Tesi etd-01082026-183305 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
NURTAZINA, MERUYERT
URN
etd-01082026-183305
Titolo
Il K-Pop come fenomeno transmediale e transnazionale: l’ecosistema modulare di NCT
Dipartimento
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
STORIA E FORME DELLE ARTI VISIVE, DELLO SPETTACOLO E DEI NUOVI MEDIA
Relatori
relatore Prof. Cecchi, Alessandro
correlatore Prof.ssa Marcheschi, Elena
correlatore Prof.ssa Marcheschi, Elena
Parole chiave
- K-Pop
- NCT
Data inizio appello
06/02/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto
Questa tesi analizza il progetto NCT (Neo Culture Technology) di SM Entertainment come caso esemplare di come il K-Pop si configuri oggi come ecosistema transmediale e transnazionale: una rete culturale e industriale in cui tecnologie mediali, strategie produttive e linguaggi audiovisivi operano in modo integrato. Attraverso un approccio interdisciplinare che combina studi culturali, musicologia, media studies e visual culture, il lavoro mette in luce come la Culture Technology e il modello modulare di NCT trasformino il gruppo idol in una piattaforma espandibile, orientata ai media globali.
Il primo capitolo ricostruisce il contesto generale del sistema K-Pop. Dopo aver delineato l’ascesa del K-Pop come industria globale all’interno della Korean Wave, la tesi esamina il ruolo dello Stato, delle grandi agenzie (SM, JYP, YG, HYBE) e dei media digitali nella costruzione del K-Pop come forma di soft power transnazionale. Vengono discusse le diverse “generazioni” di idol group, i meccanismi di formazione (trainee system), la struttura produttiva delle agenzie e il ruolo centrale del fandom, concepito come rete globale capace di co-produrre visibilità, significato e valore economico attraverso piattaforme come YouTube, Twitter, Weverse. Il capitolo definisce così il K-Pop come sistema industriale integrato, in cui musica, immagine e partecipazione digitale sono progettate fin dall’origine per la circolazione globale.
Il secondo capitolo sposta lo sguardo al sistema idol giapponese e alla sua influenza di lungo periodo. A partire dalla genealogia degli idol in Giappone e dal ruolo dei jimusho, la tesi mostra come il modello giapponese abbia costruito un sistema mediale incentrato su quotidianità, affettività e intertestualità: le celebrità non sono più delle star che si collocano a una distanza siderale dal pubblico, bensì presenze familiari. In questo contesto Onyanko Club viene esaminato come laboratorio pionieristico di gestione seriale di un grande collettivo femminile, basato sulla rotazione dei membri, la segmentazione interna e il rapporto diretto con il pubblico. Su tali basi si innesta il fenomeno AKB48, che affina il dispositivo del teatro residente, delle “generazioni” di membri e dell’espansione in sister groups nazionali e internazionali come JKT48, fungendo da
modello di riferimento per la successiva riorganizzazione dei gruppi idol asiatici. Il capitolo si conclude con l’analisi dell’“esperimento” Super Junior in Corea, un gruppo concepito da SM come progetto espandibile e articolato in numerose sub-unit (tra cui Super Junior-M per il mercato cinese), che inaugura un uso sistematico di questa dinamica transnazionale, con sotto-unità specializzate per genere, per lingua e per area geografica. In questo quadro, Super Junior anticipa gran parte delle logiche di modularità, localizzazione e circolazione regionale che verranno radicalizzate con NCT.
Il terzo capitolo, che costituisce il cuore della tesi, studia NCT come ecosistema modulare transnazionale. A partire dalla presentazione della New Culture Technology del 2016, la ricerca mostra come NCT venga concepito non solo come boy group, ma come piattaforma potenzialmente illimitata di sotto-unità, basata sui principi della espandibilità e della localizzazione. Le unità NCT U, NCT 127, NCT DREAM, WayV e NCT WISH vengono analizzate come nodi di una rete che distribuisce la “cultura NCT” in spazi linguistici, geografici e culturali differenti (Corea, Cina, Giappone, mercato globale). Attraverso un’analisi dettagliata di videoclip chiave – come The 7th Sense, Fire Truck, Chewing Gum, e le diverse versioni di Regular e Wish – la tesi indaga questo ecosistema, utilizzando concetti come “ancoraggio” e third meaning (da Barthes), “valore aggiunto” e “sincresi” (da Chion), e “remediation” (da Bolter e Grusin, ripreso da Korsgaard per lo studio del video musicale). I video vengono letti come traduzioni estetiche della stessa logica modulare: ogni video musicale interpreta in forma sensoriale il rapporto tra locale e globale, tra identità della singola sotto-unità e coerenza del brand NCT, tra differenziazione culturale e riconoscibilità transnazionale. Nel complesso, la tesi considera NCT come una sintesi avanzata di Culture Technology e dinamiche transmediali a livello globale, cioè come un progetto in cui le innovazioni introdotte dal sistema idol giapponese, le strategie di localizzazione e di sub-unit del K-Pop e le potenzialità dei media digitali confluiscono in un ecosistema reticolare capace di rinnovare continuamente forme, linguaggi e pubblici su scala globale.
Il primo capitolo ricostruisce il contesto generale del sistema K-Pop. Dopo aver delineato l’ascesa del K-Pop come industria globale all’interno della Korean Wave, la tesi esamina il ruolo dello Stato, delle grandi agenzie (SM, JYP, YG, HYBE) e dei media digitali nella costruzione del K-Pop come forma di soft power transnazionale. Vengono discusse le diverse “generazioni” di idol group, i meccanismi di formazione (trainee system), la struttura produttiva delle agenzie e il ruolo centrale del fandom, concepito come rete globale capace di co-produrre visibilità, significato e valore economico attraverso piattaforme come YouTube, Twitter, Weverse. Il capitolo definisce così il K-Pop come sistema industriale integrato, in cui musica, immagine e partecipazione digitale sono progettate fin dall’origine per la circolazione globale.
Il secondo capitolo sposta lo sguardo al sistema idol giapponese e alla sua influenza di lungo periodo. A partire dalla genealogia degli idol in Giappone e dal ruolo dei jimusho, la tesi mostra come il modello giapponese abbia costruito un sistema mediale incentrato su quotidianità, affettività e intertestualità: le celebrità non sono più delle star che si collocano a una distanza siderale dal pubblico, bensì presenze familiari. In questo contesto Onyanko Club viene esaminato come laboratorio pionieristico di gestione seriale di un grande collettivo femminile, basato sulla rotazione dei membri, la segmentazione interna e il rapporto diretto con il pubblico. Su tali basi si innesta il fenomeno AKB48, che affina il dispositivo del teatro residente, delle “generazioni” di membri e dell’espansione in sister groups nazionali e internazionali come JKT48, fungendo da
modello di riferimento per la successiva riorganizzazione dei gruppi idol asiatici. Il capitolo si conclude con l’analisi dell’“esperimento” Super Junior in Corea, un gruppo concepito da SM come progetto espandibile e articolato in numerose sub-unit (tra cui Super Junior-M per il mercato cinese), che inaugura un uso sistematico di questa dinamica transnazionale, con sotto-unità specializzate per genere, per lingua e per area geografica. In questo quadro, Super Junior anticipa gran parte delle logiche di modularità, localizzazione e circolazione regionale che verranno radicalizzate con NCT.
Il terzo capitolo, che costituisce il cuore della tesi, studia NCT come ecosistema modulare transnazionale. A partire dalla presentazione della New Culture Technology del 2016, la ricerca mostra come NCT venga concepito non solo come boy group, ma come piattaforma potenzialmente illimitata di sotto-unità, basata sui principi della espandibilità e della localizzazione. Le unità NCT U, NCT 127, NCT DREAM, WayV e NCT WISH vengono analizzate come nodi di una rete che distribuisce la “cultura NCT” in spazi linguistici, geografici e culturali differenti (Corea, Cina, Giappone, mercato globale). Attraverso un’analisi dettagliata di videoclip chiave – come The 7th Sense, Fire Truck, Chewing Gum, e le diverse versioni di Regular e Wish – la tesi indaga questo ecosistema, utilizzando concetti come “ancoraggio” e third meaning (da Barthes), “valore aggiunto” e “sincresi” (da Chion), e “remediation” (da Bolter e Grusin, ripreso da Korsgaard per lo studio del video musicale). I video vengono letti come traduzioni estetiche della stessa logica modulare: ogni video musicale interpreta in forma sensoriale il rapporto tra locale e globale, tra identità della singola sotto-unità e coerenza del brand NCT, tra differenziazione culturale e riconoscibilità transnazionale. Nel complesso, la tesi considera NCT come una sintesi avanzata di Culture Technology e dinamiche transmediali a livello globale, cioè come un progetto in cui le innovazioni introdotte dal sistema idol giapponese, le strategie di localizzazione e di sub-unit del K-Pop e le potenzialità dei media digitali confluiscono in un ecosistema reticolare capace di rinnovare continuamente forme, linguaggi e pubblici su scala globale.
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| Nome file | Dimensione |
|---|---|
| Meruyert...itiva.pdf | 4.39 Mb |
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