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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01072026-143209


Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
MAGGIORANO, CHIARA
URN
etd-01072026-143209
Titolo
Intervallo induzione–parto e sicurezza nell’induzione combinata con Misoprostolo orale e metodica meccanica: studio osservazionale retrospettivo
Dipartimento
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Corso di studi
GINECOLOGIA ED OSTETRICIA
Relatori
relatore Dott. Puppo, Andrea
correlatore Prof. Mannella, Paolo
Parole chiave
  • catetere cervicale a doppio palloncino
  • induzione combinata
  • induzione del travaglio
  • misoprostolo orale
  • ostetricia
  • tempo induzione-parto
Data inizio appello
27/01/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto
Introduzione: L’induzione del travaglio di parto rappresenta una delle procedure ostetriche più frequentemente eseguite nei paesi industrializzati, con un’incidenza stimata tra il 20% e il 30% delle gravidanze a termine. L’obiettivo dell’induzione medica del travaglio è ottenere la nascita in condizioni di sicurezza per madre e feto, quando la prosecuzione della gravidanza comporterebbe un rischio maggiore rispetto all’induzione. Tra i metodi disponibili, le prostaglandine, i dispositivi meccanici e l’ossitocina costituiscono le principali strategie di induzione. Negli ultimi anni, la combinazione del misoprostolo orale (Angusta®) con il catetere cervicale a doppio palloncino (Cook® balloon) ha guadagnato crescente interesse, in quanto potenzialmente capace di ridurre il tempo di induzione senza aumentare il rischio di complicanze materno-fetali. Tuttavia, le evidenze a riguardo rimangono eterogenee e limitate.
Materiali e metodi: Lo scopo dello studio è valutare l’efficacia e la sicurezza della metodica combinata (catetere cervicale a doppio palloncino + misoprostolo orale) rispetto a due protocolli alternativi: induzione farmacologica esclusiva con misoprostolo e induzione sequenziale (catetere cervicale a doppio palloncino seguito da misoprostolo). Sono stati inclusi 498 casi di induzione del travaglio, raccolti retrospettivamente presso l’Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo (n = 294) e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana (n = 204). L’endpoint primario è stato la valutazione di efficacia (tasso di parto vaginale, taglio cesareo e parti operativi) e sicurezza materno-fetale (emorragia post partum, lacerazioni ≥ III grado, punteggio Apgar <7 a 5 minuti, ricovero in TIN, tasso di episiotomia). Gli endpoint secondari hanno riguardato la durata delle diverse fasi del percorso di induzione (tempo induzione–parto, durata del travaglio, durata e uso di ossitocina, occupazione della sala parto).
Risultati: Nella popolazione totale il tasso totale di taglio cesareo (TC) è stato del 13,7% (n = 68/498). I tassi di TC sono risultati pari al 16,1% nel gruppo indotto con metodica sequenziale (n = 22/137), all’8,8% nel gruppo indotto con misoprostolo orale (n = 14/159) e al 15,8% nel gruppo indotto con metodica combinata (n = 32/202). Non sono emerse differenze statisticamente significative nei confronti che coinvolgevano il gruppo sequenziale (sequenziale vs misoprostolo p = 0,057; sequenziale vs combinata p = 0,957); tuttavia, il TC è risultato significativamente più frequente nel gruppo combinato rispetto al misoprostolo orale (p = 0,047; OR 1,95; IC95% 1,002–3,795). L’emorragia post partum è risultata significativamente meno frequente nel gruppo combinato (23,3%) rispetto al misoprostolo orale (37,1%; p=0,004), mentre il tasso di episiotomia è risultato inferiore nella metodica combinata rispetto a entrambe le altre strategie (p<0,05). Per quanto riguarda le tempistiche, l’induzione combinata e quella solo farmacologica hanno mostrato tempi complessivi di induzione simili (circa 25 ore), significativamente più brevi rispetto al metodo sequenziale. L’analisi a gruppi di popolazioni ha evidenziato un vantaggio clinico dell’induzione combinata nelle pazienti con disturbi ipertensivi della gravidanza, con una riduzione media di circa sette ore nel tempo induzione–parto rispetto al misoprostolo da solo (p=0,047) e un minor fabbisogno di misoprostolo.
Conclusioni: Nel complesso, la metodica combinata ha dimostrato un buon profilo di sicurezza, con outcomes materni e neonatali sovrapponibili o migliori rispetto alle strategie alternative. Il maggior tasso di taglio cesareo nelle induzioni a metodica combinata, non descritto in letteratura, potrebbe essere attribuibile un bias di selezione, poiché la combinata è stata utilizzata in induzioni più complesse o urgenti. Sebbene l’efficacia in termini di riduzione del tasso di taglio cesareo non sia risultata superiore, l’induzione combinata appare un’opzione efficiente nei gruppi a maggiore complessità clinica, in particole nella popolazioni di pazienti affette da ipertensione getsazionale. Ulteriori studi prospettici, con stratificazione per Bishop score e valutazione della soddisfazione materna, potranno confermare questi risultati e contribuire a definire un modello di induzione più efficace, sicuro e “targeted” sulla paziente.
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