Tesi etd-01152026-234840 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
D'ANGELO, PAOLO
URN
etd-01152026-234840
Titolo
Il Microcosmo del Linguaggio. Un Itinerario tra Humboldt e Hegel
Dipartimento
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
FILOSOFIA E FORME DEL SAPERE
Relatori
relatore Prof. Manca, Danilo
correlatore Prof. Frilli, Guido
correlatore Prof. Frilli, Guido
Parole chiave
- Formung
- linguaggio
- mediazione linguistica
- pensiero
Data inizio appello
06/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
06/02/2066
Riassunto
L'obiettivo di questo lavoro è quello di mettere in dialogo la differente riflessione sul linguaggio da parte di Hegel e Humboldt. Mettere a confronto le soluzioni messe a punto dai due autori risulta di particolare interesse in virtù della loro natura opposta: se al centro del pensiero humboldtiano troviamo la lingua e il linguaggio nella loro funzione di dare forma ai pensieri e di esercitare una certa influenza sul modo di pensare stesso di ogni essere umano, in Hegel possiamo osservare come, anche se il linguaggio ricopre un ruolo centrale all’interno della sua filosofia, questo non viene considerato come fondamentale tanto per la costituzione del pensiero stesso, quanto per la sua espressione. Hegel e Humboldt rappresentano quindi i due poli entro i quali il nostro percorso si sviluppa, ma non solo i soli autori che incontreremo lungo il nostro cammino: in questo senso, il punto di partenza non è costituto né da Humboldt né da Hegel, ma è da ricercare nei presupposti e nello sfondo teorico che sta dietro alla loro riflessione e all’interno del quale si muovono. Prenderemo quindi le mosse, nella prima sezione, a partire da Herder e Hamann, analizzando i loro primi scritti sul linguaggio fino ad arrivare alle elaborazioni più mature derivanti dal loro confronto con la filosofia di Kant: proprio le obiezioni mosse contro la filosofia kantiana, colpevole di non aver riservato alcun posto al linguaggio all’interno del proprio sistema, ci forniranno l’occasione per passare, nel secondo paragrafo, all’analisi del pensiero linguistico di Kant. Avremo quindi modo di vedere non solo come Kant si sia effettivamente occupato del linguaggio all’interno della sua riflessione, ma anche come sia ricorso a esso in alcuni snodi fondamentali della sua filosofia. Nel terzo paragrafo, partiremo dal tentativo di Fichte di trovare un posto al linguaggio all’interno di una prospettiva critica per mezzo di una storia a priori della lingua, per poi passare alla nascita della linguistica analizzando alcuni testi fondamentali di Friedrich Schelge e Bopp, soffermandoci anche sul confronto della nascente disciplina con le scienze naturali. Il paragrafo si chiuderà facendo accenno a una polemica che a metà dell’Ottocento ebbe luogo tra Schelling e Jacob Grimm sull’origine del linguaggio: si tratta di un problema di competenza della filosofia o della linguistica? Infine, la prima sezione si chiuderà con il quarto paragrafo, interamente dedicato al pensiero di Humboldt. Toccheremo tutte i punti fondamentali della riflessione humboldtiana sul linguaggio: la natura del segno linguistico, la differenza tra linguaggio e lingua, la definizione del linguaggio come energeia. A risultare centrali nella nostra trattazione saranno il concetti di forma della lingua, intesa come processo di formazione [Formung] e la definizione del linguaggio come organo formativo del pensiero.
La seconda sezione è interamente dedicata alla riflessione di Hegel sul linguaggio. Adotteremo, qui, un particolare punto di vista, che costituirà il filo conduttore nella nostra interpretazione, che è quello delle differenti manifestazioni del linguaggio all’interno della Fenomenologia dello Spirito. Il punto di partenza verrà quindi rintracciato nella prima ed effettiva manifestazione del linguaggio all’interno dell’opera, cioè nello spirito: da qui prenderemo le mosse per parlare del linguaggio della rappresentazione, che assume la sua forma più alta nella religione, facendo ricorso anche alla psicologia, contenuta all’interno dello spirito soggettivo nell’Enciclopedia, oltre che ai progetti di sistema jenesi per chiarire l’origine intersoggettiva del linguaggio e il ruolo particolare ricoperto dalla memoria nella produzione e nella conservazione della lingua. Da qui, ci muovere a ritroso, in primo luogo parlando dell’aspetto semiotico e di quello semantico del linguaggio, cioè del segno linguistico e del suo riferimento, rispettivamente a partire dalle figure della fisiognomica e della certezza sensibile della Fenomenologia dello Spirito. Infine, approderemo alla dimensione propriamente filosofica del pensiero, affrontando il problema di come Hegel delinei il rapporto tra linguaggio e pensiero, specialmente nel merito dell’esposizione filosofica stessa, facendo riferimento alla prefazione alla Fenomenologia dello Spirito, oltre che a quella alla seconda edizione della Scienza della Logica: da qui muoveremo verso il problema della proposizione speculativo, del linguaggio della filosofia e della possibilità di poter esporre, attraverso il linguaggio, l’oggettività del pensiero.
Nel primo paragrafo della terza e ultima sezione, saranno chiamati in causa Steinthal e Cassirer, ai quali sarà affidato il compito di definire la cornice dei problemi che affronteremo in seguito, nella misura in cui entrambi ci offrono delle possibili interpretazioni nelle quali cercano di tenere insieme alcuni degli autori che abbiamo incontrato. Nei paragrafi successivi, invece, metteremo a confronto la riflessione, non solo di Humboldt e Hegel, ma anche degli altri autori che abbiamo incontrato nel nostro percorso, su tre temi specifici che, pur non esaurendo l’intero ambito del linguaggio, risultano comunque centrali al suo interno. In primo luogo, nel secondo paragrafo, ci occuperemo della dimensione sonora del linguaggio, nello specifico del ruolo e delle funzioni della voce e dell’udito e nei rispetti della produzione e dell’utilizzo del linguaggio. Nel terzo paragrafo ci occuperemo delle diverse soluzioni che sono state date circa la natura del segno linguistico e del simbolo: questo paragrafo ci porterà a toccare certi temi e problemi che rimanderanno e troveranno la loro soluzione soltanto nel quarto paragrafo, nel quale ci soffermeremo sui differenti modi in cui il rapporto tra linguaggio e pensiero e la funzione del linguaggio nei rispetti della possibilità di avere una conoscenza oggettiva sono stati delineati, riservando particolare attenzione nei confronti delle soluzioni di Kant, Humboldt e Hegel.
La seconda sezione è interamente dedicata alla riflessione di Hegel sul linguaggio. Adotteremo, qui, un particolare punto di vista, che costituirà il filo conduttore nella nostra interpretazione, che è quello delle differenti manifestazioni del linguaggio all’interno della Fenomenologia dello Spirito. Il punto di partenza verrà quindi rintracciato nella prima ed effettiva manifestazione del linguaggio all’interno dell’opera, cioè nello spirito: da qui prenderemo le mosse per parlare del linguaggio della rappresentazione, che assume la sua forma più alta nella religione, facendo ricorso anche alla psicologia, contenuta all’interno dello spirito soggettivo nell’Enciclopedia, oltre che ai progetti di sistema jenesi per chiarire l’origine intersoggettiva del linguaggio e il ruolo particolare ricoperto dalla memoria nella produzione e nella conservazione della lingua. Da qui, ci muovere a ritroso, in primo luogo parlando dell’aspetto semiotico e di quello semantico del linguaggio, cioè del segno linguistico e del suo riferimento, rispettivamente a partire dalle figure della fisiognomica e della certezza sensibile della Fenomenologia dello Spirito. Infine, approderemo alla dimensione propriamente filosofica del pensiero, affrontando il problema di come Hegel delinei il rapporto tra linguaggio e pensiero, specialmente nel merito dell’esposizione filosofica stessa, facendo riferimento alla prefazione alla Fenomenologia dello Spirito, oltre che a quella alla seconda edizione della Scienza della Logica: da qui muoveremo verso il problema della proposizione speculativo, del linguaggio della filosofia e della possibilità di poter esporre, attraverso il linguaggio, l’oggettività del pensiero.
Nel primo paragrafo della terza e ultima sezione, saranno chiamati in causa Steinthal e Cassirer, ai quali sarà affidato il compito di definire la cornice dei problemi che affronteremo in seguito, nella misura in cui entrambi ci offrono delle possibili interpretazioni nelle quali cercano di tenere insieme alcuni degli autori che abbiamo incontrato. Nei paragrafi successivi, invece, metteremo a confronto la riflessione, non solo di Humboldt e Hegel, ma anche degli altri autori che abbiamo incontrato nel nostro percorso, su tre temi specifici che, pur non esaurendo l’intero ambito del linguaggio, risultano comunque centrali al suo interno. In primo luogo, nel secondo paragrafo, ci occuperemo della dimensione sonora del linguaggio, nello specifico del ruolo e delle funzioni della voce e dell’udito e nei rispetti della produzione e dell’utilizzo del linguaggio. Nel terzo paragrafo ci occuperemo delle diverse soluzioni che sono state date circa la natura del segno linguistico e del simbolo: questo paragrafo ci porterà a toccare certi temi e problemi che rimanderanno e troveranno la loro soluzione soltanto nel quarto paragrafo, nel quale ci soffermeremo sui differenti modi in cui il rapporto tra linguaggio e pensiero e la funzione del linguaggio nei rispetti della possibilità di avere una conoscenza oggettiva sono stati delineati, riservando particolare attenzione nei confronti delle soluzioni di Kant, Humboldt e Hegel.
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