logo SBA

ETD

Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01032026-094704


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
LUCIANO, CHIARA
URN
etd-01032026-094704
Titolo
Trombofilia ereditaria e alimentazione: strategie nutrizionali ed fertilità femminile
Dipartimento
FARMACIA
Corso di studi
SCIENZE DELLA NUTRIZIONE UMANA
Relatori
relatore Prof.ssa Daniele, Simona
correlatore Dott. Marzulli, Giuseppe
Parole chiave
  • alimentazione
  • fertilità femminile
  • gravidanza
  • nutrizione
  • trombofilia ereditaria
Data inizio appello
21/01/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto
La trombofilia rappresenta una condizione caratterizzata da un’alterazione dei meccanismi fisiologici della coagulazione, che determina una predisposizione allo stato di ipercoagulabilità e può avere importanti ripercussioni in ambito riproduttivo. Tra le principali forme di trombofilia ereditaria si annoverano le mutazioni del fattore V di Leiden, della protrombina G20210A e le alterazioni dei principali inibitori naturali della coagulazione, mentre tra le forme acquisite riveste un ruolo centrale la sindrome da anticorpi antifosfolipidi. Tali condizioni possono favorire fenomeni trombotici a livello del microcircolo, interferendo con i processi di vascolarizzazione e con l’equilibrio emostatico necessario al corretto funzionamento dell’apparato riproduttivo femminile.
In questo contesto, assume particolare rilevanza il ruolo delle strategie nutrizionali come strumento di supporto nella gestione della trombofilia. Un adeguato apporto di micronutrienti coinvolti nei processi di metilazione, nella funzione endoteliale e nella regolazione dell’infiammazione può contribuire al mantenimento dell’omeostasi vascolare ed emostatica. L’alimentazione, insieme allo stile di vita, può pertanto rappresentare un elemento complementare nella prevenzione delle complicanze trombotiche, soprattutto nelle donne in età fertile o in gravidanza.
Le alterazioni dell’equilibrio coagulativo e della funzione endoteliale possono riflettersi negativamente sulla fertilità, sull’impianto embrionale e sul decorso della gravidanza. In particolare, uno stato pro-trombotico può compromettere la vascolarizzazione ovarica, la funzione luteale e la formazione di una placenta adeguatamente perfusa, aumentando il rischio di infertilità, aborto spontaneo ricorrente e complicanze ostetriche quali preeclampsia, ritardo di crescita fetale e diabete gestazionale. La disfunzione endoteliale feto-placentare, spesso associata a condizioni metaboliche e infiammatorie, rappresenta un ulteriore elemento patogenetico in grado di amplificare gli effetti della trombofilia sullo sviluppo fetale.
Nel complesso, emerge come la trombofilia, le scelte nutrizionali e la funzione endoteliale siano strettamente interconnesse e concorrano a determinare la salute riproduttiva e l’esito della gravidanza. Un approccio integrato, che tenga conto dei fattori genetici, metabolici e nutrizionali, risulta pertanto fondamentale nella gestione clinica delle donne con aumentato rischio trombotico in ambito riproduttivo.

Thrombophilia is a condition characterized by an alteration in the physiological mechanisms of coagulation, which leads to a predisposition to hypercoagulability and can have significant repercussions in the reproductive sphere. The main forms of hereditary thrombophilia include mutations of factor V Leiden, prothrombin G20210A, and alterations of the main natural inhibitors of coagulation, while among the acquired forms, antiphospholipid antibody syndrome plays a central role. These conditions can promote thrombotic phenomena in the microcirculation, interfering with the vascularization processes and the hemostatic balance necessary for the proper functioning of the female reproductive system.
In this context, nutritional strategies play a particularly important role as a support tool in the management of thrombophilia. An adequate intake of micronutrients involved in methylation processes, endothelial function, and inflammation regulation can contribute to maintaining vascular and hemostatic homeostasis. Diet, together with lifestyle, can therefore be a complementary element in the prevention of thrombotic complications, especially in women of childbearing age or who are pregnant.
Alterations in coagulation balance and endothelial function can have a negative impact on fertility, embryo implantation, and pregnancy outcome. In particular, a prothrombotic state can compromise ovarian vascularization, luteal function, and the formation of a properly perfused placenta, increasing the risk of infertility, recurrent miscarriage, and obstetric complications such as preeclampsia, fetal growth restriction, and gestational diabetes. Feto-placental endothelial dysfunction, often associated with metabolic and inflammatory conditions, is an additional pathogenic factor that can amplify the effects of thrombophilia on fetal development.
Overall, it appears that thrombophilia, nutritional choices, and endothelial function are closely interrelated and contribute to reproductive health and pregnancy outcomes. An integrated approach that takes into account genetic, metabolic, and nutritional factors is therefore essential in the clinical management of women with increased reproductive thrombotic risk.
File