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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01152026-165355


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
TOMMESANI, SARA
URN
etd-01152026-165355
Titolo
Leopardi e Schopenhauer nel dibattito filosofico: genesi, ricezione ed eredità del pensiero oltre il pessimismo
Dipartimento
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
FILOSOFIA E FORME DEL SAPERE
Relatori
relatore Mori, Luca
correlatore Iacono, Alfonso Maurizio
Parole chiave
  • crisi di senso
  • desiderio incessante
  • filosofia e letteratura
  • filosofia e poesia
  • Leopardi
  • nichilismo
  • nihilism
  • nothingness
  • nulla
  • pessimism
  • pessimismo
  • Schopenhauer
Data inizio appello
06/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
06/02/2029
Riassunto
Il presente lavoro propone un’analisi del confronto tra Leopardi e Schopenhauer all’interno del pessimismo moderno, che nasce nell’Ottocento in reazione alle filosofie illuministiche e all’ottimismo del progresso. L’indagine ricostruisce l’accostamento tra i due pensatori e la sua evoluzione critica da De Sanctis fino alle interpretazioni contemporanee. L’obiettivo è mostrare come questo parallelo rappresenti un elemento significativo della riflessione filosofica, mettendo in luce risposte diverse alla crisi di senso. Pur nella convergenza sull’idea del desiderio incessante, destinato a non essere soddisfatto, Schopenhauer interpreta la natura come volontà e propone compassione ed ascesi, mentre Leopardi la concepisce come meccanismo indifferente e si affida a poesia, immaginazione e solidarietà civile come strumenti di resistenza. Il confronto rivela come entrambi i pensatori individuino, al di sotto del pessimismo, l’operare del nulla, che non si limita agli stati d’animo negativi ma mette in crisi il senso stesso della vita. Questo nulla può essere interpretato in una duplice prospettiva: distruttiva, in quanto cancella certezze, e creativa, perché apre possibilità di nuovi significati. Se infatti in Schopenhauer il riconoscimento del nulla porta al superamento del dolore attraverso il distacco e la negazione della volontà, in Leopardi esso si traduce in una tensione etica e conoscitiva, capace di affrontare l’esistenza con consapevolezza delle illusioni. Si delinea così una forma di risposta al nichilismo che, pur nelle differenze, permette di intendere il pensiero tragico come strumento critico per interpretare la fragilità dell’uomo contemporaneo.
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The present work proposes a comparison between Leopardi and Schopenhauer within modern pessimism, which emerged in the nineteenth century in reaction to Enlightenment philosophies and the optimism of progress. The investigation reconstructs the juxtaposition between the two thinkers and its critical evolution from De Sanctis up to contemporary interpretations. The objective is to show how this parallel represents a significant element of philosophical reflection, highlighting different responses to the crisis of meaning. Despite the convergence on the idea of incessant desire, destined not to be satisfied, Schopenhauer interprets nature as will and proposes compassion and ascesis, while Leopardi conceives it as an indifferent mechanism and relies on poetry, imagination, and social solidarity as instruments of resistance. The comparison reveals how both thinkers identify, beneath the pessimism, the working of nothingness, which is not limited to negative moods but challenges the very meaning of life. This nothingness can be interpreted in two ways: destructive, insofar as it cancels certainties, and creative, because it opens possibilities for new meanings. Indeed, in Schopenhauer the recognition of nothingness leads to the overcoming of pain through detachment and the negation of the will, whereas in Leopardi it translates into an ethical and cognitive tension, capable of facing existence with an awareness of illusions. Thus, a form of response to nihilism is outlined which, despite the differences, enables an understanding of tragic thought as a critical tool for interpreting the fragility of contemporary humanity.
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