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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01202026-152408


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
MARIOTTI, LORENZO
URN
etd-01202026-152408
Titolo
Sostenibilità e Finanza: Fattori di Contesto e Aspetti Operativi
Dipartimento
ECONOMIA E MANAGEMENT
Corso di studi
STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO
Relatori
relatore Prof.ssa Ferretti, Paola
Parole chiave
  • Finanza sostenibile; ESG; Bond ESG; CSRD; OMNIBUS
Data inizio appello
24/02/2026
Consultabilità
Tesi non consultabile
Riassunto
Negli ultimi anni, la sostenibilità è diventata un elemento imprescindibile nella gestione aziendale e nella strategia finanziaria, assumendo un ruolo centrale non solo nella riduzione dei rischi ambientali e sociali, ma anche nella creazione di valore durevole e nella competitività delle imprese. Questa tesi si propone di analizzare il ruolo della finanza sostenibile e della rendicontazione non finanziaria nelle aziende europee, con un focus specifico sull’evoluzione normativa introdotta dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e sulle opportunità offerte dalle piattaforme digitali integrate, come CCH® Tagetik, per la gestione dei dati ESG.
Il lavoro parte da un inquadramento teorico dei pilastri della finanza sostenibile, basata sui fattori ESG (Environmental, Social e Governance), evidenziando come la crescente attenzione degli investitori e dei consumatori a questi aspetti stia ridefinendo le dinamiche del mercato. Il pilastro ambientale, in particolare, emerge come elemento centrale nella strategia europea, con obiettivi concreti quali la riduzione delle emissioni di CO₂, l’efficienza nell’uso delle risorse naturali e la promozione dell’economia circolare. L’Unione Europea, attraverso strumenti come il Green Deal Europeo e il pacchetto legislativo “Fit for 55”, ha stabilito traguardi ambiziosi per la neutralità climatica, favorendo innovazioni tecnologiche e industriali che siano sostenibili e competitive. La tesi analizza l’eco-innovazione come motore di sviluppo sostenibile, illustrando gli indicatori dell’Eco-Innovation Index e confrontando le performance dei principali Paesi europei, con un focus sull’Italia, che si colloca tra i leader dell’eco-innovazione pur senza raggiungere i livelli dei Paesi del Nord Europa.
Successivamente, l’analisi si concentra sul contesto normativo europeo, evidenziando l’evoluzione dalla Non-Financial Reporting Directive (NFRD) alla CSRD. La NFRD, introdotta nel 2014, ha rappresentato il primo passo verso una rendicontazione ESG obbligatoria per le grandi imprese di interesse pubblico, concentrandosi principalmente sulla trasparenza delle informazioni non finanziarie relative a ambiente, diritti umani e lotta alla corruzione. Tuttavia, l’esperienza pratica ha mostrato diverse criticità, tra cui la mancanza di completezza e comparabilità dei dati, e una limitata copertura delle imprese coinvolte. La CSRD, approvata nel 2022, ha ampliato significativamente il perimetro di applicazione, includendo tutte le grandi imprese, le PMI quotate e le filiali di imprese extra-UE che operano in modo rilevante nel mercato europeo.
Tra le novità più rilevanti della CSRD vi è il principio della doppia materialità, che richiede alle imprese di considerare sia gli impatti che le loro attività hanno su ambiente e società, sia gli effetti dei fattori ESG sulle proprie performance finanziarie. Questo approccio integrato trasforma la rendicontazione in uno strumento di governance strategica, permettendo alle aziende di identificare rischi e opportunità in modo sistematico e proattivo. Inoltre, la direttiva introduce obblighi di digitalizzazione dei dati tramite il formato ESEF, standard comuni ESRS predisposti dall’EFRAG, e la verifica indipendente delle informazioni tramite assurance, garantendo maggiore affidabilità, comparabilità e trasparenza delle informazioni ESG.
Un ulteriore passo verso l’applicazione pratica di questi principi è rappresentato dal pacchetto Omnibus, che introduce misure di proporzionalità e semplificazione per le PMI, riducendo il carico operativo senza compromettere la qualità dei dati e l’adeguamento agli standard europei. In questo senso, l’armonizzazione degli standard e la digitalizzazione diventano leve strategiche non solo per la compliance normativa, ma anche per la gestione efficiente delle performance aziendali e per la comunicazione agli stakeholder.
A livello operativo, la tesi approfondisce il ruolo delle piattaforme digitali integrate nella gestione dei dati ESG. Il case study su CCH® Tagetik mostra come un sistema ERP avanzato possa supportare le imprese nella raccolta, elaborazione e reportistica dei dati ESG, integrando informazioni finanziarie e non finanziarie. Tagetik consente di monitorare KPI ambientali, sociali e di governance, generare report conformi agli ESRS, simulare scenari di riduzione delle emissioni e valutare l’impatto economico delle iniziative sostenibili. Questa integrazione digitale consente alle imprese di trasformare la complessità normativa in opportunità strategiche, ottimizzando processi decisionali, riducendo rischi e aumentando la trasparenza verso investitori, stakeholder e autorità di regolamentazione.
Dal punto di vista finanziario, la tesi conferma che l’ESG integration e le strategie di investimento sostenibile rappresentano strumenti concreti per allineare gli obiettivi di sostenibilità con quelli di creazione di valore. La disponibilità di dati affidabili e comparabili è fondamentale per prendere decisioni basate su analisi rigorose e per valutare rischi e opportunità in modo coerente con la strategia aziendale. L’approccio integrato suggerito dalla CSRD e supportato da soluzioni digitali come Tagetik permette di superare la separazione tra gestione finanziaria e sostenibilità, trasformando il reporting ESG in un driver di innovazione, competitività e resilienza.
In conclusione, questa tesi dimostra come la sostenibilità integrata e digitalizzata non sia solo un obbligo normativo, ma un fattore strategico di vantaggio competitivo. La combinazione tra regolamentazione europea, strumenti finanziari ESG e piattaforme digitali avanzate consente alle imprese di tradurre obblighi e principi in benefici concreti, migliorando la gestione dei rischi, ottimizzando le performance e rispondendo efficacemente alle sfide poste dalla transizione ecologica, dalle aspettative degli investitori e dalla competitività globale. La capacità delle imprese di integrare finanza sostenibile, reporting ESG e innovazione digitale costituisce oggi il presupposto essenziale per costruire valore durevole e resilienza nel lungo periodo, confermando che la vera competitività futura si fonda sulla capacità di coniugare performance economica e responsabilità ambientale e sociale.
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