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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01032025-125320


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
MANFREDI, LORENZO
URN
etd-01032025-125320
Titolo
IL RUOLO DELLA MUSICA NELLA RIVENDICAZIONE DI AUTONOMIA DELL'ARTE PITTORICA: UN PERCORSO DAL XVII AL XIX SECOLO
Dipartimento
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
STORIA E FORME DELLE ARTI VISIVE, DELLO SPETTACOLO E DEI NUOVI MEDIA
Relatori
relatore Prof.ssa Savettieri, Chiara
Parole chiave
  • Chastellux
  • De Piles
  • Delacroix
  • Dutens
  • forma-sonata
  • Friedrich
  • Mengs
  • Montabert
  • musica
  • musica strumentale
  • pittura
  • Poussin
  • Runge
  • teoria degli affetti
  • teoria dei modi
Data inizio appello
07/02/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
07/02/2095
Riassunto
La tesi ha come scopo principale quello di dimostrare, in un viaggio ideale che parte dal XVII secolo e termina a metà del XIX secolo, il ruolo della musica nella rivendicazione di autonomia dell’arte visiva e nella decostruzione di concetti secolari ad essa collegata, come quelli di mimesi e ut pictura poesis.
La ricerca sarà composta da sei capitoli e seguirà due direttrici: da una parte si mostrerà l’evoluzione musicale dal XVII al XIX secolo, focalizzandoci in particolare sulla musica puramente strumentale; dall’altra si indagherà invece l’influenza che la musica ebbe sull’arte pittorica, concentrandoci in particolare in ambito francese e facendo riferimento soprattutto all’antica teoria dei modi, un sottile fil rouge che si dipanerà lungo i tre secoli presi in esame. Nel dettaglio, per quanto riguarda il primo capitolo, ci si soffermerà sul Seicento, secolo di grande importanza in quanto si fa strada una concezione musicale basata sull’espressione, sul “muovere i sentimenti degli ascoltatori” che darà vita alla famosa teoria degli affetti, basata sostanzialmente su due capisaldi che torneranno alla ribalta: la già citata teoria dei modi dei greci e “l’arte della persuasione”, ovvero la retorica. Per quanto riguarda la parte artistica (secondo capitolo), influenze musicali si trovano nella lettera del pittore Nicolas Poussin (1594 – 1665) indirizzata al suo amico e protettore Paul Fréart de Chantelou (1609 – 1694) e nella poetica del critico d’arte francese Roger De Piles (1635 – 1709): se con Poussin la teoria dei modi sarà infatti utilizzata per ribadire ancora una volta la centralità del soggetto, insistendo fra l’altro sul principio di decorum e dunque andando a rafforzare implicitamente quella gerarchia basata sulla similitudine fra pittura e poesia (ut pictura poesis) tanto in voga nel Seicento, De Piles utilizzerà la teoria dei modi in modo diametralmente opposto, spostando l’attenzione sulla capacità dell’opera di suscitare sensazioni visive e quindi emozioni: un approccio sensista dunque, in cui De Piles si focalizza sul concetto di “coup d’oeil” e sulla passione che, a primo impatto, deve scaturire nell’osservatore guardando il dipinto, insistendo sul concetto musicale di “tout ensamble”. Sinteticamente, la musica in De Piles viene usata come esempio proprio per scardinare quell’approccio intellettuale e razionale che si ritrova invece nella concezione di Poussin.
Nel terzo capitolo, il Settecento, si indagherà, per quanto riguarda la parte musicale, le varie tendenze che si alterneranno nel corso del secolo, focalizzandoci successivamente sulla forma- sonata, che porterà alla nascita della musica come un’arte totalmente indipendente e portatrice di un proprio significato: la musica diventa cioè un mondo a sé stante, che fa leva esclusivamente sui propri mezzi espressivi. In altre parole, la musica diviene cioè forma. La parte artistica (quarto capitolo) si soffermerà dapprima sulla nascita del sistema delle belle arti, successivamente sul critico d’arte, storico e generale François – Jean de Chastellux (1734 – 1788), in cui, proprio come in De Piles, la musica viene presa ad esempio per scardinare in particolare il concetto di ut pictura poesis e di mimesis (si tenterà inoltre un possibile riscontro della forma sonata nella sua concezione pittorica); successivamente sul pittore Anton Raphael Mengs (1728 – 1779): quest’ultimo, oltre che rilanciare l’antica teoria dei modi, si soffermerà sulla figura di Arcangelo Corelli (1653 – 1713), uno dei principali protagonisti dell’affermazione della musica strumentale fra il XVI e il XVII secolo. A chiusura del capitolo si discuterà di Michel Dutens (1732 – 1804), fautore di una teoria basata sul rapporto fra colori e musica.
Nel quinto capitolo ci si focalizzerà sull’Ottocento, in cui si vedrà la piena affermazione dell’arte strumentale e una nuova concezione di musica, specchio adesso dell’interiorità dell’artista. L’autonomia conquistata dall’arte dei suoni, oltre ad essere oggetto di riflessione nell’arte pittorica, diverrà un vero e proprio modello normativo, tanto da poter coniare l’espressione ut musica pictura. In particolare, per quanto riguarda la parte artistica (sesto e ultimo capitolo) verranno presi in esame Jacques - Nicolas Paillot de Montabert (1771 – 1849), in cui sarà riscontrabile un ritorno, ancora una volta, della teoria dei modi e il pittore francese Eugène Delacroix (1798 – 1863); infine ci si concentrerà brevemente su due autori, Philipp Otto Runge (1777 – 1810) e Caspar David Friedrich (1774 – 1840), che auspicheranno ad una vera e propria fusione fra pittura e musica.

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