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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01192026-225240


Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
LUNARDINI, SUSANNA
URN
etd-01192026-225240
Titolo
Terapia focale con Echolaser come opzione terapeutica mini-invasiva nel carcinoma prostatico a basso e intermedio rischio: risultati preliminari di uno studio prospettico monocentrico
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
UROLOGIA
Relatori
relatore Prof. Bartoletti, Riccardo
correlatore Prof. Zucchi, Alessandro
Parole chiave
  • carcinoma prostatico
  • Echolaser
  • focal therapy
  • low risk cancer
  • protate cancer
  • terapia focale
Data inizio appello
06/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
06/02/2096
Riassunto
Introduzione - I trattamenti tradizionali per il carcinoma prostatico localizzato includono la prostatectomia radicale o la radioterapia ma presentano delle criticità a causa degli effetti collaterali correlati al trattamento, in particolare disfunzione erettile e incontinenza urinaria. Negli ultimi anni, la terapia focale si è affermata come una valida opzione terapeutica per il carcinoma prostatico localizzato a rischio basso-intermedio in pazienti accuratamente selezionati. Studi a breve e medio termine mostrano risultati accettabili nel controllo del cancro e una ridotta morbilità, tuttavia scarseggiano studi a lungo termine.
Di seguito esamineremo i risultati preliminari sulla terapia ablativa focale con Echolaser SoracteLite (FLA), discutendo del ruolo del follow up (FU) nel breve-medio termine e riassumendo i risultati oncologici e funzionali sulla base dell’esperienza dell’Unità Operativa di Urologia 1 dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana.
Materiali e Metodi - Questo studio prospettico monocentrico prende in esame una serie di 14 procedure di terapia focale per il carcinoma prostatico con Echolaser, eseguite fra gennaio e giugno 2024.
I pazienti sono stati considerati eleggibili in base ai seguenti criteri di inclusione: diagnosi di carcinoma prostatico localizzato (stadi cT1c–cT2b), PSA ≤ 15 ng/ml, Gleason score ISUP 1 (con eventuale inclusione selezionata di ISUP 2 unilaterale secondo protocollo Jupiter), lesione definita come clinicamente significativa e unilaterale secondo mpMRI (PI-RADS ≥ 3), conferma istologica mediante biopsia mirata (fusion) e biopsia sistematica, assenza di metastasi linfonodali o a distanza documentata da imaging (TC, scintigrafia ossea e/o PSMA-PET se disponibile).
Come criteri di esclusione sono stati presi in considerazione: Tumore multifocale clinicamente significativo di stadio cT2c o superiore, precedenti trattamenti prostatici oncologici (chirurgia, radioterapia, terapia focale), PSA > 15 ng/ml o sospetto di malattia extracapsulare, coagulopatie non correggibili o controindicazioni all’anestesia e impossibilità di completare follow-up o mancata adesione al protocollo.
Tutte le procedure sono state eseguite da operatori esperti e con approccio trans-perineale.
I pazienti che hanno aderito al protocollo hanno eseguito un follow up che prevede il controllo del dosaggio del PSA a 30, 90 e 180 giorni e l’esecuzione di una Risonanza magnetica multiparametrica (mp MRI) della prostata nell’intervallo di tempo di 180-270 giorni.
Risultati - Fra i benefici di questa metodica troviamo una breve durata di intervento, che in media risulta essere di 50 minuti (45-60 minuti di range).
Il 100% dei pazienti ha eseguito il trattamento in regime di day surgery e il catetere vescicale è stato rimosso in media dopo 7 giorni.
Nessuno dei pazienti ha presentato complicanze di rilievo al momento della rimozione del catetere, fra cui incontinenza urinaria o ritenzione urinaria.
3 pazienti su 14 (21%) ha lamentato sintomi disurici dopo la rimozione del catetere vescicale, risoltosi entro 72 ore.
A 30 giorni abbiamo potuto osservare un lieve aumento medio del PSA rispetto ai valori preoperatori (10,17 vs 7,44 ng/ml) ma l’aumento non è risultato statisticamente significativo.
A 90 e 180 giorni il PSA medio è andato incontro a progressiva riduzione, rispettivamente 7,06 ng/ml e 6,11 ng/ml, mostrando una significatività statistica a 180 giorni (p value di 0,009).
2 dei 14 pazienti selezionati (14,3%) ha sviluppato recidiva al controllo radiologico a 6-9 mesi. Il tasso di recidiva atteso a 5 anni dopo trattamento tradizionale per il carcinoma prostatico a basso rischio corrisponde a circa il 15-20% secondo letteratura, ottenendo un P value pari a 0,65 non statisticamente significativo, dimostrando come i due trattamenti siano equivalenti nel breve-medio termine.
Conclusioni - La terapia focale con Echolaser rappresenta una tecnologia sicura, precisa e funzionalmente conservativa, con risultati oncologici promettenti nel breve-medio termine. La mancanza di dati a lungo termine e l’assenza di trial randomizzati limitano tuttora una piena integrazione nelle linee guida.
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