai contribuenti di minori dimensioni di determinare il proprio carico fiscale in base ad un accordo con l’Agenzia delle Entrate. Introdotto dal D.lgs. 12 febbraio 2024, n. 13, esso si inserisce nell’ambito della recente riforma fiscale con l’intento di prevenire, contrastare e ridurre l’evasione e l’elusione fiscale, oltre che incentivare una maggiore compliance tributaria.
Dall’analisi svolta è emerso che tale istituto, ancorché presentato come portatore di importanti e significative finalità sistematiche, risulta essere conveniente solo per pochi contribuenti. La scarsa attrattività dell’istituto per la maggior parte dei soggetti potenzialmente destinatari ha inciso negativamente sulla capacità dello stesso di raggiungere gli obiettivi per i quali è stato introdotto, come confermano i dati emersi successivamente alla scadenza del termine per l’adesione. A determinare il basso livello di adesione hanno contribuito anche le numerose modifiche normative che si sono susseguite nel corso del 2024, imponendo una corsa contro il tempo ai consulenti chiamati a valutare la convenienza “dell’accordo” per i loro assistiti.
Oltre ai dubbi sulla sua capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati, il CPB solleva dubbi di legittimità costituzionale. Ed infatti, mentre, come vedremo, parte della dottrina ritiene che non vi sia una vera e propria violazione del principio di capacità contributiva; un’altra parte, al contrario, afferma che in nessun modo può essere ammesso uno strumento che prevede una consapevole tassazione di una capacità contributiva che non si avvicina a quella effettiva.



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