Tesi etd-01082026-113046 |
Link copiato negli appunti
Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
TOGNARELLI, DEBORA
URN
etd-01082026-113046
Titolo
Markers di recovery della funzione miocardica nello svezzamento dal VA ECMO
Dipartimento
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
ANESTESIA, RIANIMAZIONE, TERAPIA INTENSIVA E DEL DOLORE
Relatori
relatore Prof. Corradi, Francesco
Parole chiave
- VA Coupling
- VA ECMO
- weaning
Data inizio appello
28/01/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
28/01/2096
Riassunto
Il supporto meccanico del circolo con veno-arterial extracorporeal membrane oxygenation (VAECMO) rappresenta una terapia salvavita nei pazienti con shock cardiogeno refrattario. Il weaning dal supporto extracorporeo costituisce una fase critica, per la quale non esistono criteri condivisi di predizione del successo. La valutazione emodinamica ed ecocardiografica durante VA-ECMO è complessa, poiché sia i parametri di funzione ventricolare sia quelli di carico arterioso, inclusa l’elastanza arteriosa (Ea), risultano influenzati dalle profonde alterazioni emodinamiche indotte dal supporto. In questo contesto, l’elastanza telesistolica ventricolare (Ees) e l’accoppiamento
ventricolo-arterioso (ventriculo-arterial coupling, VAC) potrebbero fornire una valutazione fisiopatologica più integrata del recupero della funzione cardiaca.
È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo su 20 pazienti adulti sottoposti a supporto meccanico del circolo con VA-ECMO per shock cardiogeno. I parametri ecocardiografici e ventricolo-arteriosi (Ea, Ees e VAC) sono stati raccolti all’inizio del supporto e durante la fase di weaning. Sono state inoltre calcolate le variazioni temporali di Ees e VAC (ΔEes e ΔVAC) tra l’inizio dell’assistenza e la fase di weaning. L’outcome è stato definito come successo o fallimento del weaning dal VA-ECMO. Il confronto tra i gruppi è stato effettuato mediante test non parametrico di Mann–Whitney U; un valore di p < 0,05 è stato considerato statisticamente significativo. La capacità discriminativa di EF, Ees e VAC rispetto all’outcome è stata valutata mediante analisi delle curve ROC, con identificazione dei cut-off ottimali tramite indice di Youden.
I valori iniziali di VAC ed Ees non risultavano associati all’outcome (p = 0,54 e p = 0,61, rispettivamente). La variazione temporale dell’elastanza telesistolica (ΔEes) risultava significativamente maggiore nei pazienti svezzati con successo rispetto a quelli con fallimento del weaning (p = 0,042), mentre la variazione del VAC (ΔVAC) non mostrava un’associazione significativa con l’outcome. Durante la fase di weaning, i pazienti con weaning riuscito presentavano valori di VAC significativamente inferiori (p = 0,037) ed Ees significativamente superiori (p = 0,031).
L’analisi ROC ha identificato come cut-off ottimali per il successo del weaning un VAC ≤ 2,09 (AUC 0,90), un’Ees ≥ 1,10 (AUC 0,88) e un’EF ≥ 35% (AUC 0,86).
I risultati evidenziano il contributo dell’elastanza telesistolica ventricolare e dell’accoppiamento ventricolo-arterioso nella valutazione del recupero emodinamico durante il weaning dal supporto meccanico del circolo con VA-ECMO. L’incremento di Ees nel tempo e la riduzione del VAC durante la fase di weaning riflettono un miglior equilibrio tra funzione ventricolare e carico arterioso,
configurandosi come espressione di una più efficiente interazione cuore–sistema vascolare. Nel presente studio, la frazione di eiezione ha mostrato una capacità predittiva limitata e una soglia di successo più elevata rispetto a quanto comunemente riportato in letteratura, nella quale mantiene un ruolo preponderante; ciò suggerisce che l’integrazione di parametri fisiopatologici possa arricchire la valutazione tradizionale del weaning.
La valutazione seriale di Ees e VAC, inclusa la loro variazione temporale, rappresenta un approccio promettente e complementare alla valutazione tradizionale nel weaning dal supporto meccanico del circolo con VA-ECMO. L’utilizzo di parametri fisiopatologici integrati potrebbe migliorare l’identificazione del timing ottimale di svezzamento e gli outcome nei pazienti con shock cardiogeno.
ventricolo-arterioso (ventriculo-arterial coupling, VAC) potrebbero fornire una valutazione fisiopatologica più integrata del recupero della funzione cardiaca.
È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo su 20 pazienti adulti sottoposti a supporto meccanico del circolo con VA-ECMO per shock cardiogeno. I parametri ecocardiografici e ventricolo-arteriosi (Ea, Ees e VAC) sono stati raccolti all’inizio del supporto e durante la fase di weaning. Sono state inoltre calcolate le variazioni temporali di Ees e VAC (ΔEes e ΔVAC) tra l’inizio dell’assistenza e la fase di weaning. L’outcome è stato definito come successo o fallimento del weaning dal VA-ECMO. Il confronto tra i gruppi è stato effettuato mediante test non parametrico di Mann–Whitney U; un valore di p < 0,05 è stato considerato statisticamente significativo. La capacità discriminativa di EF, Ees e VAC rispetto all’outcome è stata valutata mediante analisi delle curve ROC, con identificazione dei cut-off ottimali tramite indice di Youden.
I valori iniziali di VAC ed Ees non risultavano associati all’outcome (p = 0,54 e p = 0,61, rispettivamente). La variazione temporale dell’elastanza telesistolica (ΔEes) risultava significativamente maggiore nei pazienti svezzati con successo rispetto a quelli con fallimento del weaning (p = 0,042), mentre la variazione del VAC (ΔVAC) non mostrava un’associazione significativa con l’outcome. Durante la fase di weaning, i pazienti con weaning riuscito presentavano valori di VAC significativamente inferiori (p = 0,037) ed Ees significativamente superiori (p = 0,031).
L’analisi ROC ha identificato come cut-off ottimali per il successo del weaning un VAC ≤ 2,09 (AUC 0,90), un’Ees ≥ 1,10 (AUC 0,88) e un’EF ≥ 35% (AUC 0,86).
I risultati evidenziano il contributo dell’elastanza telesistolica ventricolare e dell’accoppiamento ventricolo-arterioso nella valutazione del recupero emodinamico durante il weaning dal supporto meccanico del circolo con VA-ECMO. L’incremento di Ees nel tempo e la riduzione del VAC durante la fase di weaning riflettono un miglior equilibrio tra funzione ventricolare e carico arterioso,
configurandosi come espressione di una più efficiente interazione cuore–sistema vascolare. Nel presente studio, la frazione di eiezione ha mostrato una capacità predittiva limitata e una soglia di successo più elevata rispetto a quanto comunemente riportato in letteratura, nella quale mantiene un ruolo preponderante; ciò suggerisce che l’integrazione di parametri fisiopatologici possa arricchire la valutazione tradizionale del weaning.
La valutazione seriale di Ees e VAC, inclusa la loro variazione temporale, rappresenta un approccio promettente e complementare alla valutazione tradizionale nel weaning dal supporto meccanico del circolo con VA-ECMO. L’utilizzo di parametri fisiopatologici integrati potrebbe migliorare l’identificazione del timing ottimale di svezzamento e gli outcome nei pazienti con shock cardiogeno.
File
| Nome file | Dimensione |
|---|---|
La tesi non è consultabile. |
|