Tesi etd-01242025-122617 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
Autore
ANTOLA, ROBERTA
URN
etd-01242025-122617
Titolo
Spettro Post-Traumatico da Stress e impulsività in un campione di pazienti candidati alla chirurgia bariatrica seguiti presso l'AOUP
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Relatori
relatore Prof.ssa Carmassi, Claudia
Parole chiave
- chirurgia bariatrica
- impulsività
- obesità
- PTSD
- spettro post-traumatico da stress
Data inizio appello
11/02/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
11/02/2095
Riassunto
Il presente studio si propone di esplorare la relazione tra esperienze traumatiche pregresse, tratti di impulsività e comportamenti alimentari disfunzionali nei pazienti con obesità severa. L’obiettivo principale è stato quello di approfondire il ruolo di questi fattori all’interno del percorso preoperatorio, al fine di intercettarli per evitare un esito fallimentare della successiva chirurgia bariatrica, alla quale i pazienti presi in esame sono candidati.
L’obesità severa rappresenta una delle maggiori sfide per la salute pubblica ed è associata a significative complicanze fisiche e psicologiche. Il disturbo da stress post-traumatico (PTSD), spesso sottodiagnosticato in questi pazienti, è un elemento centrale nello studio, in quanto condiziona non solo la qualità della vita, ma anche i comportamenti alimentari e il successo degli interventi chirurgici. Lo spettro post-traumatico comprende non solo i casi conclamati di PTSD, ma anche sintomi sottosoglia che, seppur meno evidenti, influenzano significativamente la regolazione emotiva e comportamentale.
Lo studio ha coinvolto un campione di 282 pazienti candidati alla chirurgia bariatrica presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, analizzando la loro storia clinica, comportamentale e psicologica. Tra i principali strumenti utilizzati vi sono stati il colloquio clinico e questionari di autovalutazione quali TALS-SR, BIS-11, EES, I-NEQ e GRAZ. I dati raccolti sono stati elaborati attraverso analisi statistiche, focalizzate sullo studio delle differenze tra gruppi e delle associazioni tra PTSD, impulsività e obesità.
La popolazione è stata suddivisa principalmente in due gruppi: soggetti che non soddisfano alcun criterio diagnostico di PTSD, denominati ‘No PTSD’, pari a circa il 52% del campione e soggetti che ne soddisfano almeno due, identificati come ‘almeno PTSD parziale’, pari al restante 48%. Di quest’ultimi solamente il 14% sarebbero stati soggetti rispettanti i criteri diagnostici del DSM-5, lo studio ha così permesso di mettere in luce la necessità di considerare lo spettro completo del trauma nella valutazione clinica.
Uno dei risultati più significativi è la rilevante prevalenza di eventi traumatici osservata nella popolazione analizzata. Circa il 70% dei pazienti ha riportato almeno un evento traumatico significativo e gli eventi traumatici più frequentemente riportati includevano abusi fisici, sessuali, eventi di perdita e malattie gravi.
Dal punto di vista dei comportamenti alimentari, l’alimentazione emotiva e il grazing presentano, nei questionari, punteggi significativamente maggiori nella popolazione che rientra all’interno dello spettro del PTSD, rispetto al resto dei pazienti. Questi soggetti hanno dichiarato di ricorrere al cibo come strumento per gestire emozioni negative, quali ansia, rabbia e tristezza e di attuare comportamenti volti all’ assunzione continua e non strutturata di cibo.
Un altro aspetto cruciale dello studio è stata la valutazione dell’impulsività. I pazienti con ‘almeno PTSD parziale’ hanno mostrato livelli significativamente più elevati di impulsività, soprattutto nelle dimensioni attentiva e motoria, rispetto ai soggetti senza PTSD. Questo tratto si manifesta con difficoltà nel posticipare la gratificazione e ridotta capacità di valutazione delle conseguenze, favorendo comportamenti alimentari disfunzionali e comportando scarsa adesione ai piani terapeutici e dietetici.
Pertanto, si sottolinea l’importanza di una valutazione psicopatologica approfondita nei pazienti candidati alla chirurgia bariatrica, includendo strumenti specifici per il rilevamento del PTSD, dei suoi sintomi sottosoglia e dei tratti di impulsività, spesso presenti in questa popolazione. Inoltre, è necessaria una accurata valutazione dei meccanismi di coping inadeguati, che alcuni soggetti potrebbero mettere in atto di fronte ad eventi stressanti, tra i quali l’abusare del cibo.
L’obesità severa rappresenta una delle maggiori sfide per la salute pubblica ed è associata a significative complicanze fisiche e psicologiche. Il disturbo da stress post-traumatico (PTSD), spesso sottodiagnosticato in questi pazienti, è un elemento centrale nello studio, in quanto condiziona non solo la qualità della vita, ma anche i comportamenti alimentari e il successo degli interventi chirurgici. Lo spettro post-traumatico comprende non solo i casi conclamati di PTSD, ma anche sintomi sottosoglia che, seppur meno evidenti, influenzano significativamente la regolazione emotiva e comportamentale.
Lo studio ha coinvolto un campione di 282 pazienti candidati alla chirurgia bariatrica presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, analizzando la loro storia clinica, comportamentale e psicologica. Tra i principali strumenti utilizzati vi sono stati il colloquio clinico e questionari di autovalutazione quali TALS-SR, BIS-11, EES, I-NEQ e GRAZ. I dati raccolti sono stati elaborati attraverso analisi statistiche, focalizzate sullo studio delle differenze tra gruppi e delle associazioni tra PTSD, impulsività e obesità.
La popolazione è stata suddivisa principalmente in due gruppi: soggetti che non soddisfano alcun criterio diagnostico di PTSD, denominati ‘No PTSD’, pari a circa il 52% del campione e soggetti che ne soddisfano almeno due, identificati come ‘almeno PTSD parziale’, pari al restante 48%. Di quest’ultimi solamente il 14% sarebbero stati soggetti rispettanti i criteri diagnostici del DSM-5, lo studio ha così permesso di mettere in luce la necessità di considerare lo spettro completo del trauma nella valutazione clinica.
Uno dei risultati più significativi è la rilevante prevalenza di eventi traumatici osservata nella popolazione analizzata. Circa il 70% dei pazienti ha riportato almeno un evento traumatico significativo e gli eventi traumatici più frequentemente riportati includevano abusi fisici, sessuali, eventi di perdita e malattie gravi.
Dal punto di vista dei comportamenti alimentari, l’alimentazione emotiva e il grazing presentano, nei questionari, punteggi significativamente maggiori nella popolazione che rientra all’interno dello spettro del PTSD, rispetto al resto dei pazienti. Questi soggetti hanno dichiarato di ricorrere al cibo come strumento per gestire emozioni negative, quali ansia, rabbia e tristezza e di attuare comportamenti volti all’ assunzione continua e non strutturata di cibo.
Un altro aspetto cruciale dello studio è stata la valutazione dell’impulsività. I pazienti con ‘almeno PTSD parziale’ hanno mostrato livelli significativamente più elevati di impulsività, soprattutto nelle dimensioni attentiva e motoria, rispetto ai soggetti senza PTSD. Questo tratto si manifesta con difficoltà nel posticipare la gratificazione e ridotta capacità di valutazione delle conseguenze, favorendo comportamenti alimentari disfunzionali e comportando scarsa adesione ai piani terapeutici e dietetici.
Pertanto, si sottolinea l’importanza di una valutazione psicopatologica approfondita nei pazienti candidati alla chirurgia bariatrica, includendo strumenti specifici per il rilevamento del PTSD, dei suoi sintomi sottosoglia e dei tratti di impulsività, spesso presenti in questa popolazione. Inoltre, è necessaria una accurata valutazione dei meccanismi di coping inadeguati, che alcuni soggetti potrebbero mettere in atto di fronte ad eventi stressanti, tra i quali l’abusare del cibo.
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