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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01172025-094100


Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (4 anni)
Autore
MARIOTTI, CATERINA
URN
etd-01172025-094100
Titolo
Cannabis a scopo terapeutico: l'esperienza dell'Azienda USL Toscana Centro
Dipartimento
FARMACIA
Corso di studi
FARMACIA OSPEDALIERA
Relatori
relatore Prof.ssa Martelli, Alma
relatore Dott.ssa Ruffino, Irene
Parole chiave
  • cannabis medica
  • laboratorio galenico
  • normativa
  • preparato galenico
Data inizio appello
07/02/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
07/02/2095
Riassunto
Negli ultimi anni, l'interesse per l'uso terapeutico della cannabis è cresciuto significativamente, spingendo l'introduzione di normative specifiche sia a livello nazionale che regionale per garantire l'accesso ai trattamenti da parte dei pazienti. In Italia, la disciplina normativa sulla cannabis terapeutica è definita dal DPR n. 309/1990 e successive integrazioni, che ne regolano la produzione, la distribuzione e la prescrizione. La Toscana, in particolare, si è distinta per il suo approccio pionieristico, adottando misure che favoriscono la sperimentazione e l'erogazione di terapie a base di cannabinoidi tramite il Servizio Sanitario Regionale (SSR). La Legge Regionale n. 18/2012 e successive delibere ne hanno disciplinato l’uso clinico, prevedendo l’accesso gratuito per pazienti affetti da dolore oncologico e neuropatico, spasticità da sclerosi multipla, e sindrome di Gilles de la Tourette.

La tesi analizza l’esperienza del Laboratorio Galenico dell’Ospedale Santa Maria Nuova di Firenze, che dal 2014 rappresenta il centro di riferimento per la preparazione e distribuzione di preparati galenici a base di cannabinoidi per l’area metropolitana fiorentina e, dal 2017, per l'intera Area Vasta Centro. Il laboratorio si occupa della preparazione di formulazioni personalizzate per garantire un equilibrio ottimale tra efficacia terapeutica e minimizzazione degli effetti collaterali, seguendo le Norme di Buona Preparazione della Farmacopea Ufficiale.

La cannabis è una pianta utilizzata sin dall'antichità per scopi rituali, industriali e medici. I primi riferimenti storici al suo uso terapeutico risalgono al 2737 a.C. in Cina, dove veniva impiegata per trattare gotta, malaria e disordini femminili. Nel corso dei millenni, la cannabis ha trovato spazio nella medicina di varie culture, fino a essere introdotta nella medicina occidentale nel XIX secolo grazie agli studi di William B. O’Shaughnessy. Dopo un periodo di declino, dovuto alla sua inclusione tra le sostanze stupefacenti nel XX secolo, l’interesse scientifico è rinato negli anni ‘60, con la scoperta del tetraidrocannabinolo (THC) da parte del chimico israeliano Raphael Mechoulam.

Dal punto di vista botanico, la cannabis appartiene alla famiglia delle Cannabacee e comprende diverse specie e sottospecie, tra cui Cannabis sativa e Cannabis indica. I principali composti attivi, i cannabinoidi, sono sintetizzati principalmente nelle infiorescenze femminili: includono il THC e il cannabidiolo (CBD). Questi interagiscono con il sistema endocannabinoide umano, influenzando numerosi processi fisiologici.

L’Italia ha introdotto l’uso medico della cannabis nel 2006, inizialmente limitandosi all’importazione di preparazioni dall’estero. Nel 2014, per garantire una maggiore autonomia produttiva è stato avviato un progetto pilota grazie ad un accordo tra il Ministero della Salute e il Ministero della Difesa che ha autorizzato lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze alla produzione di cannabis. Tuttavia, l’elevata domanda ha rapidamente superato la capacità produttiva dello Stabilimento, rendendo necessario continuare a importare cannabis dall’estero. Per ottimizzare i costi e semplificare la filiera, lo stesso Stabilimento Chimico Farmaceutico si occupa dell’importazione diretta, assicurando così una fornitura più stabile e sostenibile per il sistema sanitario nazionale.

Il Laboratorio Galenico dell’Ospedale Santa Maria Nuova è stato scelto come centro di riferimento per l’allestimento dei preparati galenici a base di cannabinoidi. Questa scelta ha permesso di centralizzare le operazioni, ottimizzare i costi e garantire una qualità uniforme. Il Laboratorio gestisce l’intero processo, dall’approvvigionamento della materia prima, alla preparazione, al controllo qualità e alla distribuzione.

I preparati galenici a base di cannabis allestiti dal Laboratorio includono formulazioni personalizzate pensate per soddisfare le esigenze specifiche dei pazienti. Tra queste, le cartine sono utilizzabili sia per decozione, sia tramite vaporizzazione, un metodo che garantisce un rilascio rapido ed efficace dei principi attivi. Un'altra opzione terapeutica è rappresentata dalla soluzione oleosa, ideata per la somministrazione orale, che offre praticità e una facile modulazione del dosaggio, risultando particolarmente utile nei trattamenti che richiedono un rilascio graduale delle sostanze attive.

Nonostante la letteratura scientifica presenti ancora alcune lacune riguardo all’efficacia globale e alle indicazioni d’uso della cannabis terapeutica, l’esperienza clinica ha evidenziato un miglioramento significativo nella qualità della vita dei pazienti. Questo è particolarmente evidente in condizioni come la spasticità e il dolore cronico, dove il trattamento personalizzato ha dimostrato di essere efficace.

L’esperienza del Laboratorio Galenico di Santa Maria Nuova, dotato della certificazione ISO 9001, rappresenta un modello di eccellenza nell’implementazione di terapie a base di cannabis in Italia. Dal 2014, il numero di pazienti trattati è cresciuto esponenzialmente, passando da 26 ad oltre 600 nel 2024. Questo incremento è stato reso possibile da una gestione centralizzata, dall’adozione di procedure di qualità, dall’aumento delle evidenze scientifiche sull’efficacia dei cannabinoidi unito alla personalizzazione delle terapie galeniche, ottimizzando costi e garantendo continuità terapeutica.

La cannabis medica offre un’opzione di trattamento innovativa ed efficace per condizioni cliniche complesse. Tuttavia, è necessaria una maggiore ricerca per consolidare le evidenze scientifiche e ampliare le indicazioni terapeutiche rimborsate per offrire ai clinici un’ulteriore alternativa nel panorama dei cannabinoidi, con lo scopo di migliorare la qualità di vita dei pazienti.
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