Tesi etd-01082026-114923 |
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Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
BILANCIO, DIANA
URN
etd-01082026-114923
Titolo
Valutazione della eterogeneità spaziale di HER2 quale fattore predittivo di risposta patologica al trattamento medico neoadiuvante in pazienti con diagnosi di tumore della mammella in stadio iniziale
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
ONCOLOGIA MEDICA
Relatori
relatore Prof. Masi, Gianluca
relatore Dott. Fontana, Andrea
relatore Dott. Fontana, Andrea
Parole chiave
- carcinoma della mammella
- eterogeneità spaziale
- fattori predittivi
- trattamento neoadiuvante
- tumore della mammella her2 positivo
Data inizio appello
27/01/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
27/01/2096
Riassunto
Il carcinoma della mammella rappresenta la neoplasia maligna più frequente nella popolazione femminile, costituendo circa il 30% di tutte le diagnosi oncologiche.
Si tratta di una patologia estremamente eterogenea, comprendente numerosi istotipi con differenti caratteristiche biologiche e molecolari. In base alla classificazione molecolare, si distinguono quattro principali sottotipi intrinseci: luminale A, luminale B, HER2-positivo e Basal-like.
L’overespressione della proteina HER2 rappresenta un fattore prognostico negativo, ma costituisce anche un importante bersaglio terapeutico per farmaci anti-HER2. Nella pratica, tuttavia, l’anatomo-patologo osserva frequentemente una distribuzione spaziale eterogenea della proteina HER2.
Tale eterogeneità è stata associata a una prognosi sfavorevole, sia in termini di sopravvivenza globale sia di sopravvivenza libera da malattia, ma ad una ridotta risposta alle terapie target anti-HER2.
Tradizionalmente, dal punto di vista oncologico, il trattamento neoadiuvante (pre-operatorio) per il tumore alla mammella era riservato alle forme localmente avanzate, per convertirle in forme resecabili con la chirurgia. Negli ultimi anni, la terapia medica primaria è diventata un’opzione anche per le forme tumorali più precoci in modo da incrementare il numero di trattamenti chirurgici di tipo conservativo.
In caso di tumore della mammella triplo-negativo oppure HER-2 positivo, in assenza di metastasi a distanza e soprattutto in caso di dimensione del tumore >=2cm e/o coinvolgimento linfonodale, il trattamento medico neoadiuvante è l’opzione di prima scelta, con tassi di risposta patologica completa fino al 40% in caso di tumori HER-2 positivi (con la combinazione di chemioterapia e terapia target anti-HER2).
Questo studio retrospettivo si propone di valutare l’impatto dell’eterogeneità spaziale di HER2 sul raggiungimento della risposta patologica completa (pCR) dopo trattamento medico neoadiuvante e di identificare una possibile associazione tra i diversi pattern immunoistochimici di distribuzione di HER2 e la risposta patologica ottenuta.
Dall’archivio della UO Anatomia Patologica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana (AOUP) e della UO Anatomia Patologica dell’Istituto Clinico Humanitas di Catania sono stati selezionati retrospettivamente 169 casi di carcinoma mammario invasivo HER2-positivo (score IHC 3+) sottoposte a trattamento medico neoadiuvante a base di Taxani e Trastuzumab tra il 2014 e 2024 e successiva chirurgia. Per ciascun caso sono state valutate la percentuale di cellule neoplastiche invasive con overespressione della proteina HER2 e la modalità di distribuzione spaziale della stessa all’interno della popolazione tumorale.
I risultati indicano che il pattern di espressione della proteina HER2 influenza significativamente il tasso di risposta patologica completa. In particolare, i casi caratterizzati da un pattern di distribuzione omogeneo hanno mostrato percentuali di pCR (risposta patologica completa) significativamente più elevate rispetto a quelli con pattern eterogeneo.
Questi dati contribuiscono a confermare le evidenze riportate dalla letteratura e suggeriscono come la valutazione del pattern di espressione di HER2 possa rappresentare uno fattore predittivo semplice ed efficace di risposta alla terapia neoadiuvante con agenti anti-HER2.
Potrebbe essere, quindi, uno strumento per guidare il clinico nella scelta di un trattamento sempre più “personalizzato” in modo da selezionare i casi con alta probabilità di risposta a farmaci a bersaglio molecolare (con pattern omogeneo di distribuzione) ai quali poter proporre strategie di “de-escalation” e i casi con bassa probabilità di risposta patologica (con pattern eterogeneo di distribuzione) ai quali proporre strategie terapeutiche di potenziamento.
Si tratta di una patologia estremamente eterogenea, comprendente numerosi istotipi con differenti caratteristiche biologiche e molecolari. In base alla classificazione molecolare, si distinguono quattro principali sottotipi intrinseci: luminale A, luminale B, HER2-positivo e Basal-like.
L’overespressione della proteina HER2 rappresenta un fattore prognostico negativo, ma costituisce anche un importante bersaglio terapeutico per farmaci anti-HER2. Nella pratica, tuttavia, l’anatomo-patologo osserva frequentemente una distribuzione spaziale eterogenea della proteina HER2.
Tale eterogeneità è stata associata a una prognosi sfavorevole, sia in termini di sopravvivenza globale sia di sopravvivenza libera da malattia, ma ad una ridotta risposta alle terapie target anti-HER2.
Tradizionalmente, dal punto di vista oncologico, il trattamento neoadiuvante (pre-operatorio) per il tumore alla mammella era riservato alle forme localmente avanzate, per convertirle in forme resecabili con la chirurgia. Negli ultimi anni, la terapia medica primaria è diventata un’opzione anche per le forme tumorali più precoci in modo da incrementare il numero di trattamenti chirurgici di tipo conservativo.
In caso di tumore della mammella triplo-negativo oppure HER-2 positivo, in assenza di metastasi a distanza e soprattutto in caso di dimensione del tumore >=2cm e/o coinvolgimento linfonodale, il trattamento medico neoadiuvante è l’opzione di prima scelta, con tassi di risposta patologica completa fino al 40% in caso di tumori HER-2 positivi (con la combinazione di chemioterapia e terapia target anti-HER2).
Questo studio retrospettivo si propone di valutare l’impatto dell’eterogeneità spaziale di HER2 sul raggiungimento della risposta patologica completa (pCR) dopo trattamento medico neoadiuvante e di identificare una possibile associazione tra i diversi pattern immunoistochimici di distribuzione di HER2 e la risposta patologica ottenuta.
Dall’archivio della UO Anatomia Patologica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana (AOUP) e della UO Anatomia Patologica dell’Istituto Clinico Humanitas di Catania sono stati selezionati retrospettivamente 169 casi di carcinoma mammario invasivo HER2-positivo (score IHC 3+) sottoposte a trattamento medico neoadiuvante a base di Taxani e Trastuzumab tra il 2014 e 2024 e successiva chirurgia. Per ciascun caso sono state valutate la percentuale di cellule neoplastiche invasive con overespressione della proteina HER2 e la modalità di distribuzione spaziale della stessa all’interno della popolazione tumorale.
I risultati indicano che il pattern di espressione della proteina HER2 influenza significativamente il tasso di risposta patologica completa. In particolare, i casi caratterizzati da un pattern di distribuzione omogeneo hanno mostrato percentuali di pCR (risposta patologica completa) significativamente più elevate rispetto a quelli con pattern eterogeneo.
Questi dati contribuiscono a confermare le evidenze riportate dalla letteratura e suggeriscono come la valutazione del pattern di espressione di HER2 possa rappresentare uno fattore predittivo semplice ed efficace di risposta alla terapia neoadiuvante con agenti anti-HER2.
Potrebbe essere, quindi, uno strumento per guidare il clinico nella scelta di un trattamento sempre più “personalizzato” in modo da selezionare i casi con alta probabilità di risposta a farmaci a bersaglio molecolare (con pattern omogeneo di distribuzione) ai quali poter proporre strategie di “de-escalation” e i casi con bassa probabilità di risposta patologica (con pattern eterogeneo di distribuzione) ai quali proporre strategie terapeutiche di potenziamento.
File
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