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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01112026-190853


Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
BERRA, DARIO
URN
etd-01112026-190853
Titolo
Analisi real world del trattamento chemio - immunoterapico nel microcitoma polmonare malattia estesa
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
ONCOLOGIA MEDICA
Relatori
relatore Prof. Petrini, Iacopo
Parole chiave
  • analisi real world
  • carcinoma polmonare a piccole cellule
  • chemioimmunoterapia
  • chemoimmunotherapy
  • real world analysis
  • small cell lung cancer
Data inizio appello
27/01/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
27/01/2096
Riassunto
Il carcinoma polmonare a piccole cellule è un tumore aggressivo che, nella maggioranza dei casi, è diagnosticato in stadio avanzato. L’aggiunta dell’immunoterapia alla chemioterapia con platino–etoposide determina un incremento della sopravvivenza dei pazienti arruolati negli studi IMpower 133 e Caspian, che valutano, rispettivamente, atezolizumab e durvalumab. Tuttavia, gli studi clinici includono pazienti molto selezionati e l’analisi dei risultati nella pratica clinica reale resta di grande interesse per gli oncologi. Pertanto, abbiamo condotto uno studio osservazionale di coorte retrospettivo che ha incluso 95 pazienti con tumore del polmone a piccole cellule, consecutivamente trattati con chemioimmunoterapia tra giugno 2020 e agosto 2025 presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana.
Ottantaquattro pazienti sono stati trattati con atezolizumab più chemioterapia e 11 con durvalumab più chemioterapia. La sopravvivenza globale mediana era di 12 mesi (95% CI: 10,1 – 13,9), in linea con quella degli studi IMpower 133 e Caspian (rispettivamente 12,3 e 12,9 mesi). La sopravvivenza libera da progressione mediana era di 6 mesi (95% CI: 5,4-6,6), in linea con quella degli studi IMpower 133 e Caspian (rispettivamente 5,2 e 5,4 mesi).
Nell’analisi univariata per la sopravvivenza globale, il sesso, il status di performance 0, la presenza di reazioni immunorelate, la radioterapia sul residuo di malattia mediastinico e la radioterapia panencefalica profilattica risultavano fattori prognostici significativi. Nell’analisi multivariata venivano confermati il trattamento del residuo di malattia mediastinica e lo sviluppo di eventi aversi immunorelati come fattori prognostici indipendenti.
Nell’analisi univariata per la sopravvivenza libera da progressione, il sesso, il status di performance 0, la presenza di reazioni immunorelate e la radioterapia sul residuo di malattia mediastinico risultavano fattori prognostici significativi. Nell’analisi multivariata venivano confermati il trattamento del residuo di malattia mediastinica e lo sviluppo di eventi aversi immunorelati come fattori prognostici indipendenti.
In conclusione, il trattamento chemio-immunoterapico nella pratica clinica conferma i risultati degli studi clinici. Una sopravvivenza migliore era stata osservata nei pazienti che avevano ricevuto un trattamento radioterapico sul residuo mediastinico di malattia. Tuttavia, questo trattamento è riservato a pazienti con miglior risposta alla chemioimmunoterapia e a condizioni cliniche che costituiscono un importante bias di selezione. Infine, come nei tumori del polmone non a piccole cellule, la comparsa di reazioni avverse immnorelate sembrerebbe un fattore predittivo di risposta al trattamento chemio-immunoterapico.

Small-cell lung cancer is an aggressive malignancy, frequently diagnosed at an advanced stage. The addition of immunotherapy to platinum–etoposide chemotherapy has improved survival in patients enrolled in the IMpower133 and CASPIAN trials, evaluating atezolizumab and durvalumab, respectively. However, clinical trials include highly selected patients, and the analysis of outcomes in real-world clinical practice remains of great interest to oncologists. Therefore, we conducted a retrospective observational cohort study including 95 patients with small-cell lung cancer who were consecutively treated with chemoimmunotherapy between June 2020 and August 2025 at the Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana.
Eighty-four patients received atezolizumab plus chemotherapy, and 11 received durvalumab plus chemotherapy. Median overall survival was 12 months (95% CI: 10.1–13.9), consistent with the IMpower133 and CASPIAN trials (12.3 and 12.9 months, respectively). Median progression-free survival was 6 months (95% CI: 5.4–6.6), in line with IMpower133 and CASPIAN (5.2 and 5.4 months, respectively).
In univariate analysis for overall survival, sex, performance status 0, the occurrence of immune-related adverse events, radiotherapy to residual mediastinal disease, and prophylactic cranial irradiation were identified as significant prognostic factors. In multivariate analysis, radiotherapy to residual mediastinal disease and the development of immune-related adverse events were confirmed as independent prognostic factors.
In univariate analysis for progression-free survival, sex, performance status 0, the occurrence of immune-related adverse events, and radiotherapy to residual mediastinal disease were significant prognostic factors. Multivariate analysis confirmed radiotherapy to residual mediastinal disease and the development of immune-related adverse events as independent prognostic factors.
In conclusion, chemoimmunotherapy in real-world clinical practice confirms the results of clinical trials. Improved survival was observed in patients who received radiotherapy for residual mediastinal disease; however, this treatment is reserved for patients with a better response to chemoimmunotherapy and favorable clinical conditions, thereby introducing significant selection bias. Finally, as observed in non-small-cell lung cancer, the occurrence of immune-related adverse events appears to be a predictive factor of response to chemoimmunotherapy.
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