Tesi etd-01202025-105823 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
MACRI', MELISSA
URN
etd-01202025-105823
Titolo
La strada dei tintori. L'arte tintoria a Lucca dal Seicento all’Ottocento: storia e lessico.
Dipartimento
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
ITALIANISTICA
Relatori
relatore Prof.ssa Moro, Cristina
correlatore Prof. Pontari, Paolo
correlatore Dott.ssa Chiarenza, Neva
correlatore Prof. Pontari, Paolo
correlatore Dott.ssa Chiarenza, Neva
Parole chiave
- dyeing
- lessico
- Lucca
- seta
- silk
- tintori
- Tintoria
Data inizio appello
07/02/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
07/02/2065
Riassunto
In seguito alla ristrutturazione di un immobile e alla rimozione delle pavimentazioni esistenti, grazie all'intervento archeologico della Soprintendenza, in via del Fosso a Lucca è stata scoperta un’antica tintoria, con caldaie e attrezzi superstiti. La scoperta, del tutto stupefacente, ha acceso l'interesse di studiosi di vari ambiti (non solo archeologi, ma anche, per esempio, archeobotanici) verso questa categoria di artigiani.
Dopo diverse ricerche in archivio, ho tentato una ricostruzione della storia economica e sociale dei tintori lucchesi dal XVII al XIX sec., oltre che uno studio del lessico tecnico-specialistico relativo alla loro disciplina.
Alcuni documenti mi hanno permesso di fare luce sull'organizzazione produttiva di questa maestranza, dalla sua dipendenza dalla Corte dei Mercanti e dai suoi statuti, ai suoi rapporti con la committenza. Secondo quanto è emerso, diversi tintori erano proprietari della propria bottega e avevano al loro servizio vari lavoranti. Alcuni di questi avevano ottenuto una stabilità economica tale da acquistare diverse proprietà, di cui alcune erano date a livello e dunque costituivano una fonte di reddito, e da dedicarsi a operazioni di credito.
Inoltre, sulla base dello spoglio di alcuni documenti, in particolar modo di quelli catastali, ho individuato i fondi di alcune tintorie. Queste erano situate per lo più in via del Fosso, lungo il condotto pubblico. Invece, in base a quanto è risultato da alcuni documenti precedenti alla realizzazione del condotto, avvenuta intorno al 1380, questi opifici erano allora posti lungo un altro canale che attraversava la città: la «fossa Natale». L'acqua, del resto, era per loro una materia prima indispensabile.
Inoltre, il ritrovamento di alcuni inventari dei beni di tintorie mi ha permesso di indagare all'interno del patrimonio lessicale relativo a questo mestiere e di compilare due piccoli repertori lessicali: uno sui nomi degli attrezzi e l'altro sui colori. Di frequente, queste parole non sono nemmeno registrate nei dizionari, perché per lo più il lemmario dei vocabolari è compilato sulla base dei testi letterari e perché spesso questi nomi presentano una forte variazione diatopica.
Dopo diverse ricerche in archivio, ho tentato una ricostruzione della storia economica e sociale dei tintori lucchesi dal XVII al XIX sec., oltre che uno studio del lessico tecnico-specialistico relativo alla loro disciplina.
Alcuni documenti mi hanno permesso di fare luce sull'organizzazione produttiva di questa maestranza, dalla sua dipendenza dalla Corte dei Mercanti e dai suoi statuti, ai suoi rapporti con la committenza. Secondo quanto è emerso, diversi tintori erano proprietari della propria bottega e avevano al loro servizio vari lavoranti. Alcuni di questi avevano ottenuto una stabilità economica tale da acquistare diverse proprietà, di cui alcune erano date a livello e dunque costituivano una fonte di reddito, e da dedicarsi a operazioni di credito.
Inoltre, sulla base dello spoglio di alcuni documenti, in particolar modo di quelli catastali, ho individuato i fondi di alcune tintorie. Queste erano situate per lo più in via del Fosso, lungo il condotto pubblico. Invece, in base a quanto è risultato da alcuni documenti precedenti alla realizzazione del condotto, avvenuta intorno al 1380, questi opifici erano allora posti lungo un altro canale che attraversava la città: la «fossa Natale». L'acqua, del resto, era per loro una materia prima indispensabile.
Inoltre, il ritrovamento di alcuni inventari dei beni di tintorie mi ha permesso di indagare all'interno del patrimonio lessicale relativo a questo mestiere e di compilare due piccoli repertori lessicali: uno sui nomi degli attrezzi e l'altro sui colori. Di frequente, queste parole non sono nemmeno registrate nei dizionari, perché per lo più il lemmario dei vocabolari è compilato sulla base dei testi letterari e perché spesso questi nomi presentano una forte variazione diatopica.
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