Tesi etd-01202026-160037 |
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Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
PALMISANO, ELENA
URN
etd-01202026-160037
Titolo
Lobectomia tiroidea: studio di coorte retrospettivo monocentrico
Dipartimento
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Corso di studi
MEDICINA INTERNA
Relatori
relatore Antonelli, Alessandro
Parole chiave
- carcinoma tiroideo differenziato
- ipotiroidismo postoperatorio
- lobectomia tiroidea
- outcome postoperatori
- tireopatia autoimmune
- tiroidite cronica linfocitaria
Data inizio appello
05/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
05/02/2029
Riassunto
La maggior diffusione dell’intervento di lobectomia tiroidea promossa dalle più recenti linee guida, unitamente all’alta prevalenza di tireopatie autoimmuni nella popolazione generale, si traduce inevitabilmente in un’incrementata incidenza di interventi di lobectomia tiroidea in pazienti con coesistenza di tireopatia maligna ed autoimmune.
Scopo del presente lavoro di tesi è stato quello di valutare l’esistenza di possibili implicazioni prognostiche associate alla presenza di tireopatia autoimmune nei pazienti sottoposti a intervento di emitiroidectomia.
Sono stati raccolti i dati relativi a 116 pazienti sottoposti a intervento di lobectomia tiroidea negli anni 2007 – 2025 (sia per sospetta tireopatia maligna che per tireopatia nodulare benigna o gozzigena con segni di compressione) seguiti nel periodo pre e post-operatorio presso l’Ambulatorio della SD Medicina Interna ad Indirizzo Immuno-Endocrino.
Sulla base del risultato istologico è stato possibile individuare il sottogruppo di pazienti con tireopatia maligna, che ha dimostrato una buona concordanza con la categoria citologica d’inquadramento preoperatoria.
Sulla base dell’istologia, nell’ambito dei pazienti maligni è stato inoltre possibile individuare un ulteriore sottogruppo di pazienti con coesistenza di tireopatia maligna ed autoimmune: rispetto ai pazienti con tiroidite benigna, tale sottogruppo presentava un pattern ecografico più frequentemente autoimmune e maggiore prevalenza di positività per AbTg; inoltre, negli stessi pazienti è stata documentata un’associazione significativa tra positività per AbTg e il rischio di ricorrenza istologica. Tali risultati confermano il noto ruolo di AbTg come possibile predittore di malignità dei noduli tiroidei, e suggeriscono di adottare un’adeguata stratificazione del rischio nella diagnostica delle lesioni tiroidee.
In linea con i dati di letteratura, la maggior incidenza di pazienti in ipotiroidismo è stata documentata a 6 mesi dall’intervento. Il controllo ormonale postoperatorio si è dimostrato principalmente influenzato dalla presenza di tireopatia autoimmune, soprattutto quando associata a maggiori valori di TSH preoperatori, come evidenziato dalla frequente associazione, statisticamente significativa, con valori di TSH alterati in senso ipotiroideo, confermati ai successivi controlli di follow-up. La presenza di tireopatia autoimmune ha mostrato un ruolo causale preponderante nel determinare l’insorgenza di ipotiroidismo postoperatorio nei primi anni di follow-up; tuttavia, si è osservato un ruolo potenziale anche nell’insorgenza di ipotiroidismo tardivo, per una più sicura conferma del quale si necessita di ampliamento della casistica. Tali risultati suggeriscono la necessità di un più frequente monitoraggio biochimico nel primo periodo postoperatorio in presenza di tireopatia autoimmune, senza trascurare un adeguato monitoraggio a lungo termine.
In linea con i dati di letteratura riguardanti le tiroidectomie totali, si è documentata una differente cinetica nei valori medi anticorpali, con un’iniziale incremento di AbTg a fronte di un netto decremento da parte di AbTPO. Inoltre, il tasso di negativizzazione di AbTg è stato maggiore rispetto a quello riscontrato per AbTPO, e un mancato calo precoce del titolo di AbTPO nel presente studio ha presentato un’associazione significativa con un maggior rischio di ipotiroidismo postoperatorio a breve e lungo termine: alla luce della scarsità campionaria e della frammentarietà dei dati presenti in letteratura, tali risultati sarebbero meritevoli di approfondimenti dopo adeguato ampliamento della casistica.
Da ultimo, per la prima volta si è evidenziata una possibile associazione tra la presenza di tireopatia autoimmune e il rischio di tiroidectomia di completamento; in particolare, sia la presenza di caratteristiche ecografiche patognomoniche delle tiroiditi autoimmuni, sia la presenza di positività per AbTg si sono dimostrate significativamente associate alla tiroidectomia di completamento, indipendentemente dal rischio di ricorrenza istologico. Tale dato risulta meritevole di ulteriori approfondimenti, potendo risultare sia un’ulteriore conferma del noto ruolo eziopatogenetico esercitato dalla presenza di un processo autoimmune tiroideo nella tumorigenesi tiroidea e forse anche nella sua ricorrenza, sia espressione del noto ruolo di fattore confondente nel percorso diagnostico delle lesioni tiroidee esercitato dalla presenza di tiroidite, sia da ultimo frutto di una scelta condivisa medico-paziente verso un approccio chirurgico tradizionalmente più radicale in presenza di nota tiroidite.
Scopo del presente lavoro di tesi è stato quello di valutare l’esistenza di possibili implicazioni prognostiche associate alla presenza di tireopatia autoimmune nei pazienti sottoposti a intervento di emitiroidectomia.
Sono stati raccolti i dati relativi a 116 pazienti sottoposti a intervento di lobectomia tiroidea negli anni 2007 – 2025 (sia per sospetta tireopatia maligna che per tireopatia nodulare benigna o gozzigena con segni di compressione) seguiti nel periodo pre e post-operatorio presso l’Ambulatorio della SD Medicina Interna ad Indirizzo Immuno-Endocrino.
Sulla base del risultato istologico è stato possibile individuare il sottogruppo di pazienti con tireopatia maligna, che ha dimostrato una buona concordanza con la categoria citologica d’inquadramento preoperatoria.
Sulla base dell’istologia, nell’ambito dei pazienti maligni è stato inoltre possibile individuare un ulteriore sottogruppo di pazienti con coesistenza di tireopatia maligna ed autoimmune: rispetto ai pazienti con tiroidite benigna, tale sottogruppo presentava un pattern ecografico più frequentemente autoimmune e maggiore prevalenza di positività per AbTg; inoltre, negli stessi pazienti è stata documentata un’associazione significativa tra positività per AbTg e il rischio di ricorrenza istologica. Tali risultati confermano il noto ruolo di AbTg come possibile predittore di malignità dei noduli tiroidei, e suggeriscono di adottare un’adeguata stratificazione del rischio nella diagnostica delle lesioni tiroidee.
In linea con i dati di letteratura, la maggior incidenza di pazienti in ipotiroidismo è stata documentata a 6 mesi dall’intervento. Il controllo ormonale postoperatorio si è dimostrato principalmente influenzato dalla presenza di tireopatia autoimmune, soprattutto quando associata a maggiori valori di TSH preoperatori, come evidenziato dalla frequente associazione, statisticamente significativa, con valori di TSH alterati in senso ipotiroideo, confermati ai successivi controlli di follow-up. La presenza di tireopatia autoimmune ha mostrato un ruolo causale preponderante nel determinare l’insorgenza di ipotiroidismo postoperatorio nei primi anni di follow-up; tuttavia, si è osservato un ruolo potenziale anche nell’insorgenza di ipotiroidismo tardivo, per una più sicura conferma del quale si necessita di ampliamento della casistica. Tali risultati suggeriscono la necessità di un più frequente monitoraggio biochimico nel primo periodo postoperatorio in presenza di tireopatia autoimmune, senza trascurare un adeguato monitoraggio a lungo termine.
In linea con i dati di letteratura riguardanti le tiroidectomie totali, si è documentata una differente cinetica nei valori medi anticorpali, con un’iniziale incremento di AbTg a fronte di un netto decremento da parte di AbTPO. Inoltre, il tasso di negativizzazione di AbTg è stato maggiore rispetto a quello riscontrato per AbTPO, e un mancato calo precoce del titolo di AbTPO nel presente studio ha presentato un’associazione significativa con un maggior rischio di ipotiroidismo postoperatorio a breve e lungo termine: alla luce della scarsità campionaria e della frammentarietà dei dati presenti in letteratura, tali risultati sarebbero meritevoli di approfondimenti dopo adeguato ampliamento della casistica.
Da ultimo, per la prima volta si è evidenziata una possibile associazione tra la presenza di tireopatia autoimmune e il rischio di tiroidectomia di completamento; in particolare, sia la presenza di caratteristiche ecografiche patognomoniche delle tiroiditi autoimmuni, sia la presenza di positività per AbTg si sono dimostrate significativamente associate alla tiroidectomia di completamento, indipendentemente dal rischio di ricorrenza istologico. Tale dato risulta meritevole di ulteriori approfondimenti, potendo risultare sia un’ulteriore conferma del noto ruolo eziopatogenetico esercitato dalla presenza di un processo autoimmune tiroideo nella tumorigenesi tiroidea e forse anche nella sua ricorrenza, sia espressione del noto ruolo di fattore confondente nel percorso diagnostico delle lesioni tiroidee esercitato dalla presenza di tiroidite, sia da ultimo frutto di una scelta condivisa medico-paziente verso un approccio chirurgico tradizionalmente più radicale in presenza di nota tiroidite.
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