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Tesi etd-11242014-110031


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
Autore
AMRAM, CORINNE
URN
etd-11242014-110031
Titolo
Lo stato ossidativo dei pazienti uremici: valutazione prima e dopo il trattamento emodialitico
Struttura
SCIENZE VETERINARIE
Corso di studi
MEDICINA VETERINARIA
Commissione
relatore Prof.ssa Guidi, Grazia
correlatore Dott.ssa Lippi, Ilaria
controrelatore Dott.ssa Marchetti, Veronica
Parole chiave
  • cane
  • emodialisi
  • stress ossidativo
Data inizio appello
12/12/2014;
Disponibilità
parziale
Riassunto analitico
RIASSUNTO
Parole chiave: cane, emodialisi, stress ossidativo. Lo stresso ossidativo appare coinvolto nella patogenesi di svariate complicazioni dei pazienti umani sottoposti a dialisi cronica come quelle vascolari (ad esempio aterosclerosi). I fattori che aumentano lo stato ossidativo in questi pazienti sono legati sia allo stato di uremia stesso in cui versano, che alle terapie dialitiche a cui sono sottoposti. In particolare l'emodialisi può generare uno stress ossidativo dovuto alla biocompatibilità e alla mancata sterilità del dialisato, al passaggio retrogrado di contaminanti attraverso la membrana del filtro, all'area delle superfici di contatto tra sangue e circuito extracorporeo ed infine alla durata del trattamento. La comparazione con gli studi effettuati in medicina umana sui pazienti dializzati può avere delle limitazioni legate al diverso utilizzo della terapia emodialitica in medicina veterinaria, in cui non si parla di dialisi cronica, ma piuttosto di terapia d'urgenza per stati di uremia acuta oligurica/anurica, iperkalemia, e grave sovraidratazione. Nel nostro studio sono stati inclusi 10 pazienti sottoposti ad emodialisi intermittente con la macchina Diapact® CRRT System e Dialog +® della B-BRAUN, montando per ciascuna le linee appropriate, utilizzando dializzatori o in polisulfone da 1 o 2 m² Diacap α®, o un emofiltro Diacap Acute S della B-BRAUN, o un dializzatore a fibre cave in triacetato SUPERFLUX – JOLGA della NIPRO con superficie complessiva di 0,5m². Per ognuna delle 22 sessioni di emodialisi incluse nello studio sono state valutate le attività enzimatiche della catalasi, superossido dismutasi e glutatione perossidasi prima e dopo il trattamento, analizzate tramite macrometodo su emolisato.Valutando le attività enzimatiche della CAT, SOD e GPx, non sono emerse differenze significative tra i valori pre-dialisi e i post-dialisi, mentre la catalasi appariva significativamente ridotta rispetto al gruppo di controllo (p=0,037) e la GPx significativamente aumentata (p<0,0001). Valutando l'attività enzimatica con la durata della dialisi, la percentuale di riduzione della creatinina e dell'urea e la percentuale di variazione dell'ematocrito non sono apparse correlazioni significative; inoltre non abbiamo trovato differenze tra le attività enzimatiche dei pazienti trattati con la macchina Diapact CRRT® e Dialog +®. Possiamo concludere che la terapia emodialitica intermittente, nel nostro gruppo di studio non ha influenzato lo stato ossidativo dell'animale. Inoltre lo stato ossidativo del paziente non è correlato con l'out-come, né con la classe AKI di entrata, né alla produzione urinaria, né con lo stato di idratazione. Abbiamo osservato che, i pazienti in cui si è sviluppata CID, presentano le attività enzimatiche della catalasi (p=0,0008) e della glutatione perossidasi (p<0,0001) significativamente minori rispetto al gruppo di soggetti in cui questa complicazione non si era verificata. Anche le attività enzimatiche dei pazienti in SIRS apparivano più basse rispetto ai cani in cui non abbiamo ritrovato la sindrome da risposta infiammatoria sistemica (per la CAT p=0,0003 e GPx p=0,028). Dal nostro studio è emerso che la terapia di HD intermittente non aumenta lo stress ossidativo dei pazienti e che lo stato ossidativo non è correlato con l'outcome. È interessante la correlazione con lo sviluppo di CID e SIRS, comuni complicazioni dei pazienti affetti da AKI. È auspicabile approfondire con ulteriori studi le attività della catalasi e della glutatione perossidasi su emolisato di cane, in modo da ricavare un range di riferimento negli animali sani; inoltre, vista la consistenza ridotta del nostro gruppo di studio, potrebbe essere interessante proseguire lo studio ampliando la popolazione in esame.
ABSTRACT
Key words: dog, hemodialysis, oxidative stress. The oxidative stress is involved in the pathogenesis of several complications in human patients undergoing chronic dialysis, such as cardiovascular disease (eg, atherosclerosis). Factors that increase the oxidative status in these patients are related to their state of uremia, and to the consequent dialysis treatment. In particular, hemodialysis may generate oxidative stress due to the biocompatibility and to the lack of sterility of the dialysate, the retrograde passage of contaminants through the dialyzer's membrane, the area of contact surfaces between blood and extracorporeal circuit, and finally to treatment duration. The comparison with human medicine studies concerning patients undergoing dialysis may be impeded by the different use of hemodialysis therapy in veterinary medicine. In fact, in veterinary medicine, hemodialysis is not a chronic treatment, but it is rather used as an emergency treatment of acute oliguric/anuric uremia, hyperkalemia, and/or severe overload of fluids. Our study included 10 patients undergoing intermittent hemodialysis using Diapact® CRRT System device and Dialog + ® B-BRAUN device, each of them provided with appropriate lines, using polysulfone dialyzers or 1 or 2 m² Diacap α®, or a hemofilter Diacap Acute S B-BRAUN, or a hollow fiber dialyzer triacetate SUPERFLUX - JOLGA NIPRO with the total area of 0,5m². For each of the 21 sessions of hemodialysis included in the study, enzymatic activities of catalase, superoxide dismutase and glutathione peroxidase were assessed, before and after treatment. These parameters were analyzed on hemolysated blood by means of macromethod. In the evaluation of the enzymatic activities of CAT, SOD and GPx, no significant differences between the values pre-dialysis and post-dialysis ones were observed, while catalase appeared significantly reduced compared to the control group (p = 0.037) and GPx increased significantly (p <0.0001). Comparing the enzymatic activity with duration of dialysis, percentage of creatinine and urea reduction, and percentage of hematocrit variation no significant correlations were shown. Moreover, we did not find any differences between the enzymatic activities in patients treated with the different devices Diapact CRRT® and Dialog + ®. We can conclude that in our study group, intermittent hemodialysis, did not modify the oxidative status of the animals. We can also affirm that the patients' oxidative status are not related neither to the outcome, nor to the AKI class , or to the urine production, or to the hydration state. We observed that in patients who had developed CID, enzymatic activities of catalase (p = 0.0008) and glutathione peroxidase (p <0.0001) were significantly lower than in the group of subjects in which this complication did not occur. Even the enzymatic activities of patients in SIRS appeared to be lower than in dogs in which systemic inflammatory response syndrome were not found (p = 0.0003 for the CAT and GPx p = 0.028). Our results show that intermittent HD treatment does not increase oxidative stress of patients and that oxidative status is not correlated to the outcome. The correlation with the development of DIC and SIRS, common complications in patients with AKI, can be considered interesting. Further studies on the activity of catalase and glutathione peroxidase on dogs hemolysate are needed to obtain a reference range in healthy animals. Since our study group is of reduced consistency, it could be interesting to continue the study to enhance it and to verify our results.
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