Tesi etd-01022026-095211 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
Autore
LOSIGNORE, NICOLA
URN
etd-01022026-095211
Titolo
Traiettorie Terapeutiche nella Malattia di Behçet: Analisi di una Coorte Monocentrica di Pazienti
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Relatori
relatore Prof.ssa Mosca, Marta
Parole chiave
- Adalimumab
- anti-TNF
- clinimetria
- fenotipi clinici
- HLA-B51
- Malattia di Behçet
- Neuro-Behçet
- vasculite
Data inizio appello
24/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
24/02/2029
Riassunto
La presente tesi offre una disamina approfondita sulla Malattia di Behçet, un disturbo infiammatorio multisistemico cronico e raro, a carattere vasculitico, storicamente noto come "malattia della Via della Seta" per la sua peculiare prevalenza geografica lungo le antiche rotte commerciali eurasiatiche. L’elaborato analizza la complessità di questa patologia multifattoriale, in cui l’interazione tra suscettibilità genetica, fattori ambientali e disregolazione del sistema immunitario determina uno spettro clinico estremamente eterogeneo. La patogenesi della malattia, sebbene non ancora del tutto chiarita, è sostenuta da una risposta immunitaria anomala in individui geneticamente predisposti, dove il principale fattore di rischio rimane l’allele HLA-B51, associato a loci come ERAP1 e a meccanismi epigenetici. Sotto il profilo immunologico, la malattia è considerata una perivasculite neutrofila caratterizzata da un’iperattività dei neutrofili e da uno sbilanciamento delle risposte linfocitarie Th1 e Th17, con un ruolo centrale giocato da citochine pro-infiammatorie quali il TNF-α, l’IL-17 e l’IL-21. L’eterogeneità clinica della sindrome rappresenta uno degli aspetti più complessi trattati nel lavoro: le manifestazioni muco-cutanee, rappresentate da ulcere orali e genitali ricorrenti e lesioni simil-acneiche, costituiscono il pilastro diagnostico nella quasi totalità dei pazienti, ma la morbosità e la mortalità della malattia sono correlate principalmente agli impegni d’organo maggiori. L’impegno oculare, che colpisce una vasta percentuale di pazienti, si manifesta con uveiti e vasculiti retiniche che possono condurre alla cecità irreversibile se non trattate con tempestività. Il coinvolgimento vascolare, definito Angio-Behçet, è caratterizzato da una predisposizione unica sia a eventi trombotici venosi sia alla formazione di aneurismi arteriosi, con l’infiammazione della parete vasale che funge da driver principale. Particolare attenzione è dedicata nel testo al Neuro-Behçet, suddiviso nelle forme parenchimali e non parenchimali, ciascuna con percorsi diagnostici e prognostici distinti, e all'impegno gastrointestinale, spesso in diagnosi differenziale con le malattie infiammatorie croniche intestinali. Data l'assenza di un test di laboratorio patognomonico, la diagnosi rimane prevalentemente clinica, basata su criteri internazionali come gli ICBD, valorizzando strumenti come il test di patergia e la clinimetria, essenziale per monitorare l'attività clinica tramite indici come il BDCAF. La sezione sperimentale della tesi si focalizza sulla valutazione dell'efficacia e della sicurezza a lungo termine di Adalimumab in una coorte di 92 pazienti. I risultati indicano che questo inibitore del TNF-α è altamente efficace nel controllare le manifestazioni della malattia, con una riduzione media significativa del punteggio di attività clinica. L'analisi per fenotipi ha rilevato che i pazienti con coinvolgimento oculare mostrano il tasso di risposta più elevato, confermando i farmaci biologici come gold standard in questa categoria, mentre il fenotipo neurologico è risultato associato a una maggiore incidenza di eventi avversi. La revisione delle strategie terapeutiche conferma che la gestione della malattia deve essere guidata dalla gravità del coinvolgimento d'organo: se per le forme muco-cutanee la colchicina rimane la prima scelta, le manifestazioni gravi richiedono un uso precoce di immunosoppressori sistemici e agenti biologici. In conclusione, la tesi evidenzia come la Sindrome di Behçet debba essere interpretata come un insieme di cluster fenotipici distinti, dove il successo terapeutico risiede nella diagnosi precoce e in una medicina di precisione fenotipo-guidata, volta a migliorare significativamente la prognosi e la qualità della vita dei pazienti.
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