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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01202026-173645


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
MENEGHINI, KATHERINE
URN
etd-01202026-173645
Titolo
Alimentazione e conoscenze alimentari a confronto: Italia e Repubblica Dominicana
Dipartimento
FARMACIA
Corso di studi
SCIENZE DELLA NUTRIZIONE UMANA
Relatori
relatore Trieste, Leopoldo
Parole chiave
  • alimentazione
  • comparison
  • confronto
  • diet
  • dieta mediterranea
  • Dominican Republic
  • Italia
  • Italy
  • mediterranean diet
  • Repubblica Dominicana
Data inizio appello
25/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
25/02/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Questo studio di ricerca nasce dall’esigenza di analizzare l’impatto degli stili alimentari sulla salute pubblica in un’epoca caratterizzata dalla globalizzazione dei mercati alimentari. Il fulcro dello studio è la Dieta Mediterranea (MD), universalmente riconosciuta dalla letteratura scientifica come uno dei modelli alimentari più efficaci per la prevenzione di malattie croniche non trasmissibili, quali patologie cardiovascolari, diabete mellito di tipo 2 e sindrome metabolica. Caratterizzata da un elevato consumo di alimenti di origine vegetale, olio extravergine di oliva e un limitato apporto di grassi saturi e zuccheri raffinati. Tuttavia, il fenomeno della "transizione nutrizionale" sta portando alla diffusione di cibi ultra-processati anche in contesti geografici lontani dal bacino del Mediterraneo, come la Repubblica Dominicana, un Paese a medio-basso reddito che sta affrontando una vera e propria emergenza legata al sovrappeso e all’obesità. L’obiettivo principale di questa tesi è confrontare le abitudini alimentari e i livelli di aderenza alla Dieta Mediterranea tra due popolazioni adulte: quella italiana (storica depositaria del modello mediterraneo) e quella dominicana. Lo studio mira a indagare come le differenze sociodemografiche e geografiche influenzino il BMI e il consumo di nutrienti essenziali. Si intende inoltre verificare se quanto emerge dalla letteratura sul tema è corretto e cercare nuovi punti di vista essendo molto limitate le ricerche in quest’ambito. La ricerca è stata condotta attraverso un’analisi comparativa basata su dati clinici auto riportati dei partecipanti, in particolare 300 italiani e 280 dominicani hanno partecipato al sondaggio. La metodologia ha previsto l’utilizzo di strumenti di valutazione standardizzati come il questionario alla Dieta Mediterranea (MEDAS), il questionario su cronotipo rMQE e ulteriori domande sulla Food Literacy. Per la valutazione dello stato nutrizionale, è stato calcolato il Body Mass Index (BMI) dei partecipanti. Dall’analisi dei dati è emerso un contrasto significativo tra le due popolazioni. Mentre in Italia si osserva una maggiore consapevolezza dei benefici della Dieta Mediterranea, ma, a causa della vita frenetica c’è una minor aderenza ad essa, in Repubblica Dominicana l’aderenza alla DM è massima, supportata dalla cucina e dai prodotti locali ma la conoscenza e l’interesse alimentare sembra molto più limitato. Un fattore determinante emerso dallo studio riguarda l'influenza del ritmo circadiano e dello stile di vita lavorativo. Il campione dominicano mostra un profilo prevalentemente mattutino, favorito dalla latitudine tropicale e da ritmi lavorativi che iniziano presto; questo porta a cenare tra le 18 e le 19, ottimizzando la risposta insulinica e la termogenesi. Al contrario, il campione italiano presenta un profilo neutrale e risente di uno stress lavorativo che riduce il NEAT (attività fisica spontanea). In Italia, il lavoro si traduce spesso in pasti frettolosi e serali, portando i soggetti a percepire la propria dieta come peggiore a causa di un costante scollamento tra le elevate conoscenze nutrizionali e la pratica reale, condizionata dai ritmi moderni. L’indice MEDAS rivela che il campione dominicano aderisce al modello mediterraneo più degli italiani stessi. Questo avviene in modo involontario grazie al consumo tradizionale di legumi, carni bianche, pesce fresco e grassi sani come l'avocado. Gli italiani, pur avendo un'alta "Food Literacy", penalizzano il proprio punteggio a causa del consumo di carni lavorate e della mancanza di tempo per preparare alimenti freschi. Emerge dunque una differenza nella consapevolezza critica: mentre l'italiano è bombardato da informazioni contrastanti che creano incertezza, il dominicano tende a una semplificazione concettuale (ad esempio associando i succhi industriali alla salute solo perché derivanti dalla frutta). In entrambi i contesti, si sottolinea l'urgenza di interventi educativi che forniscano non solo nozioni, ma strumenti critici per interpretare le etichette e resistere alle pressioni del marketing alimentare. In conclusione, la ricerca suggerisce che il miglioramento della salute pubblica richieda strategie differenziate: in Italia è prioritario intervenire sulla gestione del tempo e sulla riduzione dello stress per favorire il ritorno alla dieta tradizionale, mentre in Repubblica Dominicana è fondamentale potenziare gli strumenti critici della popolazione contro il mercato delle calorie a basso costo. Per entrambi i contesti, emerge l'esigenza di introdurre l'educazione alimentare strutturata nelle scuole come soluzione a lungo termine.
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