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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01082026-014304


Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
GERINI, CARLOTTA
URN
etd-01082026-014304
Titolo
Il ruolo degli score clinici nella predizione delle lesioni traumatiche del rachide cervicale in età pediatrica
Dipartimento
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Corso di studi
PEDIATRIA
Relatori
relatore Prof. Peroni, Diego
correlatore Dott.ssa Sforzi, Idanna
Parole chiave
  • cervical spine injuries
  • children
  • clinical decision rules
Data inizio appello
27/01/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
27/01/2096
Riassunto
Introduzione: Le lesioni del rachide cervicale in età pediatrica sono eventi rari, rappresentando circa l’1% di tutti i traumi pediatrici, tuttavia, esse possono essere associate a esiti potenzialmente devastanti, quali il decesso o deficit neurologici permanenti, pertanto, la loro possibile presenza deve essere sempre considerata in caso di trauma significativo. Nonostante la bassa incidenza, un numero considerevole di pazienti pediatrici accede ai Dipartimenti di Emergenza e Accettazione (DEA/PS) per la valutazione di una sospetta lesione della colonna cervicale. Sebbene l’imaging rappresenti lo strumento diagnostico di riferimento per l’identificazione di tali lesioni, il suo impiego non è esente da rischi e costi, in particolare per l’esposizione a radiazioni ionizzanti. Al fine di supportare il processo decisionale relativo all’esecuzione degli esami radiologici, sono stati sviluppati diversi score clinici. I più utilizzati sono lo score Nexus (National Emergency X-Radiography Low Risk Criteria) e lo score CCR (Canadian C-Spine Rule), score derivati e validati esclusivamente nella popolazione adulta, ma spesso utilizzati anche nel paziente pediatrico, e lo score PECARN (Pediatric Emergency Care Applied Research Network), unico score clinico derivato e validato su una popolazione pediatrica.
Metodi: Presso il Dipartimento di Emergenza e Accettazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer IRCCS di Firenze, nel periodo compreso tra giugno 2022 e giugno 2024, è stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo monocentrico su pazienti in età pediatrica con trauma chiuso, con potenziale lesione del rachide cervicale. Per ciascun paziente incluso sono stati analizzati i criteri clinici e anamnestici previsti dal protocollo interno in uso e dagli score NEXUS, CCR e PECARN. L’outcome primario era valutare il numero di indagini radiologiche del rachide cervicale effettuate nel nostro Pronto Soccorso confrontandolo con quante sarebbero state eseguite in caso di applicazione dei tre score clinici sopracitati. Gli outcome secondari comprendevano la determinazione di lesioni del rachide clinicamente significative, la percentuale di clinical clearance e la scelta della metodica di imaging di prima linea.
Risultati: Sono stati complessivamente arruolati 524 bambini. Di questi, l’imaging del rachide cervicale è stato eseguito nel 16,2% dei casi; nello specifico, il 71,8% è stato sottoposto a radiografia standard, il 27,0% a tomografia computerizzata (TC) e l’1,2% a risonanza magnetica (RM). In totale, 5 pazienti (0,95%) hanno presentato una lesione della colonna cervicale.
Applicando retrospettivamente gli score clinici al campione in studio, i tassi teorici di ricorso all’imaging sarebbero stati al 18,3% (IC 95%: 15,0–21,6%) per lo score NEXUS, al 24,4% (IC 95%: 20,7–28,1%) per lo score PECARN e al 46,4% (IC 95%: 42,1–50,7%) per il Canadian C-Spine Rule (CCR). Tra le cinque lesioni clinicamente significative identificate nella popolazione studiata, una non sarebbe stata rilevata mediante l’applicazione degli score NEXUS e PECARN.Nessun paziente è rientrato per una lesione del rachide cervicale misconosciuta.
Conclusioni: Le lesioni del rachide cervicale si confermano un evento raro in età pediatrica, con un’incidenza dello 0,95%, dato coerente con la letteratura. Il tasso di immagini eseguite nella nostra popolazione in studio, a differenza di altri studi, è stato piuttosto basso. L’applicazione rigida dei 3 score clinici analizzati come strumenti decisionali avrebbe comportato un incremento dei tassi di imaging, con valori ampiamente variabili in base allo score utilizzato. Nonostante questo, una lesione clinicamente significativa non sarebbe stata comunque identificata. Nel complesso, questi risultati sottolineano la necessità di ulteriori studi, in particolare di validazione esterna, al fine di garantire un’applicazione sicura ed efficace degli score nella popolazione pediatrica.

Background: Pediatric cervical spine injuries are rare (~1% of pediatric traumas) but can cause severe outcomes, including death or permanent neurological deficits. Despite low incidence, many children present to Emergency Departments (ED) for suspected cervical spine injury. Imaging is the standard diagnostic tool but exposes patients to radiation and incurs costs. Clinical decision rules, such as NEXUS and CCR (validated in adults) and PECARN (pediatric-specific), aim to guide imaging decisions.
Methods: We conducted a retrospective single-center study at the Pediatric ED of Meyer Children’s Hospital IRCCS of Florence (June 2022–June 2024). Children with blunt trauma at risk of cervical spine injury were included. Clinical data were collected according to local protocol and the NEXUS, CCR, and PECARN scores. Primary outcome was the comparison between imaging performed and that indicated by the clinical rules. Secondary outcomes included imaging rate, clinical clearance, and first-line imaging modality.
Results: Among 524 children, imaging was performed in 16.2% (radiographs 71.8%, CT 27.0%, MRI 1.2%). Five patients (1.0%) had cervical spine injuries. Retrospective application of the rules would have resulted in imaging rates of 18.3% (95% CI 15.0–21.6%) for NEXUS, 24.4% (95% CI 20.7–28.1%) for PECARN, and 46.4% (95% CI 42.1–50.7%) for CCR. One clinically significant injury would have been missed by NEXUS and PECARN.
Conclusions: Pediatric cervical spine injuries remain rare. Strict application of clinical rules would have increased imaging rates and could still miss significant injuries. These findings underscore the need for external validation of pediatric decision rules to ensure safe and effective imaging strategies.
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