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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01122026-025722


Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
GIAMPAOLI, SARA
URN
etd-01122026-025722
Titolo
Tromboaspirazione nel trattamento dell'embolia polmonare acuta a rischio intermedio-alto e alto: benefici a breve e lungo termine.
Dipartimento
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Corso di studi
MEDICINA D'EMERGENZA URGENZA
Relatori
relatore Prof. Ghiadoni, Lorenzo
correlatore Dott.ssa Angiolotti, Sara
Parole chiave
  • percutaneous aspiration
  • percutaneous mechanical thrombectomy
  • pulmunary embolism
  • residual pulmonary vascular disfunction
  • RV/LV ratio
Data inizio appello
27/01/2026
Consultabilità
Tesi non consultabile
Riassunto
La gestione dell’embolia polmonare acuta è ampiamente descritta dalle linee guida di Società di Cardiologia sia Americane che Europee. Nel caso di instabilità emodinamica è fondamentale una rapida riperfusione polmonare, in particolare tramite la somministrazione di trombolisi sistemica.
Nei pazienti emodinamicamente stabili ma con evidenza strumentale/biomarkers di sofferenza cardiaca, si effettua invece uno stretto monitoraggio nella fase iniziale con l’obiettivo di somministrare un trattamento riperfusivo in caso di comparsa di segni di shock.
E’ ampiamente dimostrato che il trattamento fibrinolitico riduce la mortalità e il rischio di deterioramento emodinamico. Tuttavia, questo trattamento si associa ad un significativo aumento del rischio di sanguinamenti maggiori.
Per queste complicanze e per la necessità di offrire strategie alternative ai pazienti con controindicazioni al trattamento trombolitico o che permangono emodinamicamente compromessi nonostante la trombolisi, si sono sviluppate nel corso degli anni tecniche alternative di riperfusione polmonare per via transcatetere. Al momento molti studi si stanno soffermando inoltre sul ruolo che potrebbero avere queste nuove procedure nel trattamento di pazienti con stabilità emodinamica ma rischio di evoluzione infausta (rischio intermedio-alto).

Questo studio osservazionale realizzato presso l’Ospedale di Livorno, in collaborazione con la Radiologia Interventistica, prende in considerazione la tromboaspirazione, quale tecnica di riperfusione transcatetere.
I pazienti arruolati nello studio presentano embolia polmonare acuta a rischio alto o intermedio-alto (secondo le linee guida dell’European Society of Cardiology), coinvolgimento di almeno un vaso principale o lobare e segni ecocardiografici di sovraccarico destro.
Dall’analisi dei dati è stato osservato che il tasso di sopravvivenza dei pazienti sottoposti a tromboaspirazione è alto (90%).
Eventi avversi, in particolare sanguinamenti, si sono verificati raramente; questo dimostra la sicurezza della procedura.
L’efficacia del trattamento è stata valutata dall’andamento dei segni ecocardiografici di sovraccarico destro; dei pazienti che sono stati sottoposti a regolari controlli seriati, tutti presentano un miglioramento degli indici di sovraccarico destro entro la durata del ricovero e in particolare un 32% entro 48 ore dalla procedura e un 22.5% entro 24 ore.

Infine questo studio si propone di essere prospettico per quanto riguarda la valutazione dei pazienti a distanza, per valutare il tasso di sviluppo di malattia residua e la permanenza del difetto di perfusione a scintigrafie di controllo e 3 e 6 mesi.

I risultati dello studio sono ancora ampiamente preliminari, vista la scarsità del campione e la presenza di bias dovuti alla non ancora standardizzazione della procedura ospedaliera; i primi risultati ottenuti risultano però incoraggianti e in linea con i dati presenti in letteratura.
Prospettiva per il futuro è la standardizzazione di un protocollo di gestione dei pazienti sottoposti a tromboaspirazione come procedura aziendale nell’Ospedale di Livorno.

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