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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01202025-181835


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
SANTINI, MARTINA
URN
etd-01202025-181835
Titolo
Le perpétuel refus de poser le dernier mot dans l'œuvre de Philippe Forest
Dipartimento
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
LINGUE, LETTERATURE E FILOLOGIE EURO - AMERICANE
Relatori
relatore Prof.ssa Sommovigo, Barbara
correlatore Leoni, Iacopo
Parole chiave
  • autofiction
  • fine
  • non-fine
  • Philippe Forest
  • reprise
  • romanzo
Data inizio appello
07/02/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
07/02/2028
Riassunto
Il presente studio si propone di analizzare la questione del racconto senza fine all’interno dell'opera dello scrittore e saggista Philippe Forest.
L'opera di Forest nasce dall'esperienza del lutto ed è caratterizzata dal perenne rifiuto di porre l’ultima parola. Forest pubblica nel 1997 il suo primo romanzo, L'enfant éternel, in seguito alla morte della figlia, prematuramente scomparsa all'età di quattro anni a causa di un cancro. Questo romanzo, che ripercorre l’ultimo anno di vita di sua figlia, non avrà mai fine non solo perché si conclude con tre finali differenti ma anche perché tutta la sua opera, caratterizzata da una forte continuità tra produzione romanzesca e saggistica, racconta incessantemente il dramma della perdita della figlia affinché non cada nell’oblio della morte. Grazie alla poetica della reprise, nel senso kierkegaardiano del termine, Forest riprende in ogni sua opera l’evento cruciale della scomparsa di Pauline traslandolo nel tempo e nello spazio.
L'obbiettivo di questa tesi è quindi quello di esplorare il modo in cui, di libro in libro, romanzo o saggio, la storia del primo romanzo di Forest si ripete all'infinito. In particolare, analizzeremo il corpus costituito dai romanzi L’enfant éternel (1997), Toute la nuit (1999) e Le Siècle des nuages (2010). Per quanto i temi trattati nei suoi libri possano sembrare considerevolmente diversi, l'autore non cessa di confrontarsi con l'esperienza dell'impossibile all’interno di un percorso senza fine.



This study aims to analyze the issue of the endless narrative within the works of writer and essayist Philippe Forest. Forest's work arises from the experience of grief and is characterized by a perpetual refusal to provide a definitive conclusion. He published his first novel, L'enfant éternel, in 1997, following the death of his daughter, who tragically passed away at the age of four due to cancer. This novel, which retraces the last year of his daughter’s life, never reaches a conclusion not only because it ends with three different endings but also because his entire oeuvre, marked by a strong continuity between fiction and essays, incessantly recounts the drama of losing his daughter so that it does not fall into the oblivion of death. Through the poetics of reprise, in the Kierkegaardian sense, Forest revisits in each of his works the crucial event of Pauline's disappearance, transcending time and space.
The objective of this thesis is therefore to explore how, from book to book, whether novel or essay, the story of Forest's first novel repeats itself endlessly. In particular, we will analyze the corpus of the novels L’enfant éternel (1997), Toute la nuit (1999), and Le Siècle des nuages (2010). Although the themes addressed in his books may seem considerably different, the author continually engages with the experience of the impossible within an endless journey.
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