Tesi etd-01242026-210520 |
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Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
PATERNOSTER, MARINUNZIA
URN
etd-01242026-210520
Titolo
Ruolo della terapia neoadiuvante nei tumori tiroidei localmente avanzati: impatto sulla resecabilità chirurgica
Dipartimento
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
CHIRURGIA GENERALE
Relatori
relatore Prof. Materazzi, Gabriele
relatore Dott. Rossi, Leonardo
relatore Dott. Rossi, Leonardo
Parole chiave
- Carcinoma localmente avanzato
- Terapia neoadiuvante
- Tiroide
Data inizio appello
24/02/2026
Consultabilità
Tesi non consultabile
Riassunto
Background
L’efficacia della terapia neoadiuvante target nel convertire carcinomi tiroidei non resecabili in malattie suscettibili di trattamento chirurgico è ancora oggetto di indagine. Questo studio ha avuto l’obiettivo di valutarne il ruolo nel rendere operabili pazienti con tumori inizialmente giudicati non resecabili.
Materiali e Metodi
Studio retrospettivo su pazienti consecutivi affetti da carcinoma tiroideo localmente avanzato di qualsiasi istologia, trattati con terapia neoadiuvante target tra novembre 2014 e dicembre 2024.
Risultati
Sono stati inclusi 18 pazienti: 14 (77,8%) uomini e 4 (22,2%) donne, età mediana 71 anni. L’infiltrazione tracheale estesa era presente in 14 (77,8%) casi, l’infiltrazione esofagea in 12 (66,7%), l’infiltrazione laringea estesa in 11 (61,1%), l’infiltrazione carotidea in 6 (33,3%), l’infiltrazione dei vasi mediastinici in 6 (33,3%) e l’infiltrazione vertebrale in 4 (22,2%). Un paziente (5,6%) presentava interessamento circonferenziale della carotide, senza apparente infiltrazione.
Sedici pazienti (88,9%) erano inoperabili per criteri chirurgici. Due (11,1%) erano stati inizialmente candidati a tiroidectomia e laringectomia totale, ma uno (5,6%) è stato escluso per età avanzata e malattia metastatica diffusa, mentre l’altro (5,6%) ha rifiutato l’intervento.
La rivalutazione con TC è stata eseguita in 16 (88,9%) pazienti: una riduzione volumetrica tumorale è stata osservata in 11 (61,1%). Tuttavia, tra i pazienti giudicati non resecabili, 15 (93,8%) non hanno mostrato una conversione a malattia operabile. I criteri di inoperabilità sono rimasti invariati in 13 (86,7%) casi. Un solo paziente (5,6%), inizialmente non operabile per coinvolgimento carotideo a 360°, ha mostrato una risoluzione ed è stato sottoposto con successo a chirurgia.
Conclusioni
Sebbene la terapia neoadiuvante target nei carcinomi tiroidei avanzati non resecabili abbia una buona efficacia in termini di tumour shrinkage, nei casi con infiltrazione d’organo estesa ha un impatto limitato nella conversione a malattia operabile. Un’attenta selezione dei pazienti è fondamentale per identificare i casi con maggiore probabilità di beneficio.
L’efficacia della terapia neoadiuvante target nel convertire carcinomi tiroidei non resecabili in malattie suscettibili di trattamento chirurgico è ancora oggetto di indagine. Questo studio ha avuto l’obiettivo di valutarne il ruolo nel rendere operabili pazienti con tumori inizialmente giudicati non resecabili.
Materiali e Metodi
Studio retrospettivo su pazienti consecutivi affetti da carcinoma tiroideo localmente avanzato di qualsiasi istologia, trattati con terapia neoadiuvante target tra novembre 2014 e dicembre 2024.
Risultati
Sono stati inclusi 18 pazienti: 14 (77,8%) uomini e 4 (22,2%) donne, età mediana 71 anni. L’infiltrazione tracheale estesa era presente in 14 (77,8%) casi, l’infiltrazione esofagea in 12 (66,7%), l’infiltrazione laringea estesa in 11 (61,1%), l’infiltrazione carotidea in 6 (33,3%), l’infiltrazione dei vasi mediastinici in 6 (33,3%) e l’infiltrazione vertebrale in 4 (22,2%). Un paziente (5,6%) presentava interessamento circonferenziale della carotide, senza apparente infiltrazione.
Sedici pazienti (88,9%) erano inoperabili per criteri chirurgici. Due (11,1%) erano stati inizialmente candidati a tiroidectomia e laringectomia totale, ma uno (5,6%) è stato escluso per età avanzata e malattia metastatica diffusa, mentre l’altro (5,6%) ha rifiutato l’intervento.
La rivalutazione con TC è stata eseguita in 16 (88,9%) pazienti: una riduzione volumetrica tumorale è stata osservata in 11 (61,1%). Tuttavia, tra i pazienti giudicati non resecabili, 15 (93,8%) non hanno mostrato una conversione a malattia operabile. I criteri di inoperabilità sono rimasti invariati in 13 (86,7%) casi. Un solo paziente (5,6%), inizialmente non operabile per coinvolgimento carotideo a 360°, ha mostrato una risoluzione ed è stato sottoposto con successo a chirurgia.
Conclusioni
Sebbene la terapia neoadiuvante target nei carcinomi tiroidei avanzati non resecabili abbia una buona efficacia in termini di tumour shrinkage, nei casi con infiltrazione d’organo estesa ha un impatto limitato nella conversione a malattia operabile. Un’attenta selezione dei pazienti è fondamentale per identificare i casi con maggiore probabilità di beneficio.
File
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Tesi non consultabile. |
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