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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-12182017-125630


Tipo di tesi
Tesi di dottorato di ricerca
Autore
CALVANESE, ALEXANDRE
URN
etd-12182017-125630
Titolo
L'œuvre romanesque d'Ahmadou Kourouma entre figures paternelles et figures filiales
Settore scientifico disciplinare
L-LIN/03
Corso di studi
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Relatori
tutor Dott.ssa Sommovigo, Barbara
commissario Prof. Garnier, Xavier
commissario Prof.ssa Gnocchi, Maria Chiara
commissario Prof.ssa Sperti, Valeria
Parole chiave
  • Ahmadou Kourouma
  • figures filiales
  • figures paternelles
  • lecture thématique
Data inizio appello
18/01/2018
Consultabilità
Completa
Riassunto
Questa tesi si propone di rileggere l’opera romanzesca di Ahmadou Kourouma (1927-2003) sulla base di alcune costanti tematiche che la percorrono da un capo all’altro e che rinviano a quelle due categorie (o "classi logiche", secondo la terminologia di Ignacio Matte-Blanco) di cui si dà conto nel titolo del presente lavoro, ovvero le figure paterne e le figure filiali. Più precisamente le costanti tematiche messe in evidenza nella ricerca concorrono a definire, in un caso, le figure paterne come non adeguate (rispetto a un’immagine idealizzata di paternità) e, nell’altro caso, le figure filiali come non alternative ai padri.
L’ipotesi di partenza è dunque la seguente: dietro la varietà di soluzioni formali adottate dal romanziere ivoriano (con particolare riferimento all’elaborazione di dispositivi narrativi complessi, o alla ripresa di modelli letterari tanto della tradizione occidentale quanto della tradizione orale malinké), è possibile riconoscere nella sua opera lo sviluppo di una linea tematica che riguarda il rapporto tra generazioni e la sua articolazione rispetto ai processi di transizione storica (sia essa mancata, incompiuta, o infelice) che hanno interessato il continente africano nel corso del XX secolo. Più precisamente, l’idea sostenuta in questa ricerca è che l’opera di Kourouma, a partire dal primo romanzo pubblicato nel 1968 fino all’ultima opera licenziata dall’autore nel 2000, non faccia che riproporre l’eco d’una stessa domanda: se i padri (siano essi i rappresentanti della società feudale precoloniale o i cosiddetti padri della nazione del post-indipendenza) hanno fallito, se il loro principio d’ordine non è più in grado di ordinare nulla, su quali basi è possibile avere fiducia nei figli chiamati a prenderne il testimone?
Con la parziale eccezione del primo capitolo – in cui l’indagine sulla figura del "père de la nation" ha suggerito di allargare lo sguardo alle opere di altri autori africani di lingua francese –, l’analisi testuale svolta nei quattro capitoli di cui è composta la tesi segue l’ordine di pubblicazione dei quattro romanzi presi in considerazione, vale a dire «Les Soleils des indépendances» (1968), «Monnè, outrages et défis» (1990), «En attendant le vote des bêtes sauvages» (1998) et «Allah n’est pas obligé» (2000). Questa soluzione si è rivelata la più lineare non soltanto per mostrare il movimento di ripresa e variazione delle costanti che ha luogo in ogni romanzo e poi da un romanzo all’altro, ma anche per legare l’analisi tematica agli aspetti formali (cui ho fatto riferimento in precedenza) peculiari di ogni testo.
In particolare tale scansione permette di mettere in luce il progressivo slittamento del punto di vista adottato da Kourouma, come se le sviluppo dell’opera avesse inteso approfondire la dinamica di antagonismo generazionale da una pluralità di angolazioni. In effetti, se nei «Soleils» e in «Monnè» (analizzati rispettivamente nel secondo e nel terzo capitolo) il punto di vista oscilla tra adesione e critica ai valori della vecchia aristocrazia dell’epoca pre-coloniale (e quindi, in un certo senso, della tradizione dei padri), in «En attendant le vote des bêtes sauvages» e «Allah n’est pas obligé» (analizzati nel quarto capitolo) il romanziere focalizza l’attenzione prima su delle figure di transizione come gli autoproclamati padri della nazione (molto spesso “figli” mostruosi della colonizzazione e al tempo stesso genitori simbolici inadeguati al compito di garantire il benessere del loro popolo); e poi sul personaggio del bambino-soldato, protagonista suo malgrado delle guerre civili che insanguinano alcuni paesi sul finire del XX secolo. Attraverso questo progressivo cambiamento di prospettiva si consuma quello che potremmo definire un cambiamento di tonalità emotiva, strettamente connesso alle costanti tematiche che ho messo in evidenza: se infatti i primi due romanzi, nel mostrare con uno sguardo non privo di ambivalenze la morte di un mondo ormai superato, sanciscono il decadimento di un certo tipo di figura paterna, gli ultimi due mettono piuttosto in scena, con amaro disincanto, la ricerca (dall’esito sempre frustrato e sconcertante) di una figura in grado di prenderne il posto.
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