logo SBA

ETD

Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01092026-121208


Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
VIGNANI, MARTINA
URN
etd-01092026-121208
Titolo
Indicatori prognostici nell'outcome dei pazienti con Embolia Polmonare acuta: confronto tra due popolazioni in USL Toscana Nord-Ovest
Dipartimento
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Corso di studi
MEDICINA D'EMERGENZA URGENZA
Relatori
relatore Ghiadoni, Lorenzo
Parole chiave
  • dipartimento d'emergenza-urgenza
  • embolia polmonare
  • stratificazione prognostica
Data inizio appello
27/01/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
27/01/2096
Riassunto
L’embolia polmonare rappresenta ancora oggi una frequente causa di accesso in dipartimento d’emergenza urgenza, con mortalità intraospedaliera e costi correlati non trascurabili. Nonostante vi siano stati i notevoli progressi nella conoscenza della patologia, diagnosi trattamento e soprattutto stratificazione prognostica rimangono ancora oggi una sfida per il clinico in DEA. Com’è noto, le linee guida ESC del 2019 hanno introdotto un sistema di stratificazione del rischio prognostico basato su 3 items: 1) stabilità emodinamica; 2) segni di sovraccarico delle sezioni destre (all’imaging e/o ai parametri laboratoristici); 3) rischio preclinico. Questa stratificazione in tre classi di rischio consente di identificare i pazienti che hanno maggiore probabilità di deteriorare dal punto di vista clinico, consentendo al medico d’urgenza di scegliere il trattamento ed il setting più adeguato per il malato. Tuttavia rimangono ancora degli elementi d’ombra: i pazienti a rischio intermedio risultano particolarmente insidiosi da gestire, soprattutto quelli a rischio intermedio-alto e in condizione di cosiddetto “shock normoteso”, il cui rischio di deterioramento clinico può essere sottostimato utilizzando i parametri sopra descritti; in aggiunta, la stratificazione prognostica ha assunto nel tempo connotati sempre più cardiocentrici escludendo altri parametri clinico- laboratoristici di immediata valutazione da parte del clinico.
In questo lavoro ci siamo quindi chiesti se vi fossero altri parametri, facilmente accessibili per il medico d’urgenza, da tenere in considerazione nella stratificazione prognostica del paziente con diagnosi di embolia polmonare acuta. Abbiamo analizzato una popolazione di 859 pazienti raccolti in due centri nell’ambito dell’USL Toscana Nordovest- l’ospedale Cisanello di Pisa e l’ospedale Versilia di Camaiore- tra gennaio 2018 e dicembre 2024 (escluso il periodo della pandemia da Sars-Cov-2). Dall’analisi dei dati raccolti emergono 4 indicatori prognostici indipendenti che correlano maggiormente con l’outcome combinato di mortalità intraospedaliera e trasferimento in UTI: un parametro emogasanalitico stpO2/FiO2<300; un parametro di diagnostica per immagini rilevabile per mezzo di angio TC ovvero il rapporto VD/VS>1; due parametri clinici ovvero la dispnea e la PAS<100 mmHg. La valutazione di questi items, in aggiunta ai più noti riportati dalle linea guida, potrebbero migliorare la stratificazione prognostica e fornire elementi di maggiore chiarezza nella gestione dei pazienti a rischio di deterioramento clinico.
File