Tesi etd-01222025-213947 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
DELPERO, GINEVRA
URN
etd-01222025-213947
Titolo
Giudicare dopo l'amnistia. I processi contro Rodolfo Graziani (1948-1950)
Dipartimento
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
STORIA E CIVILTÀ
Relatori
relatore Fulvetti, Gianluca
correlatore Pavan, Ilaria
correlatore Pavan, Ilaria
Parole chiave
- Eco sulla stampa
- Giustizia di transizione
- Passaggio tra fascismo e Repubblica
- Rodolfo Graziani
Data inizio appello
07/02/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
07/02/2065
Riassunto
Il progetto di tesi magistrale vuole indagare il secondo processo contro l’ex maresciallo d’Italia Rodolfo Graziani, celebrato presso il Tribunale militare territoriale di Roma dal 23 febbraio al 2 maggio 1950. La presente ricerca costituisce la continuazione di un lavoro già avviato sul primo processo contro Graziani (tenutosi davanti alla prima sezione speciale della Corte d’Assise di Roma dall’11 ottobre 1948 al 26 febbraio 1949) e sulla mediatizzazione dei due procedimenti da parte dei giornali e rotocalchi italiani dal 1948 al 1950.
I procedimenti contro Rodolfo Graziani si inseriscono, assieme al processo contro Junio Valerio Borghese e a quello contro Filippo Anfuso, tra i processi celebrati nelle sezioni speciali delle Corte d’assise ordinarie istituite con il Decreto-legge luogotenenziale 5 ottobre 1945 n. 625 “Modificazioni alle norme sulle sanzioni contro il fascismo”, in sostituzione alle Corti d’assise straordinarie, per le quali si era decisa la cessazione dell’attività per l’ottobre del 1945, in previsione della conclusione, per quella data, di tutti i procedimenti legati all’epurazione. I processi contro Rodolfo Graziani risultano quindi, in un certo senso, “fuori tempo massimo” rispetto almeno alle aspettative dei governi che avevano emanato i decreti in materia di epurazione.
Il processo celebrato in seno alla prima sezione speciale della Corte d’Assise di Roma si concluse con una dichiarazione di incompetenza da parte della Corte, che devolvé il processo al Tribunale militare territoriale di Roma perché questioni considerate squisitamente militari venissero giudicate da personale militare: il progetto di tesi intende ripercorrere le tappe di tale processo, capire quale sia stato l’iter che ha portato alla sentenza; quale immagine viene delineata dell’imputato e del periodo appena trascorso, in particolare della Repubblica sociale italiana e della lotta antipartigiana da essa perseguita (guidata, secondo le imputazioni dei due processi, proprio da Rodolfo Graziani) da parte attori principali della vicenda, ovvero i componenti della Corte, il Collegio di difesa, la stampa, lo stesso imputato; in un’Italia in cui, tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta, dopo le elezioni del 1948, era diventata comune nella politica e nella pubblicistica l’istanza di pacificazione e dove si registrava la fine dell’ondata epurativa contro i fascisti, come dimostra l’emanazione stessa dell’amnistia nel giugno del 1946 da parte del guardasigilli Palmiro Togliatti.
I procedimenti contro Rodolfo Graziani si inseriscono, assieme al processo contro Junio Valerio Borghese e a quello contro Filippo Anfuso, tra i processi celebrati nelle sezioni speciali delle Corte d’assise ordinarie istituite con il Decreto-legge luogotenenziale 5 ottobre 1945 n. 625 “Modificazioni alle norme sulle sanzioni contro il fascismo”, in sostituzione alle Corti d’assise straordinarie, per le quali si era decisa la cessazione dell’attività per l’ottobre del 1945, in previsione della conclusione, per quella data, di tutti i procedimenti legati all’epurazione. I processi contro Rodolfo Graziani risultano quindi, in un certo senso, “fuori tempo massimo” rispetto almeno alle aspettative dei governi che avevano emanato i decreti in materia di epurazione.
Il processo celebrato in seno alla prima sezione speciale della Corte d’Assise di Roma si concluse con una dichiarazione di incompetenza da parte della Corte, che devolvé il processo al Tribunale militare territoriale di Roma perché questioni considerate squisitamente militari venissero giudicate da personale militare: il progetto di tesi intende ripercorrere le tappe di tale processo, capire quale sia stato l’iter che ha portato alla sentenza; quale immagine viene delineata dell’imputato e del periodo appena trascorso, in particolare della Repubblica sociale italiana e della lotta antipartigiana da essa perseguita (guidata, secondo le imputazioni dei due processi, proprio da Rodolfo Graziani) da parte attori principali della vicenda, ovvero i componenti della Corte, il Collegio di difesa, la stampa, lo stesso imputato; in un’Italia in cui, tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta, dopo le elezioni del 1948, era diventata comune nella politica e nella pubblicistica l’istanza di pacificazione e dove si registrava la fine dell’ondata epurativa contro i fascisti, come dimostra l’emanazione stessa dell’amnistia nel giugno del 1946 da parte del guardasigilli Palmiro Togliatti.
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