Tesi etd-01052026-204612 |
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Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
GIANNETTI, FEDERICA
URN
etd-01052026-204612
Titolo
Le intossicazioni da paracetamolo e ibuprofene a scopo autolitico in età pediatrica: esperienza del Pronto Soccorso Pediatrico dell'Ospedale Vall D'Hebron di Barcellona nel triennio 2022-2024
Dipartimento
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Corso di studi
PEDIATRIA
Relatori
relatore Prof. Peroni, Diego
correlatore Prof. Massart, Francesco
correlatore Prof. Massart, Francesco
Parole chiave
- età pediatrica
- ibuprofen
- ibuprofene
- intossicazioni
- paracetamol
- paracetamolo
- pediatric age
- poisonings
Data inizio appello
27/01/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
27/01/2066
Riassunto
Il presente studio è uno studio retrospettivo descrittivo che analizza l’esperienza clinica delle intossicazioni da paracetamolo e ibuprofene in età pediatrica, con particolare attenzione ai casi osservati nel periodo post-pandemico. L’obiettivo principale è descrivere le caratteristiche epidemiologiche, cliniche e gestionali delle intossicazioni, evidenziando le nuove tendenze emergenti, in particolare l’aumento dell’uso di farmaci a scopo autolitico.
Dall’analisi dei dati emerge un incremento significativo delle intossicazioni volontarie da farmaci, soprattutto da prodotti da banco (OTC) come paracetamolo e ibuprofene, facilmente reperibili in ambito domestico. Questo fenomeno appare strettamente correlato al contesto post-pandemico, periodo caratterizzato da un aumento del disagio psicologico in età evolutiva, con particolare coinvolgimento della popolazione adolescenziale. La disponibilità dei farmaci OTC e la percezione errata della loro sicurezza contribuiscono a renderli una scelta frequente nei tentativi di autolesionismo.
Un dato rilevante che emerge dallo studio è la progressiva femminilizzazione del fenomeno. Nel corso degli anni analizzati si osserva un aumento costante della prevalenza dei casi nel sesso femminile, fino a raggiungere nel 2024 una percentuale del 100% di pazienti di sesso femminile. Questo andamento è in linea con quanto riportato in letteratura, che descrive una maggiore incidenza di comportamenti autolesivi e tentativi di suicidio non letali nelle adolescenti, rispetto ai coetanei maschi.
Parallelamente, lo studio evidenzia una riduzione dell’età di insorgenza dell’intento autolitico, che si attesta mediamente intorno ai 13 anni. Questo dato risulta particolarmente allarmante, in quanto indica un’esposizione sempre più precoce a comportamenti a rischio e sottolinea la necessità di strategie preventive mirate già nelle fasce di età preadolescenziali.
Dal punto di vista clinico-gestionale, lo studio ribadisce l’importanza fondamentale di un accesso tempestivo al Pronto Soccorso in caso di sospetta intossicazione. La precocità dell’intervento rappresenta un elemento chiave per ridurre la tossicità e prevenire complicanze gravi, in particolare a carico del fegato nel caso di sovradosaggio da paracetamolo. Viene sottolineata la necessità della somministrazione di carbone vegetale attivato entro le prime 2 ore dall’ingestione, al fine di limitare l’assorbimento del farmaco. Inoltre, nei casi di intossicazione da paracetamolo, risulta essenziale l’inizio della terapia con N-acetilcisteina (NAC) entro le prime 8 ore, che si conferma il trattamento più efficace per prevenire il danno epatico.
In conclusione, lo studio mette in luce un fenomeno in crescita e in evoluzione, caratterizzato da un aumento delle intossicazioni volontarie da farmaci OTC, una marcata prevalenza femminile e un abbassamento dell’età di esordio. Questi risultati evidenziano la necessità di un approccio multidisciplinare che integri prevenzione, educazione sanitaria, supporto psicologico e una gestione clinica tempestiva ed efficace in ambito di emergenza pediatrica.
Dall’analisi dei dati emerge un incremento significativo delle intossicazioni volontarie da farmaci, soprattutto da prodotti da banco (OTC) come paracetamolo e ibuprofene, facilmente reperibili in ambito domestico. Questo fenomeno appare strettamente correlato al contesto post-pandemico, periodo caratterizzato da un aumento del disagio psicologico in età evolutiva, con particolare coinvolgimento della popolazione adolescenziale. La disponibilità dei farmaci OTC e la percezione errata della loro sicurezza contribuiscono a renderli una scelta frequente nei tentativi di autolesionismo.
Un dato rilevante che emerge dallo studio è la progressiva femminilizzazione del fenomeno. Nel corso degli anni analizzati si osserva un aumento costante della prevalenza dei casi nel sesso femminile, fino a raggiungere nel 2024 una percentuale del 100% di pazienti di sesso femminile. Questo andamento è in linea con quanto riportato in letteratura, che descrive una maggiore incidenza di comportamenti autolesivi e tentativi di suicidio non letali nelle adolescenti, rispetto ai coetanei maschi.
Parallelamente, lo studio evidenzia una riduzione dell’età di insorgenza dell’intento autolitico, che si attesta mediamente intorno ai 13 anni. Questo dato risulta particolarmente allarmante, in quanto indica un’esposizione sempre più precoce a comportamenti a rischio e sottolinea la necessità di strategie preventive mirate già nelle fasce di età preadolescenziali.
Dal punto di vista clinico-gestionale, lo studio ribadisce l’importanza fondamentale di un accesso tempestivo al Pronto Soccorso in caso di sospetta intossicazione. La precocità dell’intervento rappresenta un elemento chiave per ridurre la tossicità e prevenire complicanze gravi, in particolare a carico del fegato nel caso di sovradosaggio da paracetamolo. Viene sottolineata la necessità della somministrazione di carbone vegetale attivato entro le prime 2 ore dall’ingestione, al fine di limitare l’assorbimento del farmaco. Inoltre, nei casi di intossicazione da paracetamolo, risulta essenziale l’inizio della terapia con N-acetilcisteina (NAC) entro le prime 8 ore, che si conferma il trattamento più efficace per prevenire il danno epatico.
In conclusione, lo studio mette in luce un fenomeno in crescita e in evoluzione, caratterizzato da un aumento delle intossicazioni volontarie da farmaci OTC, una marcata prevalenza femminile e un abbassamento dell’età di esordio. Questi risultati evidenziano la necessità di un approccio multidisciplinare che integri prevenzione, educazione sanitaria, supporto psicologico e una gestione clinica tempestiva ed efficace in ambito di emergenza pediatrica.
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