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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01222026-105814


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
FIORINO, FELICE MARIA
URN
etd-01222026-105814
Titolo
Immersione e Ipseità. Una fenomenologia dell'effetto finzionale
Dipartimento
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
FILOSOFIA E FORME DEL SAPERE
Relatori
relatore Prof. Manca, Danilo
correlatore Prof.ssa Fussi, Alessandra
correlatore Prof. Ferrarin, Alfredo
Parole chiave
  • David Foster Wallace
  • Ermeneutica
  • Fenomenologia
  • Fiction
  • Finzione
  • Hermeneutics
  • Imagination
  • Immaginazione
  • Immersion
  • Immersione
  • Ipseità
  • Ipseity
  • Lettura
  • Phenomenology
  • Reading
  • Self
Data inizio appello
06/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
06/02/2096
Riassunto
La tesi propone uno studio dell’esperienza di finzione articolato su due nuclei teorici fondamentali. In primo luogo, la finzione viene compresa a partire dagli effetti che essa genera. L’esperienza finzionale viene dunque intesa come situazione comunicativa che implica una specifica attività intenzionale. In secondo luogo, sulla base di testi della tradizione fenomenologico-ermeneutica, la ricerca mette in luce una dialettica fondamentale: da un lato, le opere finzionali stimolano una forma di immersione che consente l’accesso al mondo immaginario proiettato dall’opera; dall’altro, tale immersione comporta come suo effetto l’emersione di diverse forme di coscienza di sé o di ipseità. La prima parte della tesi sviluppa uno studio fenomenologicamente orientato dell’immaginazione finzionale a partire dall’esperienza della lettura, mostrando come l’immersione richiesta dalle opere letterarie solleciti una revisione critica delle teorie fenomenologiche dell’immaginazione. La seconda parte approfondisce il tipo di coscienza di sé che emerge dall’esperienza finzionale, facendo riferimento in particolare alla nozione di ipseità elaborata da Paul Ricœur in relazione alla finzione narrativa. La terza parte propone un’estensione controllata dell’analisi oltre il medium letterario attraverso un caso-studio liminale: le riflessioni di David Foster Wallace sulle esperienze di finzione nei contesti mediali contemporanei, in particolare televisivi e audiovisivi. Dai suoi saggi, affiancati da estratti narrativi e interviste, emerge la pertinenza della dialettica tra immersione e ipseità, con alcune precisazioni utili a valutarne l’applicabilità in prospettiva transmediale.
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