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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01132026-184024


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
PENGUE, ADRIANA
URN
etd-01132026-184024
Titolo
Il bilinguismo italo-canadese: uno studio di caso sull'italiano di parlanti di prima e seconda generazione
Dipartimento
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
LINGUISTICA E TRADUZIONE
Relatori
relatore Gallina, Francesca
Parole chiave
  • bilinguismo
  • Canada
  • code-switching
  • contatto linguistico
  • heritage italian
  • heritage language
  • Italia
  • Italiano come lingua ereditaria
  • Italy
  • language contact
  • migrazione
Data inizio appello
06/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
06/02/2096
Riassunto
La presente tesi analizza l’italiano parlato da soggetti appartenenti alla prima e alla seconda generazione di immigrati italiani in Canada attraverso uno studio di caso di tipo qualitativo. L’obiettivo principale è indagare le modalità di acquisizione, uso e mantenimento dell’italiano in un contesto migratorio, soffermandosi in particolare sulle differenze intergenerazionali e sull’influenza esercitata dal contatto linguistico con la lingua dominante. Lo studio si basa sull’analisi di sei interviste sociolinguistiche e cinque test linguistici, strumenti che consentono di osservare sia la competenza linguistica dei parlanti sia le loro pratiche comunicative effettive.

La tesi è strutturata in quattro capitoli principali, preceduti da un’introduzione e seguiti da una sezione conclusiva. I primi due capitoli hanno carattere teorico e forniscono il quadro concettuale di riferimento, mentre i capitoli terzo e quarto sono dedicati alla parte sperimentale e all’analisi dei dati.

Il primo capitolo teorico affronta i principali concetti legati alla variazione linguistica e all’acquisizione della lingua. Viene analizzata la nozione di varietà linguistica, con particolare attenzione ai repertori plurilingui dei parlanti in situazioni di contatto. Il capitolo approfondisce inoltre il rapporto tra lingua e dialetto, considerando la specificità del contesto italiano e il ruolo che tali varietà assumono nelle comunità migranti. Ampio spazio è dedicato al concetto di heritage language, intesa come lingua trasmessa in ambito familiare ma non sempre pienamente acquisita, spesso soggetta a riduzione dell’input e a processi di ristrutturazione. Viene infine esaminato il bilinguismo, distinguendo tra diverse tipologie e confrontando alcuni modelli teorici utili a interpretare i fenomeni linguistici osservati nei parlanti di prima e seconda generazione.

Il secondo capitolo teorico è dedicato alla storia della migrazione italiana e al contesto migratorio canadese. Dopo una panoramica sulle principali ondate migratorie dall’Italia verso il Canada, il capitolo si concentra sulle condizioni sociali, economiche e linguistiche in cui gli immigrati italiani si sono inseriti. Viene analizzato il ruolo delle comunità italiane nella conservazione della lingua e della cultura d’origine, nonché l’impatto della lingua dominante, l’inglese, sulla trasmissione intergenerazionale dell’italiano. In questo contesto, l’italiano viene considerato come lingua minoritaria, la cui vitalità dipende da fattori sociali, familiari e istituzionali.

Il terzo capitolo introduce la parte sperimentale della ricerca e descrive il campione e la metodologia adottata. I partecipanti allo studio appartengono alla prima e alla seconda generazione di immigrati italiani e presentano profili linguistici diversi per grado di esposizione all’italiano. Le interviste sociolinguistiche sono state utilizzate per stimolare una produzione linguistica spontanea, permettendo di osservare fenomeni quali l’alternanza di codice, le interferenze linguistiche e l’uso di varietà non standard. I test linguistici, invece, sono stati progettati per valutare specifici aspetti della competenza linguistica, tra cui il lessico e la morfosintassi.

Il quarto capitolo è dedicato all’analisi qualitativa dei dati raccolti. L’analisi evidenzia differenze rilevanti tra i parlanti di prima e seconda generazione. I primi mostrano generalmente una maggiore stabilità nell’uso dell’italiano, sebbene siano presenti fenomeni di contatto con l’inglese e, in alcuni casi, con il dialetto. I parlanti di seconda generazione presentano invece una competenza più variabile, spesso limitata all’ambito familiare e fortemente influenzata dalla lingua dominante.

Le conclusioni riassumono i principali risultati dello studio e ne discutono le implicazioni. La tesi mostra come l’italiano, in quanto heritage language, sia soggetto a processi di cambiamento, ma rimanga al tempo stesso un elemento centrale dell’identità dei parlanti, sottolineando l’importanza di ulteriori ricerche e di politiche di valorizzazione del plurilinguismo.


This thesis examines the use of Italian among first- and second-generation Italian immigrants in Canada through a qualitative case study. The main aim of the research is to investigate how Italian is acquired, used, and maintained in a migratory context, with particular focus on intergenerational differences and the effects of language contact with the dominant language. The study is based on the analysis of six sociolinguistic interviews and five linguistic tests, which allow for an in-depth observation of both linguistic competence and actual language practices.

The thesis is structured into four main chapters, preceded by an introduction and followed by a concluding section. The first two chapters provide the theoretical framework, while the third and fourth chapters focus on the experimental component and the analysis of the data.

The first theoretical chapter introduces the key concepts related to linguistic variation and language acquisition. It discusses the notion of linguistic variety and highlights the complexity of multilingual repertoires in contact situations. The relationship between language and dialect is examined with reference to the Italian context and its extension to migrant communities. Particular attention is devoted to the concept of heritage languages, defined as languages transmitted within the family but often acquired under conditions of reduced input and limited domains of use. The chapter also addresses bilingualism, outlining different types and comparing several theoretical models that are relevant for interpreting the linguistic behavior of first- and second-generation speakers.

The second theoretical chapter focuses on the history of Italian migration and the Canadian migratory context. It provides an overview of the major waves of Italian immigration to Canada and examines the social and economic conditions that shaped the settlement of Italian communities. The chapter also discusses the role of diaspora communities in maintaining the Italian language and culture, as well as the impact of English as the dominant language on intergenerational language transmission. Within this framework, Italian is analyzed as a minority language whose maintenance depends on social, familial, and institutional factors.

The third chapter presents the experimental design of the study, describing the participants and the methodology in detail. The sample includes first- and second-generation speakers with different levels of exposure to Italian. Sociolinguistic interviews were used to elicit spontaneous speech, allowing the observation of phenomena such as code-switching, cross-linguistic interference, and the use of non-standard varieties. Linguistic tests were employed to assess specific aspects of linguistic competence, including vocabulary and morphosyntactic structures.

The fourth chapter is devoted to the qualitative analysis of the collected data. The findings reveal clear differences between first- and second-generation speakers. First-generation speakers generally demonstrate greater stability in their use of Italian, although instances of contact-induced change and influence from English and dialects are observed. In contrast, second-generation speakers display more variable competence, often restricted to the family domain and more strongly influenced by the dominant language.

The concluding section summarizes the main results and discusses their implications. The thesis shows that Italian as a heritage language undergoes processes of change and restructuring, while remaining a key component of speakers’ identity. The study highlights the importance of further research and of educational policies aimed at supporting multilingualism and heritage language maintenance.
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