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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01192026-230028


Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
CATANIA ROMIZI, ELENA
URN
etd-01192026-230028
Titolo
Carcinoma papillare della tiroide e tiroidite di Hashimoto: correlazioni cliniche ed ecografiche.
Dipartimento
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Corso di studi
MEDICINA INTERNA
Relatori
relatore Prof. Antonelli, Alessandro
correlatore Dott.ssa Mazzi, Valeria
Parole chiave
  • carcinoma papillare tiroideo
  • tiroidite di Hashimoto
Data inizio appello
05/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
05/02/2029
Riassunto
Il carcinoma papillare della tiroide (PTC) rappresenta la più frequente neoplasia endocrina e la principale forma di carcinoma differenziato tiroideo. Negli ultimi decenni, la sua incidenza è aumentata significativamente a livello globale, fenomeno attribuibile solo in parte al miglioramento delle tecniche diagnostiche e alla crescente diffusione dello screening ecografico. Parallelamente, si è osservato un incremento della prevalenza della tiroidite di Hashimoto (HT), la più comune patologia autoimmune tiroidea. La relazione tra HT e PTC rimane tuttora controversa: se da un lato la tiroidite autoimmune è stata ipotizzata come possibile fattore favorente la carcinogenesi tiroidea, dall’altro l’attivazione del sistema immunitario potrebbe esercitare un effetto modulatore sul comportamento biologico del tumore. L’ecografia tiroidea rappresenta uno strumento centrale sia nella diagnosi e nel follow-up del PTC, sia nella caratterizzazione delle alterazioni parenchimali tipiche della HT, rendendola particolarmente rilevante nello studio del loro possibile rapporto.
Scopo del presente lavoro di tesi è stato quello di analizzare e confrontare, in modo retrospettivo, le caratteristiche cliniche, laboratoristiche ed ecografiche del PTC in una coorte di 236 pazienti sottoposti a tiroidectomia totale, suddivisi in due gruppi in base alla presenza o assenza di HT documentata istologicamente, al fine di valutare se e in che misura la concomitante HT possa influenzare la presentazione del tumore.
Dal punto di vista clinico, nel gruppo PTC + HT si è osservata una prevalenza significativamente maggiore di soggetti di sesso femminile e un’età alla diagnosi mediamente più precoce. Sul piano laboratoristico, i pazienti con PTC + HT hanno presentato una prevalenza significativamente più elevata di positività per autoanticorpi antitiroide, in particolare AbTg e AbTPO; inoltre, in un sottogruppo di pazienti, anche la positività per i TRAb è risultata più frequente nel gruppo PTC + HT rispetto al PTC isolato, sebbene tale osservazione, limitata dalla ridotta numerosità del campione, non si sia confermata come associazione indipendente. Parallelamente, la valutazione ecografica del parenchima tiroideo ha evidenziato differenze significative tra i due gruppi. I pazienti con PTC + HT infatti presentavano più frequentemente un pattern ecografico tipicamente associato alla tiroidite autoimmune, caratterizzato da ipoecogenicità diffusa, disomogeneità parenchimale, lieve aumento della vascolarizzazione e presenza di aree pseudonodulari. Al contrario, non sono emerse differenze statisticamente significative nelle principali caratteristiche ecografiche del nodulo neoplastico tra i due gruppi. La minore dimensione nodulare osservata nei pazienti con PTC + HT è risultata principalmente spiegata dall’età alla diagnosi, senza evidenza di un effetto indipendente della concomitante HT. Questi dati suggeriscono che l’autoimmunità tiroidea eserciti un impatto predominante sul parenchima tiroideo circostante piuttosto che sulle caratteristiche ecografiche intrinseche del nodulo PTC. Nel loro insieme, i risultati indicano inoltre che nei pazienti con PTC associato a HT il quadro ecografico del parenchima tiroideo è più frequentemente indicativo di un processo infiammatorio cronico più severo, potenzialmente associato a un aumentato rischio di carcinogenesi tiroidea. Alla luce di tali evidenze, emerge l’importanza di una valutazione ecografica particolarmente accurata nei pazienti con HT, soprattutto nei soggetti di sesso femminile di età compresa tra i 30 e i 50 anni e in presenza di alterazioni parenchimali diffuse e positività anticorpale, al fine di favorire l’identificazione precoce di eventuali noduli sospetti.
Considerati i limiti legati alla natura retrospettiva e monocentrica del presente lavoro, studi prospettici e multicentrici su casistiche più ampie saranno necessari per confermare questi risultati e definire con maggiore precisione il ruolo dell’ecografia nella stratificazione del rischio oncologico nei pazienti con HT.
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