Tesi etd-01212025-170434 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
LAMONICA, FRANCESCA
URN
etd-01212025-170434
Titolo
Resistere altrimenti: un'etnografia delle pratiche di comunità a Lampedusa
Dipartimento
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
FILOSOFIA E FORME DEL SAPERE
Relatori
relatore Prof.ssa Di Pasquale, Caterina
Parole chiave
- Cura-Utopia-Frontiera-Pratiche comunitarie
Data inizio appello
07/02/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
07/02/2065
Riassunto
Lampedusa, nel suo ruolo di isola di frontiera, incarna simbolicamente e materialmente la tensione tra separazione e connessione, tra esclusione e possibilità. In questa prospettiva, il concetto di margine elaborato da bell hooks e quello di confine sviluppato negli studi antropologici si intrecciano, offrendo una chiave di lettura per comprendere le dinamiche trasformative che emergono in questi spazi. Per bell hooks, il margine rappresenta uno spazio di esclusione imposto dalle logiche del potere dominante, ma anche un luogo potenziale di resistenza e creazione. È al margine che le comunità escluse sviluppano contro-narrazioni e costruiscono solidarietà alternative, sovvertendo il significato originario dell’esclusione. Analogamente, gli studi antropologici sul confine descrivono le frontiere non solo come linee di separazione, ma come aree di contatto, negoziazione e ibridazione culturale. Il confine, pur essendo uno strumento di divisione geopolitica e simbolica, genera spazi di interazione dove emergono nuove forme di identità, solidarietà e agency. Questa visione si integra con la cornice teorica che considera la frontiera come un sito di esercizio del potere e del controllo e, al contempo, come sede di forme di resistenza creative, in un dialogo continuo tra oppressione e risposta. Lampedusa rappresenta un esempio paradigmatico di questa duplicità. Da un lato, luogo della separazione e della securitizzazione, dove le politiche migratorie e le pratiche di invisibilizzazione rispecchiano il dominio esercitato attraverso confini geopolitici e culturali. Dall’altro, proprio in questo spazio di esclusione si aprono varchi per l’azione comunitaria e per pratiche di cura che sovvertono e sfidano le logiche dominanti. Le pratiche comunitarie che emergono a Lampedusa, come quelle portate avanti nello spazio biblioteca, dimostrano come il confine possa essere ripensato come spazio di connessione e trasformazione. In un dialogo continuo con le logiche del potere, queste iniziative sviluppano forme di resistenza creativa che iniettano umanità e solidarietà nelle crepe del sistema securitario. Queste pratiche incarnano il concetto di margine trasformativo di hooks: un luogo di creazione etica e politica, dove l’esclusione si trasforma in resistenza e solidarietà. Allo stesso tempo, risuonano con l’idea antropologica del confine come borderland, un terreno per la costruzione di identità ibride e l’immaginazione di futuri alternativi. Il mio lavoro si inscrive in questa cornice teorica, mostrando come le pratiche di cura a Lampedusa, nel loro intreccio tra margine e confine, rappresentino un laboratorio per immaginare nuove possibilità di convivenza, di accoglienza e di trasformazione sociale. Lampedusa non è solo una frontiera che separa, ma anche uno spazio di creazione che sfida e ripensa le logiche dominanti, facendo emergere dal margine nuove visioni di futuro.
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