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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01232026-111108


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
BRESCIA, SIMONA
URN
etd-01232026-111108
Titolo
La dimensione dello spettro alimentare, dell'alessitimia e dell'interocezione: un confronto tra un campione clinico e un campione della popolazione generale
Dipartimento
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
PSICOLOGIA CLINICA E SCIENZE COMPORTAMENTALI
Relatori
relatore Dott. Miniati, Mario
correlatore Dott.ssa Benvenuti, Antonella
Parole chiave
  • Alessitimia
  • disturbi alimentari
  • disturbi dell'umore
  • interocezione
  • spettro alimentare
Data inizio appello
26/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
26/02/2029
Riassunto
Background

Le dimensioni alessitimiche e le alterazioni dell’interocezione sono considerate dimensioni che attraversano differenti aree psicologiche e psicopatologiche, tra cui lo spettro della condotta alimentare (DCA).

Scopo

Questo studio si è proposto di valutare l’eventuale presenza di tratti alessitimici, di alterazioni dell’interocezione e di fenomenica dello spettro anoressico-bulimico (DCA), in due campioni: soggetti della popolazione generale (HC) vs. pazienti in follow-up specialistico per disturbi dell’umore, senza diagnosi di DCA. Si ipotizza che i pazienti con disturbi dell’umore presentino una maggiore presenza di tratti alessitimici e di alterazioni dell’interocezione vs. i controlli (HC) e che, qualora presenti, queste due dimensioni siano associate ad una maggiore presenza di elementi dello spettro alimentare, anche in soggetti. Della popoalzione generale.

Materiale e Metodo

È stato effettuato un data pooling di due studi trasversali, osservazionali. Sono stati complessivamente inclusi nel dataset finale 124 soggetti, dei quali 77 (62.0%) appartenenti alla popolazione generale, senza disturbi di interesse psichiatrico (HC) e 47 (38.0%) pazienti, con diagnosi indice di disturbi dell’umore, valutati presso un ambulatorio specialistico di struttura pubblica (patients’ sample-PS). I soggetti sono stati reclutati, nell’ambito di due protocolli di studio, dei quali il primo, sulla popolazione generale, è stato approvato dal Comitato di Bioetica dell’Università di Pisa e il secondo (sui pazienti afferenti al follow-up ambulatoriale) dal Comitato di Area Vasta Nord-Ovest (CEAVNO). Sono stati raccolti e analizzati dati sulle caratteristiche socio-demografiche e sono stati somministrati quattro strumenti di autovalutazione: la Toronto Alexithymia Scale-20 (TAS-20), la Scala di Accuratezza Interocettiva-IAS, il Questionario di Confusione Interocettiva-ICQ e uno strumento per valutare i comportamenti e le abitudini alimentari disfunzionali (Eating Attitude Test-26 EAT-26)

Risultati

L’età media del campione totale è risultata di 32.2±9.7 anni (range: 21-61 anni); Il 39.5% (n=49) del campione totale è di genere maschile e il 60.5% (n=75) di genere femminile, senza differenze statisticamente significative nella distribuzione tra le due popolazioni HC vs. PS (M-HC=31/77, 40.3% vs. M-PS=18/47, 36.7%; c2=.828).I soggetti del gruppo PS hanno ottenuto punteggi significativamente più elevati alla scala dell’alessitimia TAS-20, sia per il ‘Total Score’ , sia per le singole dimensioni, ossia per il punteggio TAS-20 ‘Difficulty in Describing Feelings’ (PS: 15.4.±15.9 vs. HC: 12.9±4.3; p=.008), per il punteggio TAS-20 'Difficulty in Identifying Feelings’ (DIF) (PS: 19.0±7.3 vs. HC: 15.2±5.9; p=.002) e per il punteggio TAS-20 ‘Externally Oriented Thinking’ (PS: 21.8±5.4 vs. HC: 18.9±5.9; p=.025).

Inoltre, sono emerse differenze statisticamente significative per il punteggio totale della scala ICQ che valuta la confusione interocettiva, con il gruppo PS che ha punteggi significativamente più elevati vs. HC (PS=52.4±12.5 vs. HC=46.8±8.3; p=.011). Di contro, non risultano differenze significative né per il punteggio della scala della accuratezza interocettiva IAS, né per i punteggi EAT-26. Le analisi di correlazione, effettuate nell’intero campione, hanno confermato la presenza di correlazioni significative tra i punteggi dell’ICQ e quelli della EAT-26 Total Score (r=.348; p<0.01) e dei domini EAT-26 ‘dieting’ (r=.333; p<0.01), ‘Bulimia/Food Preoccupation’ (r=.301; p<0.01), ‘Oral Control’ (r=.234; p<0.01).

Anche il punteggio totale della TAS-20 è risultato correlare significativamente con EAT-26 Total Score (r=.231; p<0.01), ‘dieting’ (r=.252; p<0.01) e ‘Bulimia/Food Preoccupation (r=.252; p<0.01) ma non con la dimensione ‘oral control’. I punteggi IAS hanno presentato correlazioni inverse esclusivamente con le dimensioni della TAS-20 Total Score (r=-.261; p<0.01), TAS-20 ‘Difficulty in describing feelings’ (r=-.199; p<0.01) e ‘Difficulty in Describing Feelings’ (r=-.370; p<0.01), ma non con i punteggi EAT-26.

Discussione e Conclusioni

Lo studio ha confermato una maggiore presenza delle dimensioni alessitimiche e della confusione interocettiva nei pazienti con disturbi dell’umore vs. soggetti della popolazione generale. Tuttavia, in entrambi i campioni, le dimensioni indagate sono risultate trasversalmente presenti e le analisi di correlazione effettuate sull’intero gruppo di soggetti valutati hanno confermato come vi siano rapporti di interdipendenza tra le dimensioni alessitimiche, la confusione interocettiva e alcuni aspetti della condotta alimentare, in particolare il ‘dieting’ e la ‘bulimia/food preoccupation’. Lo studio presenta numerose limitazioni, come il disegno trasversale e l’utilizzo di strumenti in autosomministrazione. Tuttavia, ha confermato le ipotesi di partenza, in linea con una ampia parte della letteratura che valuta i tratti alessitimici e la confusione interocettiva come dimensioni ‘sottostanti’ lo spettro alimentare, non solo nei campioni clinici.


Background

Alexithymic traits and impaired interoception are considered dimensions that span different psychological and psychopathological domains, including the eating behaviors spectrum (ED).

Aim

This study aimed to assess the presence of alexithymic traits, impaired interoception, and anorexic-bulimic spectrum (ED) signs and symptoms in two samples: subjects from the general population (HC) vs. patients undergoing specialist follow-up for mood disorders, without a diagnosis of ED. It is hypothesized that patients with mood disorders exhibit a greater presence of alexithymic traits and impaired interoception compared to controls (HC) and that, if present, these two dimensions are associated with a greater presence of elements of the eating spectrum, even in subjects from the general population.

Material and Method

Data pooling from two cross-sectional, observational studies was conducted. A total of 124 subjects were included in the final dataset, of which 77 (62.0%) from the general population, without psychiatric disorders (HC), and 47 (38.0%) patients with an index diagnosis of mood disorders (patients' sample-PS). Subjects were recruited according to two study protocols’ procedures: the first, on general population, was approved by the Bioethics Committee of the University of Pisa; the second (on patients attending the outpatient follow-up) by the Comitato Etico di Area Vasta Nord-Ovest (CEAVNO). Sociodemographic data were collected and analyzed, and four self-assessment tools were administered: the Toronto Alexithymia Scale-20 (TAS-20), the Interoceptive Accuracy Scale (IAS), the Interoceptive Confusion Questionnaire (ICQ), and a tool to assess eating disorders, the Eating Attitude Test-26 (EAT-26))

Results

The mean age of the total sample was 32.2±9.7 years (range: 21-61 years); 39.5% (n=49) of the total sample were males and 60.5% (n=75) females, with no statistically significant differences in the distribution between the two HC vs. HC populations. PS (M-HC=31/77, 40.3% vs. M-PS=18/47, 36.7%; c2=.828). PS group scored significantly higher on the TAS-20 alexithymia scale, both for the ‘Total Score’and for the single dimensions, i.e. for the TAS-20 ‘Difficulty in Describing Feelings’ (PS: 15.4±15.9 vs. HC: 12.9±4.3; p=.008), for the TAS-20 ‘Difficulty in Identifying Feelings’ (DIF) (PS: 19.0±7.3 vs. HC: 15.2±5.9; p=.002) and for the TAS-20 'Externally Oriented Thinking' (PS: 21.8±5.4 vs. HC: 18.9±5.9; p=.025). Furthermore, statistically significant differences emerged for the total score of the ICQ scale assessing interoceptive confusion, with the PS group having significantly higher scores than HC (PS=52.4±12.5 vs. HC=46.8±8.3; p=.011). Conversely, no significant differences were found for the IAS interoceptive accuracy scale score or for the EAT-26 scores. Correlation analyses, performed on the entire sample, confirmed the presence of significant correlations between the ICQ scores and those of the EAT-26 Total Score (r = .348; p < 0.01) and the EAT-26 domains 'dieting' (r = .333; p < 0.01), 'Bulimia/Food Preoccupation' (r = .301; p < 0.01), 'Oral Control' (r = .234; p < 0.01).

The TAS-20 total score also correlated significantly with the EAT-26 Total Score (r = .231; p < 0.01), 'dieting' (r = .252; p < 0.01), and 'Bulimia/Food Preoccupation' (r = .252; p < 0.01), but not with the 'oral control' dimension. IAS scores showed inverse correlations exclusively with the TAS-20 Total Score (r = -.261; p < 0.01), TAS-20 'Difficulty in describing feelings' (r = -.199; p < 0.01), and 'Difficulty in describing feelings' (r = -.370; p < 0.01), but not with EAT-26 scores.

Discussion and Conclusions

The study confirmed a more relevant presence of alexithymic dimensions and interoceptive confusion in patients with mood disorders compared to subjects from the general population. However, in both samples, the investigated dimensions were found to be present, and correlation analyses performed on the entire sample confirmed the interdependence of alexithymic dimensions, interoceptive confusion, and some aspects of eating behavior, particularly dieting and bulimia/food preoccupation. The study has several limitations, such as its cross-sectional design and the use of self-administered instruments. However, it confirmed the initial hypotheses, in line with a large body of literature evaluating alexithymic traits and confusion.
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