Tesi etd-01242025-113205 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
Autore
DE MARCO, CAMILLA
URN
etd-01242025-113205
Titolo
CARATTERISTICHE E GESTIONE DEI PAZIENTI AFFETTI DA POLMONITE NEL DIPARTIMENTO DI EMERGENZA: DALLA VALUTAZIONE IN PRONTO SOCCORSO, AL RICOVERO IN AREA MEDICA , FINO AL FOLLOW-UP ECOGRAFICO A DISTANZA
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Relatori
relatore Prof. Ghiadoni, Lorenzo
correlatore Dott.ssa Barbieri, Greta
correlatore Dott.ssa Barbieri, Greta
Parole chiave
- dipartimento di emergenza
- ecografia toracica
- emergency department
- follow-up
- lung ultrasound
- pneumonia
- polmonite
Data inizio appello
11/02/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
11/02/2095
Riassunto
La polmonite è un processo flogistico acuto, che coinvolge la porzione più distale dell’albero bronchiale ed il parenchima polmonare. Si associa a un elevato tasso di morbilità e mortalità, sia a breve che a lungo termine, rappresentando la principale causa di morte per causa infettiva in tutto il mondo. Nonostante i progressi in campo diagnostico e terapeutico, la polmonite si configura ancora come una sfida sanitaria complessa, complice l’espansione dello spettro dei microrganismi coinvolti e la crescente resistenza agli antibiotici.
Questo studio si compone di una parte retrospettiva, volta a valutare la gestione dei pazienti con polmonite afferenti a un Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA) di terzo livello e di una parte prospettica che analizza il ruolo dell’ecografia toracica nella gestione dei pazienti ricoverati presso il reparto di Medicina d’Urgenza Universitaria dell’AOUP.
Nel contesto del Dipartimento di Emergenza, la gestione dei pazienti con polmonite richiede un approccio diagnostico attento e rapido, che integri esame clinico, dati laboratoristici e tecniche di imaging, includendo anche la valutazione anamnestica. In questo contesto gli score proposti dalla letteratura, come CURB-65 e PSI, sono utili per stratificare il rischio e indirizzare la scelta terapeutica ed il setting di cura.
I dati raccolti tramite l’analisi retrospettiva di questo studio di tesi mostrano che l'approccio del personale medico del Pronto Soccorso nella gestione dei pazienti con polmonite risulta tendenzialmente prudenziale. Questi dati sono, tuttavia, coerenti con quanto riportato in letteratura.
In particolare, possiamo osservare come la percentuale di ricoveri ospedalieri risulti più elevata rispetto a quello che gli score presenti in letteratura (CURB-65 e PSI) ci suggerirebbero.
Tra le comorbidità maggiormente correlate a un rischio più elevato di ricovero, si annoverano la BPCO, l’ipertensione arteriosa e le patologie oncologiche, mentre i parametri clinici che correlano statisticamente con il ricovero sono: i valori di pO2, P/F, FR, %SatO2, neutrofilia, livelli di lattati, creatinina, urea, PCR e PCT.
Da questi dati possiamo dedurre che il contesto sociale, come provenienza da RSA, le comorbidità ed altri parametri clinici, che non vengono presi in esame dagli score, inducano il clinico a richiedere un ricovero anche in presenza di valori degli score più bassi di quello che suggerirebbe la letteratura.
L’ecografia polmonare è una metodica di ampio utilizzo in tutti i setting di ricovero vista la sua maneggevolezza e la rapida curva di apprendimento, negli ultimi 15 anni il suo utilizzo si è diffuso nei vari setting di cura, rivelandosi una metodica affidabile nella gestione del paziente affetto da polmonite.
I dati raccolti nello studio prospettico di questo elaborato di tesi dimostrano l’efficacia dell’ecografia toracica nel documentare il processo infiammatorio/infettivo polmonare con un accuratezza topografica che sfiora il 90%.
L’utilizzo di questa metodica standardizzata si è dimostrata utile nel limitare l’utilizzo di metodiche di imaging pesante e nel predire alcuni outcomes negativi durante il ricovero, nonché di documentare il processo di guarigione della polmonite tramite il controllo di FU.
Infatti, i risultati relativi all’ecografia polmonare eseguita in due tempistiche hanno mostrato una completa scomparsa dei fenomeni consolidativi al follow-up e una riduzione significativa del LUS score (da 20,7 ± 6,2 durante la degenza a 6,1 ± 3 al follow-up, p < 0,001). Grazie a questa metodologia, quasi tutti i pazienti hanno evitato l'uso di radiografie con radiazioni ionizzanti durante la degenza e nessuno ha necessitato di ulteriori esami radiologici durante il follow-up.
L’analisi del LUS score ha suggerito che un punteggio elevato all’ingresso possa correlarsi con ricoveri più lunghi e una guarigione più ritardata. Inoltre, i pazienti con insufficienza respiratoria e necessità di ossigenoterapia e/o NIV hanno mostrato un LUS score più alto, indicando che il punteggio ecografico può essere un indicatore della gravità della condizione respiratoria.
L'analisi delle aree consolidate, misurate ecograficamente, non ha evidenziato correlazioni significative con gli outcomes considerati, questi dati ci suggeriscono che zone consolitative più ampie potrebbero essere invece da mettere in relazione con caratteristiche di base del paziente, come ad esempio l’alletttamento. Quest’ultima metodica, meno immediata della valutazione del LUS score, risulta pertanto meno informativa.
Questo studio si compone di una parte retrospettiva, volta a valutare la gestione dei pazienti con polmonite afferenti a un Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA) di terzo livello e di una parte prospettica che analizza il ruolo dell’ecografia toracica nella gestione dei pazienti ricoverati presso il reparto di Medicina d’Urgenza Universitaria dell’AOUP.
Nel contesto del Dipartimento di Emergenza, la gestione dei pazienti con polmonite richiede un approccio diagnostico attento e rapido, che integri esame clinico, dati laboratoristici e tecniche di imaging, includendo anche la valutazione anamnestica. In questo contesto gli score proposti dalla letteratura, come CURB-65 e PSI, sono utili per stratificare il rischio e indirizzare la scelta terapeutica ed il setting di cura.
I dati raccolti tramite l’analisi retrospettiva di questo studio di tesi mostrano che l'approccio del personale medico del Pronto Soccorso nella gestione dei pazienti con polmonite risulta tendenzialmente prudenziale. Questi dati sono, tuttavia, coerenti con quanto riportato in letteratura.
In particolare, possiamo osservare come la percentuale di ricoveri ospedalieri risulti più elevata rispetto a quello che gli score presenti in letteratura (CURB-65 e PSI) ci suggerirebbero.
Tra le comorbidità maggiormente correlate a un rischio più elevato di ricovero, si annoverano la BPCO, l’ipertensione arteriosa e le patologie oncologiche, mentre i parametri clinici che correlano statisticamente con il ricovero sono: i valori di pO2, P/F, FR, %SatO2, neutrofilia, livelli di lattati, creatinina, urea, PCR e PCT.
Da questi dati possiamo dedurre che il contesto sociale, come provenienza da RSA, le comorbidità ed altri parametri clinici, che non vengono presi in esame dagli score, inducano il clinico a richiedere un ricovero anche in presenza di valori degli score più bassi di quello che suggerirebbe la letteratura.
L’ecografia polmonare è una metodica di ampio utilizzo in tutti i setting di ricovero vista la sua maneggevolezza e la rapida curva di apprendimento, negli ultimi 15 anni il suo utilizzo si è diffuso nei vari setting di cura, rivelandosi una metodica affidabile nella gestione del paziente affetto da polmonite.
I dati raccolti nello studio prospettico di questo elaborato di tesi dimostrano l’efficacia dell’ecografia toracica nel documentare il processo infiammatorio/infettivo polmonare con un accuratezza topografica che sfiora il 90%.
L’utilizzo di questa metodica standardizzata si è dimostrata utile nel limitare l’utilizzo di metodiche di imaging pesante e nel predire alcuni outcomes negativi durante il ricovero, nonché di documentare il processo di guarigione della polmonite tramite il controllo di FU.
Infatti, i risultati relativi all’ecografia polmonare eseguita in due tempistiche hanno mostrato una completa scomparsa dei fenomeni consolidativi al follow-up e una riduzione significativa del LUS score (da 20,7 ± 6,2 durante la degenza a 6,1 ± 3 al follow-up, p < 0,001). Grazie a questa metodologia, quasi tutti i pazienti hanno evitato l'uso di radiografie con radiazioni ionizzanti durante la degenza e nessuno ha necessitato di ulteriori esami radiologici durante il follow-up.
L’analisi del LUS score ha suggerito che un punteggio elevato all’ingresso possa correlarsi con ricoveri più lunghi e una guarigione più ritardata. Inoltre, i pazienti con insufficienza respiratoria e necessità di ossigenoterapia e/o NIV hanno mostrato un LUS score più alto, indicando che il punteggio ecografico può essere un indicatore della gravità della condizione respiratoria.
L'analisi delle aree consolidate, misurate ecograficamente, non ha evidenziato correlazioni significative con gli outcomes considerati, questi dati ci suggeriscono che zone consolitative più ampie potrebbero essere invece da mettere in relazione con caratteristiche di base del paziente, come ad esempio l’alletttamento. Quest’ultima metodica, meno immediata della valutazione del LUS score, risulta pertanto meno informativa.
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