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ETD

Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01222026-110431


Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
FUSARI, NICCOLÒ
URN
etd-01222026-110431
Titolo
Procedura di bone block artroscopico con xenograft extra-articolare di derivazione equina: risultati clinici a medio termine e outcome radiologici
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA
Relatori
relatore Parchi, Paolo Domenico
relatore Dott. Taverna, Ettore
Parole chiave
  • bone block
  • instabilità di spalla
  • shoulder arthroscopy
  • shoulder instability
Data inizio appello
12/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
12/02/2096
Riassunto
Introduzione:

I pazienti con instabilità gleno-omerale anteroinferiore recidivante e perdita ossea glenoidea sono stati trattati con una procedura di bone block completamente artroscopica (tecnica di Eden-Hybinette modificata). La ricostruzione del deficit osseo della glena è stata gestita utilizzando uno xenograft di origine equina. Dopo il posizionamento dell'innesto, è stata eseguita una riparazione di Bankart per lasciare l'innesto extrarticolare. L'ipotesi principale era che l'uso di un blocco osseo xenograft extrarticolare avrebbe permesso una riparazione anatomica evitando le problematiche associate agli autograft e gli svantaggi degli allograft.

Metodi:

È stata effettuata una valutazione retrospettiva dell'efficacia clinica e radiologica della procedura su 18 pazienti con un follow-up medio di 24,1 ± 0,5 mesi (intervallo: 23-25). Gli esiti clinici sono stati valutati secondo il punteggio Rowe, il Western Ontario Shoulder Instability Index (WOSI) e l'American Shoulder and Elbow Surgeons (ASES). Le tomografie computerizzate (TC) sono state analizzate per rilevare eventuali segni di spostamento o riassorbimento dell'innesto.

Risultati:

A un follow-up minimo di 2 anni, è stato riportato un caso di sublussazione atraumatica recidivante e un caso di dislocazione traumatica. Complessivamente, l'88,89% dei pazienti non ha avuto dislocazioni anteriori recidivanti. È stato osservato un miglioramento statisticamente significativo per il punteggio Rowe (p-value < 0,001), il WOSI (p-value < 0,001) e il punteggio ASES (p-value = 0,009). L'analisi radiologica ha mostrato un posizionamento ottimale dell'innesto sia nel piano verticale (72,22%) che in quello orizzontale (83,33%), un basso tasso di guarigione (16,67%) e un basso tasso di osteolisi parziale (11,11%).

Conclusioni:

La procedura artroscopica di bone block utilizzando un innesto xenograft extrarticolare di origine equina, combinata con la riparazione di Bankart, ha mostrato buoni risultati clinici a medio termine e un basso tasso di instabilità recidivante. Sebbene il posizionamento dell'innesto fosse soddisfacente nella maggior parte dei casi, il basso tasso di guarigione e i segni di osteolisi parziale evidenziano la necessità di ulteriori indagini sull'integrazione a lungo termine dell'innesto. Questi risultati suggeriscono che l'uso di innesti ossei xenograft potrebbe rappresentare una valida alternativa agli autoinnesti o agli alloinnesti in pazienti selezionati con perdita ossea glenoidea, offrendo una soluzione meno invasiva pur preservando l'anatomia dell'articolazione.

Abstract

Introduction:

Patients with recurrent anteroinferior gleno-humeral instability and glenoid bone loss were treated with an entirely arthroscopic bone block procedure (modified Eden-Hybinette technique). Glenoid bone loss reconstruction was managed by using a xenograft bone promoter of equine origin. After graft placement, a standard Bankart repair was carried out in order to leave the graft extrarticular. The main hypothesis was that employing an extrarticular xenograft bone block would allow for an anatomical repair while avoiding concerns associated with autografts and disadvantages of allografts.

Methods:
Retrospective evaluation of the clinical and radiological efficacy of the procedure was assessed in 18 patients with an average follow-up of 24.1  0.5 months (range: 23-25). Clinical outcomes were evaluated according to Rowe score, Western Ontario Shoulder Instability index (WOSI), and the American Shoulder and Elbow Surgeons (ASES). Computed tomography (CT) scans were analyzed to look for any sign of xenograft displacement or resorption.


Results:
At minimum 2-year follow-up, one case of recurrent atraumatic subluxations and one case of traumatic dislocation were reported. Overall, 88.89% of patients had no recurrent anterior dislocations. A statistically significant improvement for the Rowe (p-value < .001), WOSI (p-value < .001), and ASES score (p-value = 0.009) was observed; Radiological analysis showed optimal graft positioning both in the vertical (72.22%) and in the horizontal plane (83.33%), low healing rate (16.67%) and low rate of partial ostelysis (11.11%).

Conclusions:
The arthroscopic bone block procedure using an extrarticular equine-derived xenograft, combined with Bankart repair, demonstrated good mid-term clinical outcomes and a low rate of recurrent instability. Although graft positioning was satisfactory in most cases, the observed low healing rate and signs of partial osteolysis highlight the need for further investigation into long-term graft integration. These findings suggest that the use of xenograft bone blocks may represent a viable alternative to autografts or allografts in selected patients with glenoid bone loss, offering a less invasive solution while preserving joint anatomy.
File