Tesi etd-01082026-231043 |
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Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
ADDESSI, CHIARA
URN
etd-01082026-231043
Titolo
Monitoraggio cerebrovascolare con ecocolordoppler transcranico nella chirurgia robotica in Trendelenburg: ipertensione endocranica, realtà o leggenda?
Dipartimento
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
ANESTESIA, RIANIMAZIONE, TERAPIA INTENSIVA E DEL DOLORE
Relatori
relatore Prof. Corradi, Francesco
correlatore Dott. Angelini, Tommaso
correlatore Dott. Angelini, Tommaso
Parole chiave
- chirurgia robotica
- ecocolordoppler transcranico (TCCD)
- indice di pulsatilità (PI)
- posizione di Trendelenburg
- PPC
- pressione intracranica (PIC)
Data inizio appello
28/01/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
28/01/2029
Riassunto
Introduzione: La chirurgia robotica in posizione di Trendelenburg associata a pneumoperitoneo può determinare alterazioni emodinamiche cerebrovascolari. L’aumento della pressione intracranica (PIC) rappresenta una possibile conseguenza, ma la sua reale incidenza e rilevanza clinica nei pazienti neurologicamente sani resta controversa. Lo scopo di questo studio è stato valutare le modificazioni della PIC e della perfusione cerebrale mediante ecocolordoppler transcranico (TCCD) durante le diverse fasi dell’intervento e se l’incremento della PIC stimata rappresenti una reale minaccia di ipertensione endocranica o se rimanga entro limiti di sicurezza fisiologica.
Materiali e Metodi: È stato condotto uno studio osservazionale prospettico su 31 pazienti di entrambi i sessi, di età compresa tra 36 e 73 anni, con ASA I-II, sottoposti a chirurgia robotica elettiva in posizione di Trendelenburg. Dopo l'induzione dell'anestesia standard, è stato creato lo pneumoperitoneo per facilitare l'intervento chirurgico, mantenendo una pressione intra-addominale di 10-12 mmHg mediante dispositivo Airseal e una posizione di Trendelenburg di 25°-30°. L'anidride carbonica di fine espirazione (EtCO2) è stata mantenuta tra 35 e 37 mmHg. La PIC è stata stimata in modo non invasivo tramite TCCD dell’arteria cerebrale media, applicando tre modelli di calcolo: l'indice di pulsatilità (PI) secondo Bellner, il modello di Budohoski e l’equazione basata sulla pressione arteriosa media e velocità diastolica PIC (PAM-PPC). I dati (media ± DS) sono stati analizzati con t-test per dati appaiati (p<0,05 significativo).
Risultati: La PIC stimata mediante pulsatility index (PI) ha mostrato un incremento progressivo durante le fasi operatorie. In particolare, la PIC stimata secondo metodo Bellner è aumentata da 7,7 ± 1,19 mmHg (tempo basale) a 9,14 ± 1,61 mmHg (pneumoperitoneo e Trendelenburg), raggiungendo il picco di 10,28 ± 1,89 mmHg a 2 ore (p ≤ 0,03). Dopo il ritorno in posizione neutra e in recovery room, i valori si sono ridotti a 9,09 ± 1,54 mmHg e 8,80 ± 1,96 mmHg rispettivamente, pur rimanendo superiori al basale.
Analogamente, la PIC stimata secondo Budohoski è aumentata da 14,59 ± 0,83 mmHg (tempo basale) a 15,60 ± 1,12 mmHg (pneumoperitoneo e Trendelenburg), con un picco di 16,39 ± 1,32 mmHg a 2 ore (p ≤ 0,03). Anche in questo caso si è osservata una riduzione dopo il riposizionamento, con valori comunque superiori al basale.
La PIC(PAM-PCC) ha mostrato un andamento sovrapponibile, aumentando da 9,38 ± 6,68 mmHg (tempo basale) a 13,13 ± 5,06 mmHg a 2 ore (p ≤ 0,02), con successiva riduzione al termine della procedura.
Conclusioni: La chirurgia robotica in posizione di Trendelenburg determina un incremento significativo del pulsatility index e della pressione intracranica stimata mediante modelli non invasivi. Tuttavia, nei pazienti neurologicamente sani, tali variazioni risultano transitorie e reversibili, senza raggiungere valori compatibili con una ipertensione endocranica clinicamente rilevante. Il TCCD si conferma un presidio fondamentale non solo per la ricerca, ma come strumento di monitoraggio bedside per garantire una gestione anestesiologica "neuro-protettiva" durante procedure robotiche prolungate.
Materiali e Metodi: È stato condotto uno studio osservazionale prospettico su 31 pazienti di entrambi i sessi, di età compresa tra 36 e 73 anni, con ASA I-II, sottoposti a chirurgia robotica elettiva in posizione di Trendelenburg. Dopo l'induzione dell'anestesia standard, è stato creato lo pneumoperitoneo per facilitare l'intervento chirurgico, mantenendo una pressione intra-addominale di 10-12 mmHg mediante dispositivo Airseal e una posizione di Trendelenburg di 25°-30°. L'anidride carbonica di fine espirazione (EtCO2) è stata mantenuta tra 35 e 37 mmHg. La PIC è stata stimata in modo non invasivo tramite TCCD dell’arteria cerebrale media, applicando tre modelli di calcolo: l'indice di pulsatilità (PI) secondo Bellner, il modello di Budohoski e l’equazione basata sulla pressione arteriosa media e velocità diastolica PIC (PAM-PPC). I dati (media ± DS) sono stati analizzati con t-test per dati appaiati (p<0,05 significativo).
Risultati: La PIC stimata mediante pulsatility index (PI) ha mostrato un incremento progressivo durante le fasi operatorie. In particolare, la PIC stimata secondo metodo Bellner è aumentata da 7,7 ± 1,19 mmHg (tempo basale) a 9,14 ± 1,61 mmHg (pneumoperitoneo e Trendelenburg), raggiungendo il picco di 10,28 ± 1,89 mmHg a 2 ore (p ≤ 0,03). Dopo il ritorno in posizione neutra e in recovery room, i valori si sono ridotti a 9,09 ± 1,54 mmHg e 8,80 ± 1,96 mmHg rispettivamente, pur rimanendo superiori al basale.
Analogamente, la PIC stimata secondo Budohoski è aumentata da 14,59 ± 0,83 mmHg (tempo basale) a 15,60 ± 1,12 mmHg (pneumoperitoneo e Trendelenburg), con un picco di 16,39 ± 1,32 mmHg a 2 ore (p ≤ 0,03). Anche in questo caso si è osservata una riduzione dopo il riposizionamento, con valori comunque superiori al basale.
La PIC(PAM-PCC) ha mostrato un andamento sovrapponibile, aumentando da 9,38 ± 6,68 mmHg (tempo basale) a 13,13 ± 5,06 mmHg a 2 ore (p ≤ 0,02), con successiva riduzione al termine della procedura.
Conclusioni: La chirurgia robotica in posizione di Trendelenburg determina un incremento significativo del pulsatility index e della pressione intracranica stimata mediante modelli non invasivi. Tuttavia, nei pazienti neurologicamente sani, tali variazioni risultano transitorie e reversibili, senza raggiungere valori compatibili con una ipertensione endocranica clinicamente rilevante. Il TCCD si conferma un presidio fondamentale non solo per la ricerca, ma come strumento di monitoraggio bedside per garantire una gestione anestesiologica "neuro-protettiva" durante procedure robotiche prolungate.
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