Tesi etd-01122026-121954 |
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Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
STABILE, MONICA
URN
etd-01122026-121954
Titolo
L'acido lattico come possibile predittore di danno neurologico nei neonati con encefalopatia ipossico-ischemica.
Dipartimento
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Corso di studi
PEDIATRIA
Relatori
relatore Prof. Filippi, Luca
Parole chiave
- encephalopathy hypoxic-ischemic
- Lactate
- Neurodevelopmental outcome
- Therapeutic hypothermia
Data inizio appello
27/01/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
27/01/2066
Riassunto
L’asfissia perinatale e la conseguente encefalopatia ipossico-ischemica (EII) rappresentano una delle principali cause di mortalità e disabilità neurologica nel neonato. Nonostante l’ipotermia terapeutica costituisca oggi il trattamento di riferimento e abbia migliorato significativamente la prognosi, una quota rilevante di neonati sviluppa comunque esiti neurologici avversi, rendendo necessaria l’individuazione di marcatori prognostici precoci e affidabili.
Questo studio retrospettivo valuta il ruolo del lattato nel sangue cordonale come biomarcatore precoce di danno neurologico nei neonati con EII, confrontandone l’accuratezza prognostica con il Base Excess (BE). L’obiettivo è verificare se il lattato, parametro facilmente e rapidamente disponibile alla nascita, possa migliorare la stratificazione del rischio e supportare le decisioni cliniche nelle prime ore di vita.
I risultati mostrano un’associazione significativa tra valori elevati di lattato alla nascita e lo sviluppo di esiti neurologici sfavorevoli, inclusi reperti patologici alla risonanza magnetica, paralisi cerebrale infantile e disturbi neuro evolutivi. Rispetto al BE, il lattato dimostra una maggiore capacità discriminativa e un valore predittivo indipendente anche dopo aggiustamento per i principali fattori perinatali. Le analisi ROC evidenziano una buona accuratezza diagnostica, in particolare per la predizione della paralisi cerebrale infantile.
Nel complesso, lo studio propone il lattato del sangue cordonale come un biomarcatore precoce e clinicamente utile per la valutazione iniziale della gravità dell’insulto ipossico-ischemico e della prognosi neurologica, con potenziali ricadute sulla selezione dei candidati all’ipotermia terapeutica e sulla pianificazione del follow-up.
Questo studio retrospettivo valuta il ruolo del lattato nel sangue cordonale come biomarcatore precoce di danno neurologico nei neonati con EII, confrontandone l’accuratezza prognostica con il Base Excess (BE). L’obiettivo è verificare se il lattato, parametro facilmente e rapidamente disponibile alla nascita, possa migliorare la stratificazione del rischio e supportare le decisioni cliniche nelle prime ore di vita.
I risultati mostrano un’associazione significativa tra valori elevati di lattato alla nascita e lo sviluppo di esiti neurologici sfavorevoli, inclusi reperti patologici alla risonanza magnetica, paralisi cerebrale infantile e disturbi neuro evolutivi. Rispetto al BE, il lattato dimostra una maggiore capacità discriminativa e un valore predittivo indipendente anche dopo aggiustamento per i principali fattori perinatali. Le analisi ROC evidenziano una buona accuratezza diagnostica, in particolare per la predizione della paralisi cerebrale infantile.
Nel complesso, lo studio propone il lattato del sangue cordonale come un biomarcatore precoce e clinicamente utile per la valutazione iniziale della gravità dell’insulto ipossico-ischemico e della prognosi neurologica, con potenziali ricadute sulla selezione dei candidati all’ipotermia terapeutica e sulla pianificazione del follow-up.
File
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La tesi non è consultabile. |
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