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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01202026-180152


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
SANTORO, GABRIELE
URN
etd-01202026-180152
Titolo
Il fenomeno dei talibé in Senegal: riflessioni critiche sugli interventi tra aspetti socioculturali, religiosi e giuridici
Dipartimento
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
SCIENZE PER LA PACE: TRASFORMAZIONE DEI CONFLITTI E COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO
Relatori
relatore Prof.ssa Fabbroni, Valeria
Parole chiave
  • accattonaggio forzato
  • scuole coraniche
  • talibé
Data inizio appello
06/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
06/02/2096
Riassunto
La presente tesi analizza il fenomeno dei bambini talibé in Senegal, con particolare riferimento alle scuole coraniche urbane residenziali in cui è praticato l’accattonaggio forzato, adottando una prospettiva di child protection e di cooperazione internazionale. L’obiettivo del lavoro è quello di comprendere le cause strutturali del fenomeno e di valutare criticamente gli interventi messi in atto a livello statale, internazionale e non governativo per la tutela dei minori coinvolti.
Il fenomeno dei talibé si colloca all’intersezione tra povertà, educazione informale, tradizione religiosa e debolezza dei sistemi di protezione dell’infanzia. Migliaia di bambini, spesso provenienti da regioni rurali del Senegal o da Paesi limitrofi, vengono affidati dalle famiglie a maestri coranici (marabout) per l’apprendimento del Corano all’interno delle daara, scuole religiose tradizionali profondamente radicate nella storia e nella cultura dell’Africa occidentale. In numerosi casi, tuttavia, tale affidamento si traduce in condizioni di grave sfruttamento, caratterizzate da accattonaggio forzato, abusi fisici, carenze alimentari e mancanza di accesso a servizi essenziali.
Nella prima parte del lavoro viene delineato il quadro teorico e normativo di riferimento relativo alla tutela dei minori nel contesto della cooperazione internazionale. Viene approfondito il concetto di child protection alla luce della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, evidenziando come i diritti dei minori rappresentino una dimensione trasversale delle politiche di sviluppo. In tale prospettiva, la protezione dell’infanzia non è intesa come intervento settoriale o emergenziale, ma come componente strutturale delle strategie di sviluppo sostenibile e di rafforzamento istituzionale.
Successivamente, la tesi analizza il contesto senegalese, mettendo in luce le principali criticità che incidono sulla condizione dei minori: povertà persistente, accesso diseguale all’istruzione, violenza sui bambini, carenze nei sistemi di registrazione civile e debole capacità di controllo statale sui sistemi educativi informali. In questo quadro, le scuole coraniche tradizionali risultano in larga parte escluse dai meccanismi di regolamentazione pubblica, creando uno spazio nel quale possono proliferare pratiche di sfruttamento difficilmente monitorabili.
Un’ampia sezione del lavoro è dedicata all’analisi del fenomeno dell’accattonaggio forzato dei talibé, ricostruendone le origini storiche e le trasformazioni legate ai processi di urbanizzazione, ai cambiamenti sociali e agli incentivi economici che interessano alcuni marabout. L’accattonaggio viene inquadrato come una delle peggiori forme di lavoro minorile e come una grave violazione dei diritti dell’infanzia, ma al contempo come una pratica parzialmente legittimata da fattori religiosi e culturali, in particolare dal valore simbolico dell’elemosina nella società senegalese.
In questa prospettiva, la tesi propone una lettura critica degli interventi di cooperazione internazionale rivolti al fenomeno dei talibé. Vengono evidenziati i limiti di approcci prevalentemente repressivi o standardizzati, spesso basati su dati frammentari e su categorie analitiche poco aderenti al contesto locale. La mancanza di statistiche affidabili, l’ambiguità della categoria di “talibé” e la difficoltà di distinguere tra educazione religiosa e sfruttamento complicano la progettazione di politiche efficaci di protezione dell’infanzia.
Il lavoro mette quindi in luce la necessità di interventi di cooperazione più integrati e contestualizzati, capaci di coniugare la tutela dei diritti dei minori con il dialogo culturale, il rafforzamento dei sistemi educativi e il coinvolgimento delle comunità locali e delle istituzioni religiose. In conclusione, la tesi sostiene che solo un approccio critico, multidimensionale e culturalmente informato possa contribuire a una protezione effettiva e duratura dei bambini talibé e al superamento delle forme di sfruttamento attualmente esistenti.
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