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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01212025-164227


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
Autore
MIGLIORINI, SOFIA
URN
etd-01212025-164227
Titolo
Adattamento cardiovascolare e outcome della gravidanza: valutazione di parametri biochimici ed ecocardiografici in pazienti con malattie autoimmuni sistemiche
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Relatori
relatore Simoncini, Tommaso
Parole chiave
  • adattamento cardiovascolare
  • ecocardiografia
  • gravidanza
  • malattia autoimmune
  • NT-proBNP
Data inizio appello
11/02/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
11/02/2095
Riassunto
La relazione tra la salute cardiovascolare materna e l’esito della gravidanza ad oggi è un tema sempre più riconosciuto e al quale viene data maggiore importanza. È stato osservato infatti che lo stato cardiovascolare materno influenza il processo di placentazione, e quindi l’outcome della gravidanza.
In letteratura è stato evidenziato che, nelle pazienti che hanno sviluppato esiti gestazionali avversi, l’adattamento cardiovascolare alla gravidanza risulta frequentemente inadeguato.
La gravidanza può essere considerata come uno “stress test” fisiologico per il sistema cardiovascolare, in grado di smascherare patologie cardiache silenti, esacerbare patologie croniche preesistenti o scatenare complicanze de novo. Attualmente si ritiene che il periodo della gravidanza possa essere considerato come un’opportunità per ottenere una prima analisi dello stato di salute cardiovascolare.
La gravidanza rappresenta un momento di profonde modificazioni per l’organismo materno. In particolare il sistema cardiovascolare è soggetto a cambiamenti adattativi strutturali e funzionali che sono fondamentali per affrontare l’aumentata richiesta metabolica materno-fetale e per assicurare un’adeguata circolazione utero-placentare, con l’obiettivo di garantire lo sviluppo e la crescita fetale. Se questi adattamenti non si verificano correttamente è possibile riscontrare l’insorgenza di alcune complicanze ostetriche, come la preeclampsia e la restrizione della crescita fetale.
La maggior parte degli adattamenti emodinamici alla gravidanza iniziano a manifestarsi nel primo trimestre e sono strettamente correlati con i cambiamenti nella struttura e nella funzione cardiaca. La comprensione di tali adattamenti è essenziale per la valutazione clinica della paziente e soprattutto per ottimizzarne la gestione terapeutica.
I principali parametri emodinamici soggetti a modificazione sono: pressione arteriosa, frequenza cardiaca, output cardiaco, resistenze sistemiche vascolari, compliance arteriosa globale e volume plasmatico. L’obiettivo di tali adattamenti è quello di ottimizzare l’apporto di nutrienti e ossigeno al feto.
Dal punto di vista cardiaco, il cuore materno va incontro a una lieve e fisiologica ipertrofia eccentrica, che si manifesta in risposta al sovraccarico volumetrico, per aumento del volume ematico. Questa condizione si differenzia dall’ipertrofia cardiaca patologica e si caratterizza per un aumento proporzionale nelle dimensioni delle camere cardiache e nello spessore parietale.
Gli adattamenti emodinamici e le modificazioni cardiache che si verificano durante la gravidanza sono reversibili e regrediscono dopo il parto.
Lo scopo primario di questo studio è stato quello di studiare l’adattamento emodinamico materno durante la gravidanza in una popolazione selezionata di pazienti con malattie autoimmuni sistemiche e di confrontarlo con l’outcome della gravidanza.
Lo studio della funzione emodinamica materna è stato eseguito attraverso la valutazione clinica delle pazienti, associata a una valutazione biochimica (PAPP-A e NT-proBNP) e strumentale, mediante l’ecocardiografia. L’outcome della gravidanza è stato valutato in termini di sviluppo di complicanze materno-fetali correlabili ad insufficienza placentare, quali preeclampsia e restrizione della crescita fetale.
Il seguente studio ha coinvolto 14 pazienti in gravidanza affette da malattia autoimmune sistemica, che sono state seguite da settembre 2023 a dicembre 2024 presso l’Ambulatorio Congiunto Ostetrico-Reumatologico dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana (AOUP).
Queste pazienti sono state selezionate in quanto caratterizzate da un rischio cardiovascolare aumentato rispetto alla popolazione generale, strettamente connesso alla loro patologia di base. È stato ipotizzato che, in queste pazienti, l’adattamento cardiovascolare alla gravidanza possa risultare inadeguato e associarsi a un rischio maggiore di sviluppare complicanze ostetriche.
Le pazienti reclutate sono state sottoposte a una valutazione ambulatoriale mensile, comprendente sia di una valutazione ginecologico-ostetrica, per la valutazione della crescita e del benessere fetale, che di una valutazione reumatologica, per la valutazione dell’attività di malattia. L’approccio multidisciplinare nella gestione di queste pazienti è di fondamentale importanza, infatti è ormai noto che la presenza di una malattia autoimmune sistemica può avere un impatto sul decorso della gravidanza e viceversa la gravidanza può influenzare il decorso della malattia.
Il seguente studio, tra gli accertamenti a cui le pazienti sono state sottoposte, ha previsto la valutazione di un parametro biochimico, l’NT-proBNP, per studiare l’adattamento cardiovascolare materno alla gravidanza, e di un’ecocardiografia, per studiare i cambiamenti nella morfologia e nella funzione cardiaca. Queste valutazioni, biochimica ed ecocardiografica, sono state ripetute nel primo e nel terzo trimestre di gravidanza.
I dati raccolti nelle due valutazioni temporali sono stati confrontati mediante T-test per dati appaiati, dal quale è emersa una tendenza di riduzione dei livelli di NT-proBNP, compatibile con l’aumentato sforzo cardiaco nelle fasi iniziali della gravidanza e con il fenomeno fisiologico di emodiluizione che si accentua nel terzo trimestre.
Nelle due pazienti che hanno sviluppato un outcome gestazionale avverso, è stato riscontrato un livello di NT-proBNP inferiore al valore medio della popolazione in studio in entrambe le misurazioni, che potrebbe suggerire uno stato di alterato adattamento cardiovascolare alla gravidanza.
I parametri ecocardiografici misurati (FE, diametro ventricolare sinistro, spessore parietale ventricolare sinistro, TAPSE) hanno invece mostrato piccole variazioni nelle due valutazioni.
La valutazione finale dell’esito della gravidanza ha evidenziato che solamente due pazienti hanno sviluppato un outcome gestazionale avverso, rispettivamente un caso di preeclampsia e un caso di neonato SGA.
Il percorso congiunto reumatologico-ostetrico è terminato con la valutazione post-partum, dopo circa 40 giorni dal parto.
In conclusione, questo studio ha permesso di indagare lo stato cardiovascolare materno in una popolazione selezionata di pazienti, nelle quali la malattia reumatologica di base potrebbe influire nel determinare un adattamento cardiovascolare inadeguato alla gravidanza e quindi un outcome gestazionale sfavorevole.
Inoltre, il periodo della gravidanza è stato considerato come un’opportunità precoce di studio della salute cardiovascolare materna.
Il progetto di ampliamento dello studio, oltre all’aumento della numerosità del campione e all’arruolamento di un gruppo di pazienti sane di controllo, prevede l’esecuzione di una valutazione cardiovascolare aggiuntiva, dopo 6-12 mesi dal parto. Questa ulteriore valutazione permetterebbe un approfondimento sullo stato di salute cardiovascolare materno, soprattutto nelle pazienti che hanno sviluppato una complicanza ostetrica, per stimare il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari a lungo termine.
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