Tesi etd-01052026-184430 |
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Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
ANTONAZZO, DAVIDE
URN
etd-01052026-184430
Titolo
BLOCCHI FASCIALI NELLA GESTIONE DEI PAZIENTI CON TRAUMA TORACICO CHIUSO NEL DIPARTIMENTO DI EMERGENZA ED ACCETTAZIONE: FATTIBILITA’, EFFICACIA E SICUREZZA: UNO STUDIO MONOCENTRICO
Dipartimento
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Corso di studi
MEDICINA D'EMERGENZA URGENZA
Relatori
relatore Prof. Ghiadoni, Lorenzo
correlatore Dott.ssa Beux, Alessia
correlatore Dott.ssa Beux, Alessia
Parole chiave
- analgesia multimodale
- blocchi fasciali
- controllo del dolore
- dipartimento d'emergenza-accettazione
- fratture costali
- trauma toracico
Data inizio appello
27/01/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
27/01/2096
Riassunto
Introduzione
Le fratture costali da trauma toracico chiuso rappresentano una causa frequente di accesso in Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA) e sono associate a complicanze respiratorie, soprattutto nei pazienti anziani e pluricomorbidi.
In questo contesto, un’analgesia efficace e precoce è fondamentale per favorire una ventilazione adeguata e mantenere tosse e fisioterapia respiratoria; tuttavia, l’analgesia sistemica (in particolare con oppioidi) può essere limitata da effetti collaterali come sedazione e depressione respiratoria (sedazione ed effetti respiratori). I blocchi fasciali ecoguidati della parete toracica, come l’Erector Spinae Plane Block (ESPB) e il Serratus Anterior Plane Block (SAPB), si stanno diffondendo come opzioni potenzialmente utili anche in urgenza, ma i dati clinici nel contesto del DEA restano ancora limitati.
Obiettivo dello studio
Valutare, in una popolazione reale di pazienti con trauma toracico chiuso e fratture costali trattati in DEA, la fattibilità, l’efficacia analgesica e la sicurezza dei blocchi fasciali ESPB/SAPB, con analisi descrittiva del possibile effetto opioid-sparing, di alcuni elementi di percorso (tempi procedurali/door-to-needle) e dei principali dati clinici associati.
Materiali e metodi
È stato condotto uno studio osservazionale monocentrico svolto nel Dipartimento d’Emergenza-Urgenza dell’Ospedale di Pinerolo (PS, OBI e Medicina d’Urgenza) nel periodo 15/07/2023–15/11/2025.
Sono stati inclusi pazienti ≥18 anni con trauma toracico chiuso e fratture costali, capaci di valutare il dolore con scala NRS; esclusi i soggetti con allergia agli anestetici locali, infezione nel sito di iniezione o condizioni che impedissero adeguata visualizzazione ecografica.
Nel campione (N=29; età media 63,9 ± 15,1 anni; 75,9% maschi), i blocchi fasciali ecoguidati sono stati eseguiti come parte di un approccio multimodale (ESPB 79,3%; SAPB 20,7%), utilizzando ropivacaina (volume medio 27,0 ± 5,2 mL; dose media 107,9 ± 39,8 mg). L’endpoint principale era la variazione del dolore (NRS) dal baseline a ~30 minuti e ~120 minuti; sono stati inoltre valutati consumi analgesici/oppioidi (OME pre/post), tempi organizzativi (door-to-needle e durata procedura quando disponibili) e sicurezza con follow-up a 24 ore.
Conclusioni
Nei pazienti trattati, i blocchi fasciali hanno mostrato un effetto analgesico rapido e clinicamente rilevante: NRS medio 8,17 ± 1,07 al baseline, 5,21 ± 1,86 a 30 minuti e 4,32 ± 1,83 a 120 minuti, con riduzioni statisticamente significative (p<0.05).
Una risposta clinicamente significativa (ΔNRS ≥2 di solito si parla di maggiore o uguale a 3 per considerarla una risposta clinicamente significativa) è stata osservata nella maggioranza dei casi già a 30 minuti e si è ulteriormente consolidata a 120 minuti.
Non sono emerse differenze statisticamente significative tra ESPB e SAPB sugli outcome analgesici nel breve follow-up.
Nel confronto pre/post non è stata evidenziata una riduzione significativa degli equivalenti di morfina (OME), suggerendo che l’eventuale “opioid-sparing” possa richiedere finestre di osservazione più lunghe e protocolli di rimodulazione analgesica più standardizzati.
Dal punto di vista operativo, il tempo di esecuzione è risultato compatibile con la pratica in DEA, mentre il “door-to-needle time” è apparso ampio, indicando un margine di miglioramento organizzativo.
In termini di sicurezza, non sono state riportate complicanze immediate; a 24 ore è stato documentato un singolo pneumotorace apicale, descritto come verosimilmente traumatico.
Complessivamente, ESPB/SAPB risultano fattibili e associati a un miglioramento sostanziale del dolore nel trauma toracico chiuso con fratture costali in DEA, con profilo di sicurezza favorevole nella casistica osservata.
Le fratture costali da trauma toracico chiuso rappresentano una causa frequente di accesso in Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA) e sono associate a complicanze respiratorie, soprattutto nei pazienti anziani e pluricomorbidi.
In questo contesto, un’analgesia efficace e precoce è fondamentale per favorire una ventilazione adeguata e mantenere tosse e fisioterapia respiratoria; tuttavia, l’analgesia sistemica (in particolare con oppioidi) può essere limitata da effetti collaterali come sedazione e depressione respiratoria (sedazione ed effetti respiratori). I blocchi fasciali ecoguidati della parete toracica, come l’Erector Spinae Plane Block (ESPB) e il Serratus Anterior Plane Block (SAPB), si stanno diffondendo come opzioni potenzialmente utili anche in urgenza, ma i dati clinici nel contesto del DEA restano ancora limitati.
Obiettivo dello studio
Valutare, in una popolazione reale di pazienti con trauma toracico chiuso e fratture costali trattati in DEA, la fattibilità, l’efficacia analgesica e la sicurezza dei blocchi fasciali ESPB/SAPB, con analisi descrittiva del possibile effetto opioid-sparing, di alcuni elementi di percorso (tempi procedurali/door-to-needle) e dei principali dati clinici associati.
Materiali e metodi
È stato condotto uno studio osservazionale monocentrico svolto nel Dipartimento d’Emergenza-Urgenza dell’Ospedale di Pinerolo (PS, OBI e Medicina d’Urgenza) nel periodo 15/07/2023–15/11/2025.
Sono stati inclusi pazienti ≥18 anni con trauma toracico chiuso e fratture costali, capaci di valutare il dolore con scala NRS; esclusi i soggetti con allergia agli anestetici locali, infezione nel sito di iniezione o condizioni che impedissero adeguata visualizzazione ecografica.
Nel campione (N=29; età media 63,9 ± 15,1 anni; 75,9% maschi), i blocchi fasciali ecoguidati sono stati eseguiti come parte di un approccio multimodale (ESPB 79,3%; SAPB 20,7%), utilizzando ropivacaina (volume medio 27,0 ± 5,2 mL; dose media 107,9 ± 39,8 mg). L’endpoint principale era la variazione del dolore (NRS) dal baseline a ~30 minuti e ~120 minuti; sono stati inoltre valutati consumi analgesici/oppioidi (OME pre/post), tempi organizzativi (door-to-needle e durata procedura quando disponibili) e sicurezza con follow-up a 24 ore.
Conclusioni
Nei pazienti trattati, i blocchi fasciali hanno mostrato un effetto analgesico rapido e clinicamente rilevante: NRS medio 8,17 ± 1,07 al baseline, 5,21 ± 1,86 a 30 minuti e 4,32 ± 1,83 a 120 minuti, con riduzioni statisticamente significative (p<0.05).
Una risposta clinicamente significativa (ΔNRS ≥2 di solito si parla di maggiore o uguale a 3 per considerarla una risposta clinicamente significativa) è stata osservata nella maggioranza dei casi già a 30 minuti e si è ulteriormente consolidata a 120 minuti.
Non sono emerse differenze statisticamente significative tra ESPB e SAPB sugli outcome analgesici nel breve follow-up.
Nel confronto pre/post non è stata evidenziata una riduzione significativa degli equivalenti di morfina (OME), suggerendo che l’eventuale “opioid-sparing” possa richiedere finestre di osservazione più lunghe e protocolli di rimodulazione analgesica più standardizzati.
Dal punto di vista operativo, il tempo di esecuzione è risultato compatibile con la pratica in DEA, mentre il “door-to-needle time” è apparso ampio, indicando un margine di miglioramento organizzativo.
In termini di sicurezza, non sono state riportate complicanze immediate; a 24 ore è stato documentato un singolo pneumotorace apicale, descritto come verosimilmente traumatico.
Complessivamente, ESPB/SAPB risultano fattibili e associati a un miglioramento sostanziale del dolore nel trauma toracico chiuso con fratture costali in DEA, con profilo di sicurezza favorevole nella casistica osservata.
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Tesi non consultabile. |
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