Tesi etd-01242025-122613 |
Link copiato negli appunti
Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
Autore
ARRIGHI, MATTIA
URN
etd-01242025-122613
Titolo
Comportamenti alimentari problematici e Spettro dell'Umore in un campione di pazienti candidati alla chirurgia bariatrica seguiti presso l'AOUP
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Relatori
relatore Prof.ssa Carmassi, Claudia
Parole chiave
- chirurgia bariatrica
- comportamenti alimentari problematici
- depressione
- disturbo bipolare
- obesità
- spettro dell’umore
Data inizio appello
11/02/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
11/02/2095
Riassunto
L’obesità rappresenta una delle patologie metaboliche più diffuse delle società moderne. Nel 2024 si stima che il 16% degli adulti sia affetto da obesità, e le previsioni sono uniformemente concordi nell’individuare una tendenza in salita della sua diffusione a livello globale. L’approccio terapeutico iniziale dell’obesità si basa sulla modificazione degli stili di vita implicati nell’assunzione di peso, ovvero alimentazione e attività fisica.Tuttavia, esiste una percentuale non trascurabile di pazienti che non riescono a mettere autonomamente in atto i cambiamenti necessari per raggiungere un calo ponderale soddisfacente tramite il solo approccio comportamentale e che presentano comportamenti alimentari problematici che mantengono il disturbo nel tempo. È per questa coorte di pazienti che ha preso campo, negli ultimi decenni, la chirurgia bariatrica. In accordo con le linee guida internazionali, è necessario che i pazienti con obesità severa candidati alla chirurgia barbarica si avvalgano di una valutazione multidisciplinare preoperatoria che includa anche una valutazione dello stato psichico attuale e pregresso. lo scopo del colloquio psichiatrico è quello di individuare eventuali disturbi psichiatrici potenzialmente in grado di porre a rischio la salute del paziente nel periodo post-operatorio, nonché ostacolare la buona riuscita dell’intervento nel lungo termine, esponendo il paziente ad un nuovo aumento ponderale. Lo scopo di questo studio è quello di indagare la relazione tra disturbi psichiatrici ed obesità severa, nonché l’associazione tra tali disturbi e la presenza di comportamenti alimentari problematici in questi pazienti. Per fare ciò, ci siamo avvalsi di una popolazione di 304 individui candidati a chirurgia bariatrica presso AOUP, alla quale è stata sottoposta una serie di questionari validati internazionalmente. Per l’indagine dei comportamenti alimentari problematici ci siamo avvalsi dell’Italian Night Eating Questionnaire (I-NEQ), Emotional Eating Scale (EES) ed il Grazing Questionnaire Per la ricerca di caratteristiche relative alla sfera dell’impulsività è stata somministrata la Barret Impulsivity Scale (BIS-11), mentre per lo studio dello spettro dei disturbi dell’umore è stato utilizzato il questionario per lo spettro dei Disturbi dell’Umore (MOOD-SR), volti alla ricerca dell’esistenza di uno o più disturbi dell’umore, dei fenomeni di impulsività ad essi associati e delle loro eventuali correlazioni con comportamenti alimentari problematici. I risultati di prevalenza hanno indicato una maggior prevalenza di disturbi psichiatrici all’interno del campione in esame rispetto alla popolazione generale, con una predominanza dei disturbi d’ansia, seguito dallo spettro dei disturbi dell’umore. In seguito, l’analisi di correlazione tra le scale ed i questionari utilizzati per la valutazione dei comportamenti alimentari problematici (I-NEQ, EES, Grazing Questionnaire) ha evidenziato una reciproca correlazione statisticamente significativa (p < 0,01) per ciascuna delle tre coppie analizzate, suggerendo pertanto la presenza di un’interdipendenza nello sviluppo di tali comportamenti, e dando informazioni su come lo sviluppo di un comportamento alimentare problematico non debba essere considerato un fenomeno isolato, bensì un importante elemento da valutare anche in un contesto di possibili comorbidità con altri comportamenti alimentari problematici. In seguito, è stata eseguita un’analisi di correlazione tra ciascuno dei tre questionari utilizzati per la valutazione dei comportamenti alimentari problematici e i vari dominii della BIS-11 e del MOOD-SR. Tali analisi hanno rivelato un’associazione importante tra impulsività e comportamenti alimentari problematici, con predominanza dell’impulsività attentiva. Per quanto riguarda i domini del MOOD-SR, il versante depressivo ha dimostrato una correlazione statisticamente significativa per ciascuno dei tre comportamenti alimentari problematici indagati. La stessa correlazione, seppur con un grado di significatività minore, è avvenuta per il versante maniacale, suggerendo quindi che la sintomatologia depressiva possa essere una condizione maggiormente favorevole allo sviluppo di comportamenti alimentari problematici, affermando comunque un certo grado di correlazione residuo anche con la sintomatologia maniacale. La Emotional Eating Scale (EES) è stata la scala di valutazione con il più alto grado di correlazione con impulsività, nonché l’unica a dimostrare una correlazione statistica statisticamente significativa (p < 0,01) con tutti e quattro i domini del MOOD-SR. Questi dati, quindi, confermano la maggiore prevalenza di disturbi psichiatrici all’interno della popolazione affetta da obesità, e, all’interno dello spettro dei disturbi dell’umore, evidenzia il ruolo dello stato depressivo come condizione maggiormente in grado di indurre lo sviluppo di disturbi alimentari problematici. Inoltre, viene evidenziata l’interdipendenza esistente trai vari comportamenti alimentari problematici, nonché il ruolo chiave dell’impulsività e della disregolazione emotiva nello sviluppo e mantenimento di tali comportamenti. Secondo questo studio, pertanto, tali aspetti dovrebbero rappresentare il focus del clinico al momento della valutazione psichiatrica del paziente bariatrico, con lo scopo di comprendere meglio gli eventuali aspetti psicopatologici retrostanti la condizione di obesità, individuare precocemente segnali di sviluppo per l’instaurazione di un comportamento alimentare problematico, nonché migliorare il trattamento dell’eventuale disturbo psichiatrico e, conseguentemente, migliorare il risultato dell’intervento nel lungo termine.
File
Nome file | Dimensione |
---|---|
La tesi non è consultabile. |